[VACCILEAKS] Renzi, le statistiche del morbillo e… “tutta colpa dei non vaccinati”

vaccino-mpr

 

di Cristiano Lugli

 

“Sai ched’è la statistica? È ’na cosa
che serve pe’ fa’ un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa.
Ma pe’ me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pe’ via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
secondo le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra ne le spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perché c’è un antro che ne magna due.”
(Trilussa)

Dopo le polemiche con il collega Emiliano, il quale fu accusato di accaparrarsi voti con il tema vaccini, Matteo Renzi torna alla carica su Facebook con “dati statistici” alla mano, sempre riferendosi al suddetto tema. Come un bambino che casca dal pero l’ex-premier invita tutti a farsi un esame di coscienza, seminando il panico alla pari dei colleghi che coprono le fila del Ministero della Salute:

Avete visto i dati del ministero della Salute sul morbillo? pazzeschi! Nei primi mesi del 2017 si registra un aumento del 230%. lo dico da genitore prima che da politico: sui vaccini non si scherza. Basta polemiche, prendiamo sul serio la scienza. E mettiamo al centro la salute dei nostri figli, non la propaganda“.
Evidentemente il giovine toscano non sa, come già dicemmo, che di scienza qui non si tratta, i vaccini rientrando nel campo della Medicina la quale produce – fra le altre cose che fa – i farmaci curativi e preventivi, allontanandosi di gran lunga da qualsivoglia tipo di scienza, e meno che mai esatta.
Oltre a questo tenue particolare, si avverte nell’ex-premier la volontà di calare le carte di quel terrorismo epidemiologico che batte sempre sulla stessa nota, sentito e risentito.
Nello specifico caso del morbillo come composizione non vorremmo soffermarci troppo, se non altro per non anticipare ciò che vorremmo approfondire, con parsimonia e dedicandovi più tempo, ad ogni specifica malattia dalla quale i nostri figli sono chiamati a raccolta per la vaccinazione.
Possiamo però accennare per intanto che il morbillo rientra fra quelle malattie per la quale non è richiesta una vaccinazione obbligatoria, ma solo “consigliata” – o ad onor del vero “fortemente consigliata”, “raccomandata”.
Questo il primo dato che dovrebbe far accendere qualche lampadina all’italiano medio e, il secondo dato ma non per importanza, è che il vaccino per il morbillo sia in realtà un trivalente dal nome MPR ( morbillo – parotite – rosolia ) e venduto con il nome commerciale di MMR per le traduzioni inglesi delle accennate malattie. Un vaccino di immunizzazione che non copre dunque in modo specifico da morbillo, ma che ingloba all’interno del soggetto vaccinato una miscela di virus vivi attenuati dalle tre patologie.
Il punto su cui si vorrebbe porre l’accento qui è verosimilmente legato all’allarmismo smisurato lanciato, ancora una volta guarda caso, all’indomani di qualche tenue intervento di chi non vede poi così tanta chiarezza sulla tematica vaccinale ma soprattutto non ne vede garantita l’efficacia.
Secondo Renzi e secondo la Lorenzin, infatti, il fatto che questa sconfinata percentuale citata si sia così drasticamente alzata oltre la soglia percentuale è da attribuirsi ai non vaccinati, coloro i quali – sempre secondo i leader maximi della Sanità ( maiuscola d’uopo ) – scardinerebbero gli equilibri della cosiddetta “immunità di gregge”, valida solo se situata almeno al 95% della popolazione. Orbene, è davvero colpa dei mostri genitori che, vista la non obbligatorietà del trivalente MMR, decidono di non sottoporre a vaccino-profilassi la propria prole?
La risposta pare piuttosto retorica, tuttavia è necessario puntualizzare, senza addentrarci troppo come già detto nel tema morbillo,  alcuni aspetti essenziali di questa gag terroristica commissariata dagli stessi organi della Sanità.
Uno degli errori principi sulla valutazione dell’efficacia del vaccino contro il morbillo è quello di pensare che l’inoculo di due dosi di morbillo-parotite-rosolia (MMR) equivalga ad acquisire totale immunità contro questi agenti patogeni. Comunemente si ritiene che ricevere due dosi del vaccino MMR porti un’efficacia al 99% nel prevenire il morbillo, nonostante una voluminosa bibliografia e prove basate sull’epidemiologia e sull’esperienza clinica contraddicano di gran lunga questo dato; prove che, senza dubbio, Renzi non ha mai sfogliato nemmeno per un secondo.
Il suddetto modo di pensare e sopratutto di spacciare le cose in modo così erroneo e superficiale ha portato il pubblico – il grande pubblico -, i media e le autorità ad attribuire sempre ai non vaccinati l’origine di focolai di morbillo, come sostanzialmente si nota nel messaggio Facebook di renziana memoria.
Così accadde nella famosa circostanza di contagio seduta stante avvenuta a Disney nel lontano 2015, malgrado il 18% dei casi di morbillo si sia verificato verificato in coloro che erano stati vaccinati. Avete capito bene: il 18% dei casi di morbillo riscontrato nel contagio di Disney era stato sottoposto a vaccinazione MMR. Va da sé che la chiarosciente inefficacia del vaccino in alcuni casi è stata dimostrata dalle conseguenti linee guida della CDC ( Centers for Desease Control and Prevention ), che ora richiede due dosi.
Un altro aspetto da sottolineare, oltre al già menzionato soggettivo grado di immunità, è che coloro i quali sono stati “immunizzati” con due dosi di vaccino MMR possono ancora trasmettere l’infezione ad altri, fenomeno e rischio questo che nessuno segnala nella fretta di incolpare chi non si è vaccinato o non ha fatto le due dosi limitandosi a farne solo una, e cioè l’84% delle persone, dato non basso epperò incompleto per gli sbandieratori della solita soglia dell’ “immunità di gregge”.
Su questo tema si è espresso Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, al quale è stato chiesto quale correlazione vi sia tra il presunto aumento dei casi di morbillo e l’imponente calo delle vaccinazioni:
“C’è sicuramente un aumento correlato al calo delle vaccinazioni nel bambino – ha risposto Pregliasco – in Italia il livello di vaccinazioni [ contro il morbillo ndr ] si attesta intorno all’80% rispetto all’obiettivo del 95% già raggiunto in Paesi come la Gran Bretagna”.
Rincresce dire che queste affermazioni, nonostante provengano da un virologo, sono al servizio di un sentire comune privo di onestà intellettuale, visto che in questo modo si tenta di incolpare della “morbilità” e mortalità delle malattie infettive i genitori che scelgono di non vaccinare, quando è certificato invece che la vaccinazione non conferisce l’immunità e non impedisce a coloro che sono vaccinati di infettare gli altri. In realtà, i focolai secondari di morbillo dovuti al fallimento della vaccinazione – perché questo è il punto: di fallimento vero e proprio si tratta in molti casi – anche in popolazioni con copertura vaccinale del 99%, capitano da decenni senza che la stampa e i media in generale si preoccupino di portare a galla il misfatto.
Un esempio concreto si può trarre da un caso accaduto in America qualche anno fa, dove un individuo vaccinato due volte, durante l’epidemia di morbillo a New York, è stato in grado di trasmettere il morbillo a quattro dei suoi contatti, due dei quali avevano ricevuto due dosi di vaccino MMR e avevano precedenti valori anticorpali IgG per morbillo presumibilmente protettivi.

Questo genere di fenomeno – individuo completamente vaccinato che infetta altri individui completamente vaccinati – è stato ignorato, come si diceva poc’anzi, dalle agenzie sanitarie e dai media. Tutto ciò conferma la possibilità che, durante il focolaio di morbillo verificatosi a Disney, soggetti precedentemente vaccinati (chiunque facente parte del famoso 18% che si sa essersi infettato) possano essere stati infettati o anche aver contratto il morbillo dal vaccino e aver trasmesso il morbillo sia ai vaccinati che ai non vaccinati.

Ci hanno voluto veder chiaro anche diversi scienziati del CDC e del Bureau of Immunization i quali hanno evidenziato la necessità che vi sia una “accurata indagine epidemiologica e di laboratorio dei casi sospetti di morbillo, indipendentemente dallo stato vaccinale” avvallando l’ipotesi che gli studiosi devono poter escludere il fallimento del vaccino e l’infezione da parte di individui completamente vaccinati come concausa dei focolai di morbillo, non rientrando questo nel circolo delle certezze – come già abbiamo spiegato.

Quello che sta accadendo oggi invece, puntualmente, è che quando  si verifica un’ “epidemia” di morbillo, si attribuisce la colpa alla vittima contraente il virus, e i media e/o le agenzie riportano che i contagiati sono non vaccinati o non totalmente vaccinati, spesso senza prove sufficienti a sostegno di tali affermazioni.

Ancora il CDC afferma che “dopo la vaccinazione i virus [morbillo ma non solamente il morbillo ndr] prolificano e causano una infezione non pericolosa nei vaccinati”. Ebbene, questa sarebbe la cosa di cui dovrebbe prendere atto qualsiasi genitore, ovvero che anzitutto vengono iniettati dei virus; capito questo si passa al punto numero 2: “i virus prolificano”, tuttavia rimanendo innocui ( dicono ). E perché mai se innocui e perlopiù deattivati prolificano? E se prolificano perché non possono pure infettare?

Arrivati a questo complesso di domande si giunge a quella essenziale, da rivolgere a Renzi e compagnia: a me, a noi, chi ci dice che in Romania o in Italia non siano gli stessi vaccinati con MMR ad infettare? Per caso sono rintracciabili analisi biomolecolari le quali attestino che le persone siano state contagiate naturalmente e non da virus vaccinale, oppure il tutto consiste e rientra in un insano e puerile terrorismo?

Se esistesse ancora un briciolo di onestà in giro, varrebbe la pena ammettere che il fallimento del vaccino MMR sia la causa essenziale di questo terrorismo mediatico che ora incorre, una vera caccia alle streghe contro le persone che – è bene ricordarlo – non hanno sottoposto i propri figli ad una vaccinazione NON obbligatoria.

Il Professoron Villani, medico dell’Ospedale Bambin Gesù, ne sa qualcosa di questo. Sempre riguardo al morbillo ha infatti esternato che“da noi ancora si disquisisce sull’obbligatorieta’ delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola, e nel frattempo la situazione peggiora. Il problema è delle Regioni, che devono sbrigarsi ad attuare il nuovo piano vaccinale“.

Insomma, sotto tutti e no perdi-tempo. Vacciniamo a mani basse senza stare troppo ad interrogarci sulla libertà delle persone e, in particolare, dei genitori. Il Villani però tralascia di dire che il nuovo piano nazionale contro le vaccinazioni tenta di entrare dalle finestre, giacché il numero di vaccinazioni obbligatorie, de facto, non muta di una virgola. Ma su questo avremo modo di tornare in un capitolo a parte. Soffermandoci invece ancora un momento sull’infrangibile scudo delle vaccinazioni, è giusto evidenziare come il vaccino – in questo caso contro il morbillo – come nella maggior parte delle altre malattie, sia comparso senza però rendere noti effetti rilevabili dall’introduzione di esso, come spiega il semplice grafico che segue.

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Apporre l’infallibilità vaccinale come presupposto imprescindibile per l’eliminazione effettiva di una malattia, è quanto meno cosa sciocca, checché ne dicano i nostri. Ciò che deve essere chiaro è che nessuno qui vuole sminuire l’importanza della malattia in sé, seppur esistano migliaia di persone che hanno contratto il morbillo e lo raccontino ancora senza problemi, quanto piuttosto porre l’accento sull’accanimento riversato contro i non vaccinati, o ancor peggio verso chi non si è sottoposto alla seconda dose di MMR.

Come spesso accade in questi frangenti, la lingua batte dove il dente duole. E il ministro signora Lorenzin ben lo sa. Il vaccino trivalente in questione ha di fatto fallito e molti sono quelli che ne hanno preso coscienza togliendosi il paraocchi montato a serie dai paladini della Sanità (sempre con la “S” maiuscola). Come fare dunque? Non vi è niente di meglio che un sano terrorismo e una sana discriminazione (qui sì, da fare appello alla legge Mancino) volta ad emerginare i soggetti che non si sottomettono tout court alla vaccino profilassi comandata.

Forse un po’ più di approfondimento farebbe bene ai Renzi che le sparano grosse, e da bar. Così come qualche dose in meno di grossolaneria siamo certi che porterebbe risultati migliori alla Lorenzin e all’industria del farmaco che lei sponsorizza sovente. Il terrore mediatico riesce sì, ma fino ad un certo punto.

Poi stanca.

 

 

5 Commenti a "[VACCILEAKS] Renzi, le statistiche del morbillo e… “tutta colpa dei non vaccinati”"

  1. #Maria   20 marzo 2017 at 2:40 pm

    Ma io dico: che dovrebbe fare un cittadino,un genitore davanti alla scelta se vaccinare o no il proprio figlio? A chi dovrebbe dare ascolto? Ma, ce ne rendiamo conto che confusione,e. che incertezze si verrebbero a creare.E’grave,a mio avviso,questo voler a tutti i costi, inculcare nella testa delle persone certezze per delle conoscenze che non si hanno…

    Tante malattie sono state debellate grazie ai vaccini.Ci sono casi particolari,presi per questo in considerazione per studi più approfonditi ma,nel frattempo,lasciare libertà di scelta a chi – non sa niente – e’ proprio da sprovveduti.

    Siamo ignoranti in materia; ” per tanto, chi non da di Scienza e’ cosa buona che se ne stia zitto “.

    Quindi sono d’accordo,che bambini o adulti, che per ” motivi loro ” rifiutano le vaccinazioni non debbano rimanere assieme ad altri, rischiandone la contaminazione.

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  2. #Annarita   21 marzo 2017 at 5:24 pm

    A parte che i bambini vaccinati per morbillo spesso hanno uno sfogo cutaneo, che pare proprio la malattia stessa, dunque mi chiedo, questi bambini vaccinati non sono loro pericolosi per i loro compagni? Tempo fa si diceva che per la prima settimana che un bambino è vaccinato con tale vaccino può essere portatore, perchè dunque non farlo stare a casa da asili? Il fatto è che vogliono mettere gli uni contro gli altri, si diverto a vedere genitori isterici che fanno petizioni per obbligare tutti a vaccinare i figli. Sapete quale è la soluzione? boicottare la scuola pubblica e fare tante buone scuole parentali così vedrete come la smettono di minacciare, quando si ritrovano le classi vuote.
    da quando mondo è mondo tutti i bambini si sono fatti le malattie esentematiche, le cosidette malattie infantili e in quel modo diventavano veramente immuni, con i vaccini non è detto, così tanti crerdono di essere immuni e poi si ritrovano a 30 anni con il morbillo o la parotite. Certo ci sono stati casi di bambini morti o rimasti invalidi, ma questo succedeva persino per una semplice influenza. Credo che quando è la tua ora non c’è cura o vaccino che tenga, è la tua ora e basta. Dunque il caro Renzi dovrebbe fare una petizione e campagne informative per ricordare, che tutti prima o poi dovremmo morire, di qualcosa (guerra, investiti, per malattia, per stupidità, per vecchiaia…sà da morì) e che pertanto la cosa importante è essere pronti, in grazia di Dio, perchè non c’è vaccino per bypassare il giudizio di Dio. Con questo non dico che non bisogna tenerci alla salute, ma i vaccini producono salute o malattie croniche? questo è ancora da dimostrare.Sta di fatto che se la campagna pro vaccini fosse cosa seria, si sottoporrebbero i bambini alle vaccinazioni almeno dopo che il loro sistema immunitario sia maturato, poi si andrebbe a verificare se il vaccino è stato efficace e ha fatto produrre gli anticorpi. Poi vogliamo dirla tutta? Invece di far vaccinare i neonati perchè devono andare all’asilo nido, facciamo stare a casa le mamme ad accudire i figli in questo modo sarebbero in un ambiente più salutare (sia per il corpo che per lo spirito). Per fare questo bisogna cambiare la politica famigliare, invece di chiedere più asili, chiediamo di poter fare figli (come dice Erdogan e non più ol Papa) e poterli crescere, senza dover temere di fare la fame, questo dovrebbero chiedere le donne, non più asili. Mi chiedo quante sono le donne che preferiscono essere schiave di un datore di lavoro, per farsi 8 ore in fabbrica, o alla cassa di un supermercato, piuttosto che stare a casa ad accudire la propria famiglia. Quelle femministe che gridano : non vogliamo essere più schiave di un marito, preferiscono esserlo di un padrone, molto meno affettuoso? Non tutte hanno lavori realizzanti e ben remunerati, forse bisognerebbe tornare a dare dignità al lavoro casalingo: si risolverebbe il problema dei ragazzini allo sbando, della disoccupazione giovanile (meno donne nelle fabbriche, più uomini che lavorano), degli asili, si risparmierebbe nella spesa (meno cibo surgelato) e calerebbero le depressioni diminuendo il lavoro di psicologi e farmacisti, inoltre si potrebbe contrastare la cattiva scuola di Renzi e successori. Ma forse non è questo che spera Renzi e compagnia bella, forse fanno più comodo famiglie distrutte, figli allo sbando più vulnerabili e persone più stressate.

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  3. #Maria   21 marzo 2017 at 6:45 pm

    Ma quante cose lei sa signora Annamaria.I miei figli non sono andati a scuola se non completamente guariti.

    Dalle scuole parentali scappano tutti per assicurarsi il posto alle statali: più sicuro, in questo periodo c’è grande fervore di cambiamento.

    Cambiare la politica e tenere a casa le mamme ad accudire i figli? Di solito si parla da fuori.Alle persone oneste gli fanno le scarpe appena entrate.Io per i miei figli sono rimasta a casa rinunciando a tante cose.Se poi sono cresciuti bravi e onesti, ringrazio Dio, anche i figli di mamme che lavorano potrebbero crescere bravi e onesti.
    I Suoi progetti su noi non sempre ci vengono rivelati e non sempre ci veniamo a sentire soddisfatti…..

    Le femministe, che ne sappiamo di loro; possono essere anche dentro a mura domestiche.La donna da sempre ha sofferto una sua indipendenza.Io per l’età che ho,ricordo molto bene il desiderio in un cambiamento,di un qualcosa di nuovo, e progettava già a quel tempo, per sentirsi maggiormente realizzata Io sono figlia di quel sentire; e dico che la donna se valorizzata sa essere una brava moglie e una brava madre.

    Ci siamo dilungate troppo dimenticandoci dei bambini che devono essere vaccinati o no…..

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  4. #Annarita   22 marzo 2017 at 11:40 am

    Maria, per carità non dico assolutamente che le donne che lavorano non riescono a crescere dei figli bravi ed onesti, come non credo che tutte le donne che stanno a casa siano educatrici doc, diciamo che lavorare fuori, poi lavorare in casa e seguire i figli non è proprio una passeggiata, il tempo è quel che è e serve tempo per far bene le cose, figuriamoci 3 cose in una volta (quando va bene). Allora credo che la libertà che si vuole per le donne deve tenere in conto anche quelle che facendo più di due figli desiderano crescerli, conscie di non essere super woman. Non comprendo perchè una donna non possa segliere di fare la casalinga e crescere anche 5-6-7 figli senza dover fare la fame, questo credo sia la libertà da auspicare. Se una vuole lavorare lo faccia, ma ha altrettanta dignità colei che seglie di stare a casa. Certo che la donna se valorizzata da il meglio di se stessa, ma non vedo molte donne valorizzate fuori casa in fabbrica o come commesse,nemmeno come infermiere, più che altro vedo donne stressate. Logico se una è avvocato, medico, insegnante, artista in qualsiasi settore, posso credere che possa avere soddisfazioni, ma la maggior parte delle donne che conosco starebbero volentieri a casa con i loro figli se potessero, ma molte non possono, perchè tra tasse, mutui, e sostentamento famigliare diventa dura. Per questo dico ci vorrebbe una politica famigliare che permetta anche alle donne che vogliono stare a casa di non entrare nella povertà (politica famigliare come c’è in Francia, Inghilterra, Germania…). Riguardo ai vaccini vede io ho avuto un’esperienza non positivissima: due figli diventati allergici ed intolleranti a mille cose dopo la vaccinazione morbillo parotite rosolia, 4 figli che nonostante siano stati plurivaccinati per la pertosse, se la sono presi tutti dopo neanche due anni dalla vaccinazione (dunque non erano coperti come mi avevano detto). Il quinto figlio non vaccinato non si è mai ammalato fino a 6 anni con l’entrata a scuola. Allora vede io in realtà non so se i vaccini facciano bene o male, ma non credo che si possa vaccinare in modo standard tutti alla stessa età e con le stesse modalità, perchè non siamo cose, ma esseri umani ed è apurato che la medicina non è una scienza sicura, perchè un farmaco, fa bene a qualcuno ed ad altri non fa nulla o addirittura fa male, dunque non essendo semplici numeri bisognerebbe andarci cauti, quanto meno attendere un anno di vita, quando il bambino ha sviluppato il sistema immunitario e poi eviterei le bombe vaccinali (6 vaccini in una sola siringa). Per il resto sono convinta che i genitori devono segliere se e quando vaccinare, e non lo Stato, perchè noi conosciamo i nostri figli. Certo in caso di epidemie (vere epidemie, non quelle fasulle) si seglie il male minore. Come lei anch’io adotto la regola che il bambino se ammalato non torna a scuola nemmeno se è sfebbrato da un giorno. Chi oggi fa del terrorismo, mettendo le famiglie vaccinanti contro quelle non vaccinanti, non ha certo il desiderio di fare il bene dei bambini, ma quello delle ditte farmaceutiche.Mi scuso se le sono sembrata troppo saputella, ma la realtà che vedo non è poi così idiliaca e di donne realizzate ne vedo poche, al massimo donne con più soldi da spendere per estetista, palestre, ed uscite con le amiche e forse anche questo aiuta a star meglio se non fosse poi che i divorzi aumentano. Credo che ognuno abbia dei doni da sviluppare al meglio, credo anche che il buon Dio ci chiami ad uno stato ed in questo stato bisogna dare il meglio, perchè è li che ci guadagnamo il Paradiso. Allora credo, che avere le condizioni giuste per poter fare bene il nostro dovere (ovunque siamo chiamate a farlo) sia un diritto, per il resto abbiamo più che altro doveri verso Dio e verso il prossimo che Dio ci mette accanto. Capisco benissimo che a stare a casa si rinuncia a molto, lo vivo sulla mia pelle e le rinuncie sono tante, specialmente, perchè vengono meno i soldi risucchiati dalle tasse, dai tichet, dal cibo da comprare, alla fine rimane ben poco, spesso niente. Ma la vita a ben guardarci non è facile per nessuno di quelli che vogliono vivere onestamente al servizio del buon Dio, nemmeno per quelli che i soldi o il lavoro gratificante ce l’hanno. Perciò forza e coraggio che dopo aprile viene maggio! 😉

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  5. #Maria   22 marzo 2017 at 3:02 pm

    Signora Annarita
    mi sembra che lei si contraddica sul fatto che la donna sia giusto o no che vadi a lavorare.
    A questo mondo non si può avere tutto.Una donna casalinga deve sapere che, un giorno, non avendo maturato nessuna pensione,non è detto che possa fare conto sui figli, se vedova per pagarsi eventualmente un pensionato se quella del marito fosse insufficiente.Sorgerebbe così il più grosso dei problemi

    Un tempo gli anziani erano seguiti a casa,in famiglie patriarcali dove tenevano ancora il potere – bene o male -, ed erano tutti felici e contenti? Per niente! Io ho vissuto da bambina dentro a queste piccole società famigliari,ma in troppi in ogni caso, per trovare privacy e un minimo di indipendenza. Deceduti i capi famiglia,tutti gli sposati a pensare ad una loro dovendo cosi’ darsi da fare per poter vivere e allora a lavorare: marito e moglie.Siamo così arrivati ai nostri giorni.

    Al giorno d’oggi,signora Annarita, si fa la fame,più di una volta e non mi chieda perché, pertanto i 5-6-7 figli scordiamoceli!
    Ma mi scusi; ma lei in che mondo vive?

    No signora se lei pensa siano stressate solo quelle donne che lavorano in fabbrica o perché commesse, e non viceversa se professionalmente gratificate come avocati, artisti, insegnanti o altro e nell’errore più assoluto.Possono pure loro fare la fame,eccome! Quanti si sono suicidati vedendo i loro sogni andati in fumo.

    Sa chi sta bene al giorno, vista la crisi,” a grandi linee “? Chi sa rubare,e i politici che legalmente rubano.

    Poi c’è una esigua popolazione,purtroppo,che sa mettere tutto, il bello, e il brutto del loro vivere, nelle mani del Signore. E queste sono le più realizzate, non certo agli occhi del mondo…..

    Io e mio marito,sposati da quasi cinquant’anni,ad un certo punto abbiamo deciso lasciare la città per vivere in campagna,io amante dell’alba, devo sempre anticipare l’alzata del sole, straordinario vederlo nascere all’ orizzonte; mio marito invece alla sera mi chiama per vedere la meraviglia di un cielo stellato se poi c’è la luna piena,ancora meglio.

    Per quanto la scelta di vaccinare o no i nostri figli, la questione e’ molto complessa,come si è già parlato.

    Maggio il mese delle rose e dei S.Rosario a Maria.
    Io sono nata In questo bellissimo mese.

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