lerane

di Piero Vassallo (Fonte: Contravveleni e Antidoti)

Perfettamente inutile e vano è il tentativo buonista di suscitare l’ammirazione venerante o almeno la democratica tolleranza delle persone normali intorno alle parole d’ordine degli avanguardisti, che annunciano – gongolando, sculettando e squittendo – l’intossicazione (il capovolgimento) della morale naturale e lo sfacelo sodomitico della civiltà del diritto.

L’intolleranza al male – refrattaria e ribelle ai comandi dei sedicenti illuminati – continua a distinguere la normalità dal vizio, e di seguito il vero uomo dal quaquaraqua, il padre di famiglia dal femminiello, la persona normale dal capovolto, il fedele cattolico dall’interprete di una modernità laica e democratica che desta i gridolini di un popolo che sculetta senza ritegno intorno ai vespasiani deputati.
Spregevole e vile è il conformismo dei progressisti, impegnati ad accarezzare, blandire, lusingare e applaudire la oscura setta sodomitica, un centro di potere neo pagano, che innalza – sui tetti dei tempietti urologici – i vessilli dell’immoralità, della fellonia arcobaleno, della capovolta (o autentica?) democrazia, e della sfrenata necrofilia in corsa nei numeri della denatalità occidentale.
La democrazia dei postmoderni abbatte le difese immunitarie e incrementa le pestilenze imperversanti nell’età contemporanea. La tolleranza soffia sul fuoco delle fornaci accese dall’estrema modernità, alti fuochi, dai quali cadono piogge di sterco rovente.
Ingiusto e immorale è l’autorevole rispetto prestato (in nome di un’etichetta da manicomio) alle capovolte e oscene leggi e ai legislatori ubriacati e intossicati dalle acque di fogna.
Spregevole è la paura che trattiene sulle labbra dei ben pensanti lo sputo che si dovrebbe far cadere sulle pseudo leggi, che (per volontà di tracotanti ed empi cialtroni, nati da madri disoneste ed eletti da fragili, ubriacate e plagiate minoranze) violano la volontà della maggioranza, capovolgono il diritto naturale, insudiciano la tradizione cristiana.
In special modo, i banditori della teologia progressista (colpevolmente tollerata dall’autorità ecclesiastica) sono colpevoli di fellonia, ovvero di fingere di non udire il brusio osceno e bestiale, che soverchia, intimidisce e scoraggia la tradizionale avversione della gerarchia cattolica ai vizi in marcia trionfale sotto i vessilli di leggi ispirate e inflitte dalla malafede progressiva e dall’oscenità postribolare.
Si ha, purtroppo, la desolante sensazione che il santo clero non abbia valutato la intrinseca perversione dei politicanti estremi, in genovese detti bulicci, sostantivo del vocabolario cittadino, carico di dileggio per la figura del politicante deboluccio ed effeminato.
La filosofia illuminista ha educato e promosso una folla di conformisti, obbedienti alla beffarda battuta, che il commediografo Aristofane fa pronunciare a un ateniese, atterrito dal trionfante volume della massa costituita dai concittadini capovolti: tenete il mio mantello, gente di culo aperto, che io fra voi diserto”.
Per avviare l’uscita dal nudismo (fisico e mentale) ridicolizzato da Aristofane ma sacralizzato dal rigor mortis, messo in scena dagli eredi della filosofia dei lumi, in corsa virtuosa nelle uggiose opere dell’onesto Kant, è necessario riconoscere – finalmente e contro l’opinione sgangherata dei teologi progressisti Rahner e von Balthasar – la discendenza dalle tre critiche dei pensieri illuminati (abbagliati dalla soggiacente pornografia), brogliacci sgangherati, dai quali hanno origine la confusione e la violenza regnanti nelle moderne scuole di filosofia, nei crocicchi della pubblica opinione e nelle assemblee legislative.
E’ frutto di una non pia illusione, trionfante nelle parrocchie disarmate dal falso ecumenismo e avvilite dalla superficialità, un abbaglio fulminante, da cui ha origine la convinzione circa la possibilità di evangelizzare la filosofia in corsa rovinosa (e coerente) dall’illuminismo dei moderni e all’umbratile nichilismo dei post moderni. Di qui l’obbligo, incombente sui cattolici, di respingere le suggestioni del sincretismo, galoppante nelle piste della tolleranza ecumenica e del buonismo.