[SATIRA] I lavori della CEI… in rima (vernacolare).

trilussa1

 

di Luciano Pranzetti

 

Er vescovo Bagnasco,  presidente

de la santa congrega de la CEI,

nun c’è argomento che nun è presente.

Sa discute de tutto, amici miei:

lavoro, sindacati, la benzina,

li pommidori, l’acqua, i ministeri,

razzismo, le ricette de cuscina,

l’ Europa de li bbianchi e de li neri.

Te sa parla’ de droga e de giornali,

te spiega li contratti a tempo pieno,

der clima, buchi neri e piani astrali,

de come er contadino farcia er fieno.

Nun manca – e vvedi  ‘n po’! – l’economìa,

le banche, la politica nostrana,

er detersivo pe’ la biancheria,

er bòtto de la crisi americana,

te dice tutto de la delinguenza,

er globalismo, Renzi e Berlusconi,

te dice puro con quale freguenza

s’abbatteno li fùrmini e i cicloni.

Passa ‘n rassegna tasse e consumismo,

mercato aperto equo e solidale,

je dà de frusta sur capitalismo

che nun è sempre bbene e sempre male.

Rameggia esperto su l’effetto serra,

propone soluzioni più cche bbone

pe’ fa’ tace’ lo strillo de la guerra,

pe’ elimina’ li fumi der carbone.

A me me sorge la curiosità

de dije: “Sor Bagna’, ma me lo spieghi,

‘ndo’ trovi er tempo pe’ ‘st’attività?

Ma, soprattutto dimme: “Quanno preghi?”

 

 

 

 

10 Commenti a "[SATIRA] I lavori della CEI… in rima (vernacolare)."

  1. #bbruno   26 marzo 2017 at 3:45 pm

    bellissimo!

    solo la domanda finale non va:

    chi vuol che preghi,
    quest’uom dei mille impieghi,
    fuor quello di CREDERE?

    Rispondi
  2. #Giuseppe   26 marzo 2017 at 3:58 pm

    Se (retorico) si modella sul suo principale pro-tempore, mai.

    Rispondi
  3. #Paola   26 marzo 2017 at 4:50 pm

    Stupendo. Ghema da pregher noietor.(traduco),dobbiamo pregare noi.

    Rispondi
  4. #vartan   26 marzo 2017 at 7:11 pm

    Quando si declama la doppia “erre” in romanesco non si pronuncia…

    Rispondi
  5. #Marisa   26 marzo 2017 at 8:54 pm

    Grande poeta!

    Rispondi
  6. #Catholicus   27 marzo 2017 at 2:33 pm

    Bellissima poesia, degna di Carlo Alberto Maria Salustri, in arte Trilussa. Un grazie di cuore al bravissimo professor Luciano Pranzetti, noto latinista, letterato (grande esperto di Dante Alighieri e della Divina Commedia), pittore, restauratore … ed anche poeta (oltre che amico carissimo); ho ritenuto mio dovere far conoscere questa sua bella poesia anche su Chiesa e Postconcilio e Anonimi della Croce. Un caro saluto, in corde Jesu et Mariae

    Rispondi
  7. #Lucian Pranzetti   27 marzo 2017 at 7:58 pm

    hai ragione, Vartan ma ho preferito, per chi non conosce il vernacolo romanesco, scrivere come ho scritto. Diversamente “sèra; avrebbe dato adito a fraintendimenti con “sera” momento del giorno. Grazie comunque per l’osservazione.

    Rispondi
    • #lister   28 marzo 2017 at 7:30 pm

      Eh, Professore, ogni tanto lo si trova il…pignolo? cui indichi la luna e quello guarda il dito, anzi, l’unghia del dito.

      Magnifico, tuttavia, il suo azzeccatissimo omaggio a Trilussa ed al Belli.

      Rispondi
  8. #JORGE MARIO "FRANCISCO" BERGOGLIO   28 marzo 2017 at 8:25 pm

    E perchè? Segùn voialtri quando prego io?

    Rispondi
    • #er coatto   29 marzo 2017 at 9:52 am

      E c’hai raggione, Bergy: ched’è ‘sta perdita de tempo?!
      C’è da discute de tutto: lavoro, sindacati, la benzina, li pommidori, l’acqua, i ministeri, razzismo, le ricette de cucina, l’Europa de li bbianchi e de li neri e tutto ‘e resto de Bbagnasco.
      Méttice puro li finocchi e li risposati, le ‘nterviste co Scalfari e le carezze a li regazzini, alla fine sei stanco, no?
      Altro che pregà…

      Rispondi

Rispondi