Radio Spada intervista Silvana de Mari

 

silvana de mari

 

 

  1. Dottoressa De Mari, che cos’è l’omosessualità? Ha fondamenti antropologici?

Da un punto di vista biologico la sessualità è un mezzo creato dalla biologia per creare la generazione successiva mediante l’incontro di un gamete maschile e uno femminile. Dove questo incontro non c’è, dove non ce n’è mai stata la potenzialità in realtà abbiamo erotismo. Una persona che si masturba, sta facendo dell’autoerotismo. Due persone dello stesso sesso che si scambiano pratiche erotiche secondo il loro piacere stanno facendo dell’omoerotismo. Ma il punto fondamentale è un altro: questo io vorrei chiarirlo, vorrei sottolinearlo, e vorrei dare una volta per tutte la mia risposta alla domanda “Che cos’è l’omosessualità?”. È un comportamento, un qualcosa che uno fa, non qualcosa che uno è: non determina l’identità di un individuo. Voglio  stabilire, al di là di ogni ragionevole dubbio, che qualsiasi pratica che includa un pene che entra in una cavità anale è dannosa, che sia fatta verso un uomo, o con una donna, è irrilevante. Quindi, siccome ogni popolo ha diritto alla sua lingua e alla sua storia, io mi riprendo il termine biblico di sodomia. La sodomia è antigienica e fa male alla salute.

 

  1. Cosa ci dice la scienza empirica sugli omosessuali? Abbiamo dei riscontri oggettivi su patologie legate a rapporti sessuali tra uomini?

Purtroppo li abbiamo e sono terrificanti: fino agli anni 80 questi riscontri potevano essere raccolti in testi completi. Dagli anni 80 in poi non è più stato possibile pubblicare libri come quelli che vedete nella foto, e i dati sono spampanati in una miriade di lavori diversi, che non lasciano scampo. La cavità anale non ha l’anatomia adatta a tollerare la penetrazione, subisce lacerazioni, mentre altri danni sono fatti sulle fibre muscolare dello sfintere interno che portano a emorroidi, ragadi, fistole, ascesso perianale, incontinenza, prolasso. Le malattie sessualmente trasmissibili, inclusa epatite B e Aids si moltiplicano per 20 nei gay, anche perché lo stile di vita spesso è caratterizzato da promiscuità sessuale: tutti i circoli gay, le crociere gay, i villaggi vacanze gay garantiscono dark room e naked party. Sono situazioni dove  non si usa il preservativo. La diffusione dell’Aids è così massiccia che la stessa OMS raccomanda l’uso preventivo dei carissimi retrovirali. La diffusione dell’epatite A è talmente alta che si raccomanda la vaccinazione tra i gay. Il virus dell’epatite A è un virus orofecale. Se si passa dalla penetrazione anale alla fellatio si ha ingestione di materiale fecale. Non tutte le persone che si definiscono omosessuali frequentano dark room e naked party, ma gestiscono dark room e naked party gli appartenenti alle associazioni gay finanziate dallo stato come enti morali in quanto combattono l’omofobia.

Per combattere l’omofobia, che è un fantasma, questi diffondono virus veri: quindi l’Unar e la Presidenza del Consiglio andrebbero denunciati i quanto finanziano la diffusione di contagio di malattie.

ANSA  – Iss, epidemia epatite A tra omosessuali,casi quintuplicati

 

In questo articolo si evidenzia come la diffusione di malattie, in questo caso si parla di epatite A, ma la stessa regola vale per tutte le altre, siano i pride, in particolare quelli a carattere internazionale, perché si moltiplicano in tali occasioni gli incontri.

 

  1. Parliamo di famiglia: i ritmi di vita moderni impediscono alla donna di fare la donna, quali gli impatti sul nucleo familiare? Quale l’impatto sui minori?

Il bambino impara a riconoscere la voce della madre al quinto mese di vita intrauterina, impara a riconoscere l’odore della mamma pochi minuti dopo essere nato. Nei primi due anni di vita la presenza della madre deve essere costante, perché è attraverso la madre che il bambino impara a relazionarsi con il mondo e grazie alla presenza della madre impara a modulare le emozioni. Il bambino di oggi ha a disposizione la madre per poco tempo e in questo tempo spesso la qualità della relazione è scadente, perché la madre torna dal lavoro stanca, con sulle spalle la fatica e le frustrazioni delle giornata. Nel mondo occidentale stanno aumentando i disturbi dell’attenzione.

Il bambino all’asilo nido viene a contatto con estranei e con i loro batteri e virus quando non ha ancora un sistema immunitario troppo competente, con un aumento di infezioni: tonsilliti, bronchiti, enteriti. Separato dalla madre e affidato a un’educatrice, che se anche fosse la più brava del mondo resterebbe un’estranea, produce ormone da stress, in particolare cortisolo. Il cortisolo abbatte il sistema immunitario con ulteriore incremento del continuo ammalarsi. Un altro problema è che si rimanda la maternità al momento in cui si finiscono gli studi, si ha casa e lavoro: i figli di maternità tardive e molto hanno maggiori problematiche.

 

  1. Ci parlerebbe della PNEI (sigla di psiconeuroendocrinoimmunologia)? Di cosa si tratta e cosa ci dice sulle nostre vite?

La psiconeuroendocrinoimmunologia ci spiega come la psciche influenzi il corpo e il sistema immunitario. Un bambino molto ansioso può inibire l’ormone della crescita e restare più piccolo di statura. Una donna molto ansiosa può bloccare l’ovulazione: la cosiddetta amenorrea da stress, tipica anche delle donne che vorrebbero avere un figlio e non ci riescono. Quando lo stress si risolve, per esempio perché la donna si rassegna e si rasserena, la gravidanza arriva. La PNEI spiega anche come uomini che comincino relazioni con altri uomini da bottom, quello che in italiano indichiamo con la parola passivo, diminuiscano le loro caratteristiche testosteroniche, diventando sempre più fisicamente simili a quello che all’inizio era un ruolo.

 

  1. Oltre ad essere un chirurgo è anche una scrittrice fantasy. Perché la scelta di un genere immaginario, allegorico, metaforico?

Come giustamente diceva la buonanima del dottor Tolkien, padre di tutti noi, il fantasy è un genere universale quindi un linguaggio universale: noi parliamo di fulmini e non di lampadine. Ne “L’ultimo elfo” il piccolo Yorsh che corre sotto la pioggia è contemporaneamente il bambino armeno inseguito dai turchi, il bambino ebreo inseguito dalle SS, il bambino tutzi inseguito dalle milizie hutu, il bambino cristiano che fugge davanti alle milizie dell’ISIS.

Gli orchi sono la barbarie totale, non solo spirituale ma anche tecnologica e quindi soprattutto linguistica. Gli orchi sono le armate dei barbari che si abbattono, sono coloro che non hanno, non hanno pensato, non hanno costruito, non hanno detto, non hanno inventato e quindi odiano di un odio assoluto coloro che queste cose fatte.

La letteratura Fantasy, racconta lo scontro frontale tra una civiltà certo imperfetta ma di vita e una cultura di morte rappresenta la nostra epoca, siamo il secolo del genocidio. Tra tutte le maniere che abbiamo per capire la storia, esaminare i fatti della politica, l’architettura, l’arte, la letteratura, la letteratura fantastica, quest’ultima sarà, sempre, quella che più ci darà accesso alla verità, perché il linguaggio metaforico nasce dall’emisfero sinistro, che non è capace di menzogna e che , lui, sì, ha la potenza arcaica di resistere all’indottrinamento.

Il linguaggio metaforico cela all’interno delle sue complesse volute il nocciolo della verità non raccontabile, e la nasconde perché, protetta dall’irrealtà della narrazione, quella realtà possa finalmente essere affrontata.

La letteratura fantastica è una forma di comunicazione. La comunicazione aumenta la nostra sopravvivenza, perché aumenta la nostra conoscenza del mondo.

Dall’analisi della letteratura fantastica si evince la storia di un popolo.

Nascoste nell’oro e nell’argento, nella magia e nelle profezie, ci sono le lacrime e il sangue, tutte le lacrime e tutto il sangue.

Ha sostenuto Kafka che quando la realtà è troppo atroce per essere guardata negli occhi, occorre usare il velo della narrazione fantastica. La neurobiologia ha confermato questa affermazione. Il cervello del bambino fabbrica endorfine mentre ascolta la voce che gli racconta una fiaba: le endorfine facilitano il sonno, diminuiscono la percezione del dolore, aumentano la potenza cognitiva. “Se volete dei bambini intelligenti raccontate loro delle fiabe, se volete dei bambini molto intelligenti raccontate loro molte fiabe.” (Albert Einstein)

La stessa regola vale per noi: dove ci sono molte narrazioni compaiono il pensiero filosofico e scientifico. Sono come il passo destro e il passo sinistro: una civiltà ha bisogno di entrambi. Dove non c’è il mito la scienza si insterilisce, anzi non nasce nemmeno. Il mito e la scienza sono le due maniere di conoscere la realtà, il mito per via metaforica e analogica, la scienza per via logica ed analitica. Dall’integrazione di entrambe nasce la forza di una civiltà di vivere ed evolvere.

La storia umana è contenuta nel poema epico, la persecuzione del bambino è contenuta nella fiaba, tratteremo della nostra storia, in questo libro parleremo di noi.

Abbiamo un bel po’ di supereroi, sempre più cupi e ammaccati, per tutto il resto il fantasy e l’horror regnano incontrastati. Da soli più di metà degli scaffali delle librerie e degli schermi. Dalla loro ossessiva presenza possiamo capire quello che succede nella mente degli uomini, e nella loro storia, dall’illuminismo in poi. Una ciclopica danza macabra in cui siamo immersi.

E’ l’angoscia per il nostro presente, il terrore per il nostro futuro che abbiano nascosto in mezzo alla Terra di Mezzo, dentro le zanne di Alien, negli occhi spenti degli zombi abbiamo messo il non raccontabile, l’indicibile.

Siamo immersi in una cultura di morte. Tutta la nostra narrazione fantastica è immersa in una cultura di morte, perché siamo il secolo del genocidio e perché, avendo rinnegato Dio non siamo certi di avere un futuro. Sappiamo che il male assoluto esiste e siamo sull’orlo della fine del mondo. Abbiamo fronteggiato due culture di morte, comunismo sovietico e nazismo tedesco e ora siamo di fronte alla terza, la teocrazia islamica, l’ordine a ucciderci in quanto infedeli ovunque ci troviamo, ma ancora più pericoloso dello scontro con l’islam è il nostro suicidio.

Nel fantasy, poi, c’è anche l’informazione su come andrà a finire. Vincono le culture di vita. Il fantasy è l’ultimo genere che osa ancora parlare di Dio.

 

 

Chiunque voglia aiutare la dottoressa De Mari nella sua battaglia, può farlo acquistando i suoi libri. [RS]

 

2 Commenti a "Radio Spada intervista Silvana de Mari"

  1. #bbruno   27 marzo 2017 at 1:53 pm

    tranquilli, ci salverà Bergoglio dal suo cesso (chimico): è tanto ‘umano’!

  2. #Marisa   27 marzo 2017 at 10:52 pm

    Un amico mi riferisce quanto gli disse un medico di sua conoscenza, che opera in un consultorio:
    fino a un certo numero di anni fa il suo ambulatorio era frequentato per lo più da prostitute affette da malattie veneree.

    Oggi i pazienti più numerosi sono omosessuali maschi, tutti malati di malattie veneree, che stanno diventando un’epidemia, e il fenomeno è spiegato dal medico con la condotta di questi pazienti, dediti alla promiscuità assoluta: la durata di una relazione dura per la maggioranza non più di un mese, ma sono numerosi coloro che cambiano partner ogni giorno.