San Turibio de Mogrovejo e il suo aiuto nella Quaresima

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di Roberto De Albentiis

 

Giunti a metà del cammino quaresimale, prossimi alla Domenica Laetare, dopo aver festeggiato San Giuseppe e San Benedetto, siamo pronti per festeggiare un santo europeo, ma che ha operato principalmente ed è infine morto nel Nuovo Mondo: stiamo parlando di San Turibio de Mogrovejo; la liturgia quaresimale ci fa concentrare prevalentemente sui sermoni e i miracoli di Gesù, e addirittura il santo odierno non è inserito nemmeno nel Messale, ma il suo nome è inserito comunque nel Martirologio, ed è enormemente venerato a livello popolare in America Latina.

San Turibio nacque in Spagna, in una nobile famiglia, in un anno compreso tra 1536 e il 1538, e si dedicò allo studio del Diritto Civile e Canonico nelle migliori università iberiche, a Coimbra, Valladolid e Salamanca; professore universitario nella stessa Facoltà di Salamanca, divenne poi presidente del Tribunale di Granada, fin quando il Re Filippo II, per l’ottima fama di devozione mariana, rettitudine e di senso del dovere che lo circondava, lo mise a capo, pur essendo un laico, dell’Inquisizione di Granada e, poi, dell’intera Inquisizione spagnola.

Sia il Re che il Papa furono così bene impressionati da lui che lo nominarono concordemente Vescovo di Lima, nell’allora colonia spagnola del Perù; in poco tempo ricevette tutti gli ordini sacri e partì così alla volta della Nuova Spagna.
Con grande energia, e con l’ancor più grande esempio personale, estirpò gli abusi dei colonizzatori, che i sacerdoti rilassati, contro anche i quali combattè, non osavano riprendere; moralizzò i costumi, promosse la riforma del clero, cercò di agire in concordia con le autorità coloniali, che provò, senza riuscirci, ad indirizzare verso miti consigli, e si prodigò nell’evangelizzazione degli indigeni (di cui volle imparare la lingua e nel cui idioma tradusse catechismi e preghiere) e nella loro elevazione e protezione morale e materiale.

Intraprese tre visite pastorali nel vastissimo territorio diocesano, convocò concili e sinodi provinciali, fondò centinaia di parrocchie, installò una tipografia che produsse i primi libri stampati dell’America del Sud, fondò il primo seminario dedicato alla formazione del clero nativo; prodigo verso i poveri (cui regalava i suoi stessi vestiti), dedicava numerose ore alla preghiera, alla meditazione, alla penitenza e alla spiritualità.

San Turibio visse in un contesto storico e politico fortemente diverso dal nostro, per certi versi, però, migliore, con una Chiesa comunque sicura della sua missione civilizzatrice e soprattutto evangelizzatrice e un’autorità politica, almeno formalmente, desiderosa di porsi al Suo servizio, e davanti al pessimo esempio di Vescovi pavidi e tiepidi, San Turibio ci affascina e ci interpella; soprattutto, ci fornisce due utili lezioni, importanti certo in qualsiasi giorno dell’anno ma soprattutto ora che stiamo vivendo il tempo della Grande Quaresima.

La prima, la devozione mariana: in una Chiesa, come quella di oggi, che scoraggia la devozione mariana per andare dietro le sirene protestanti e secolari, diventa tanto più urgente riscoprire questo tratto così bello e così autenticamene cattolico; del resto, da chi potremmo imparare ad amare meglio Gesù, se non dalla Sua eccellentissima Madre? A maggior ragione, poi, quest’anno, primo centenario delle apparizioni di Fatima, il cui appello di conversione e penitenza è ancora più urgente oggi rispetto a quella lontana primavera del 1917.

La seconda, l’osservanza dei propri doveri di stato: San Turibio, prima da laico e poi da uomo di Chiesa, si santificò osservando scrupolosamente i suoi doveri di stato, di professore, di giudice e infine di sacerdote e Vescovo, anzi, venne scelto come giudice inquisitoriale e poi come Vescovo proprio per la sua pietà e la sua dedizione eroicamente vissute da laico!  Non è gradita a Dio la nostra preghiera se prima non ci santifichiamo, nell’obbedienza e nell’umiltà, nei nostri doveri di stato e di ufficio, e allora, proprio in questo clima quaresimale, e in un tempo che parla sempre insistentemente di diritti, riscopriamo i nostri doveri di stato, e con l’aiuto di Dio e l’intercessione di San Turibio adempiamoli!

 

 

4 Commenti a "San Turibio de Mogrovejo e il suo aiuto nella Quaresima"

  1. #Cristiano Lugli   23 marzo 2017 at 2:58 pm

    Bellissima presentazione di un Santo quasi sconosciuto, inserita dentro un bellissimo articolo. Complimenti all’autore!

    Cristiano Lugli

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  2. #Paola   28 marzo 2017 at 8:46 pm

    Mi aggrego .la vita dei santi e ‘ così bella ,non si finisce mai di imparare,e ti senti così piccola…..piccola.giganti di Santita’, aiutateci!!!

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  3. #Paola   28 marzo 2017 at 8:49 pm

    Sto leggenDo il diario di Santa Veronica Giuliani. Da brivido! Lo consiglio a tutti.

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  4. #er coatto   29 marzo 2017 at 10:05 am

    “[…]si prodigò nell’evangelizzazione degli indigeni […]”

    Ma che stai a dì?!
    Bergy dice che: “Il proselitismo è una solenne sciocchezza”. Allora?

    Bergy, ‘ndo stai? Dijene quattro.

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