Film protestanti e sostenitori “cattolici”

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di Cristiano Lugli  

Dai primi giorni di Marzo è sbarcato nelle sale cinematografiche l’ennesimo cinepolpettone protestante, che però par piacere anche a tanti “cattolici”, attratti da un’idea empirica di lotta per la fede.
Ci si riferisce a “God’s not Dead 2”, targato Dominus Production, la quale dopo il successo di Cristiada ( dove casualmente ci si scordava di esplicitare che lo sporco governo di Calles era anzitutto massonico ) si è dedicato all’assetto luteran-evangelico lanciando “God’s not dead”, di cui già si parlò in modo esaustivo. [1]
Alla grande propaganda nelle città, spacciandolo come film di forte tematica cristiana, si correlavano le distribuzioni delle “bibbie” evangeliche all’uscita del cinema, con tanto di apologia di pastori e pastore protestanti.

Quest’anno la fola è la stessa, solo che al posto di un ragazzo contro il professore ateo abbiamo una professoressa portata in tribunale per aver esternato la sua fede in Gesù all’interno dell’ora di insegnamento. Il tutto attorniato da un clima ricolmo di “rock cristiano” e similari scemenze.
Non è il caso di addentrarci nel contenuto del film, quasi identico al precedente, ma è opportuno ricordare una o due cose.

a) Un film del genere rimane sempre un trappolone protestante, con tutto ciò che ne consegue da esso;
b) va da sé che non può esservi nulla di buono in un messaggio tendenziosamente propenso a difendere una falsa fede quale quella evangelica, ove i sacramenti non esistono e la Madonna non è la Madonna ( giusto per dirne due gravi );
c) il sensazionalismo che potrebbe scaturirne guardando il film è la prova di quanto queste pellicole siano perniciose, giacché la Fede cattolica non usa la “pancia” ma l’intelletto.

Resta inspiegabile vedere come tante testate ( cattoliche o “cattoliche”? ) abbiano incitato a recarsi al cinema, come nel caso de La Nuova Bussola Quotidiana [2] dove si è fatta una vera e propria recensione al film:

“E’ ancora la Dominus Production a portare in Italia il sequel di una pellicola dal sapore fin troppo Usa, che però ha il pregio di farci sbattere la faccia contro una realtà molto più reale e vicina di quanto possa sembrare a prima vista. Quello della libertà delle proprie idee e di religione, una libertà che appare sempre più minacciata e sottilmente delimitata.”

Con un approccio tutto ecumenista si dà risalto alla libertà di espressione e, quel che peggio, alla libertà religiosa. La trappola del film infatti è proprio quella: la libertà di manifestare la propria idea di religione va al di sopra del fatto che questa “idea di religione” sia del tutto falsa ed eretica. Ora, ognuno è appunto libero di fare ciò che vuole, ma è evidente che far passare questo polpettone come una roba valida ed istruttiva anche per i cattolici risulta al quanto fuori luogo.

Non si capisce infatti il modus della Bussola, prima tutta intenta a sponsorizzare la prof. luterana in forza della sua “fede”, poi tuonante contro Lutero in alcuni buoni articoli [2].

La cosa ancora peggiore riguarda invece i mastri degli appelli e delle firme: nientepopodimeno che CitizenGo, da molti cattolici sostenuto in particolare per i temi legati ai cosiddetti “principii non negoziabili”. Le catene di CitizenGo sono infatti molto proficue sul tema del gender et simila. A chi non è mai capitato di ricevere da qualcuno un appello od una raccolta firme messa in moto da questa associazione? I valori vengono difesi da CitizenGo in nome del nulla più assoluto, come specificato dalla stessa descrizione rintracciabile sul loro sito:

“CitizenGo (CitizenGO) è una pagina web e un’associazione di cittadini che condividono i valori dell’umanesimo cristiano. Non fa riferimento a nessun partito politico ed è aconfessionale”.

L’ “umanesimo cristiano” starebbe alla base delle azioni di pubblica petizione contro la libertà di espressione. Ed ecco perché, proprio CitizenGo al quale in tanti offrono la propria firma, è stato il massimo sostenitore della buona riuscita nelle sale cinematografiche di “God’not dead 2”.

Una vera e propria campagna ecumenica per portare la gente al cinema controcorrente (sic!), con tanto di coupon “che ti permetterà di ottenere due biglietti a prezzo ridotto”.
D’altronde non si scosta poi di molto da quello che è uno dei fini primari di CitizenGo, ovvero, come ancora una volta troviamo riportato sul sito [3], promuovere “il diritto alla libertà religiosa e a glorificare il proprio Dio in privato e in pubblico, individualmente o in gruppo, secondo la propria legittima coscienza”.

Ad ogni cattolico deve perciò essere chiaro il grande inganno celato sotto questo film, a cui si aggiunge la non chiarezza di alcuni siti e, dulcis infundo, l’umanesimo sincretista di CitizenGo.
Il protestantesimo con le sue varie sfaccettature è per eccellenza la setta più intrisa di soggettivismo, irrazionalismo e sensibilismo fine a se stesso.
Un cattolico non può che trovare – in questo film e in coloro che lo sostengono – una chiara e netta contraddizione con ciò che è la vera ed autentica Fede cattolica.

 

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[1] https://www.riscossacristiana.it/gods-not-dead-il-cine-trappolone-protestante-di-elisabetta-frezza/
[2] http://www.lanuovabq.it/mobile/articoli-dio-non-e-morto-il-film-sul-processo-alla-fede-19100.htm#.WMqQrKDcnqA
[3] http://www.citizengo.org/it/ideali-della-fondazione-citizengo

 

12 Commenti a "Film protestanti e sostenitori “cattolici”"

  1. #Salvo   9 aprile 2017 at 11:59 am

    Bell’articolo.
    Certi aspetti di CitizrnGo non li conoscevo, seppur, in passato, ho prestato la mia firma. Quanto a La bussoa quotidiana, stendiamo un velo pietoso…

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  2. #Alessio   9 aprile 2017 at 3:10 pm

    Non mi sono sorbito il primo polpettone, non mi sorbirò la sua versione riscaldata.

    “Cristiada” invece mi è piaciuto, nonostante alcuni errori storici ed alcune piccole “americanate” qua e là.

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  3. #diogene   9 aprile 2017 at 7:36 pm

    Al signor Lugli, che oggi si propone nelle vesti tutte nuove di critico cinematografico, è opportuno ricordare che se fosse negata la libertà di espressione anche a lui sarebbe impossibile pubblicare quotidianamente articoli relativi a molti campi dello scibile umano. A meno che per libertà di espressione non si debba intendere quella di tutti coloro che non la pensano come lui.

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  4. #lister   10 aprile 2017 at 9:32 am

    Eh sì, caro Diogene,
    dopo quanto ti suggerisce Alessio, accetta anche un mio consiglio:
    tòrnatene nella tua botte e medita sulle tue errate convinzioni “liberali, libertarie, libertine e liberatutti”.

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  5. #Alessandro   10 aprile 2017 at 12:49 pm

    Tutte le osservazioni critiche verso il film sono fondate. Forse, in certi casi ci si può appellare al vecchio detto della saggezza popolare milanese: “Piutost che nient, l’è mej piutost”.

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  6. #Maria   10 aprile 2017 at 2:29 pm

    Ancora una volta sono stata censurata.Chiudermi, come dice Lister, dentro ad una botte,non farei altro che meditare solamente sulle mie convinzioni: ed ha perfettamente ragione.
    Ma io invece, sono interessata a sapere anche,come la pensa lei,oppure un altro che può’ pensarla ancora diversamente,e un altro ancora…

    Perché dovrei obbligarmi vedere solo dal mio solo punto di vista? Farei la cosa più sbagliata,per il fatto che non potendo vederne l’insieme,rischierei un errore dopo l’altro.

    Quindi: ben venga dopo questo, il confronto e, per quanto mi dara’ di capire, mi sentiro’ libera di prendere decisioni definitive o no.

    Signor Lugli; chi potrà condannare la mia libertà di espressione? Propio nessuno. Allo stesso modo chi potrà condannarmi per lasciare agli altri la libertà di esprimersi per come sono e per come la pensano – sempre in una logica di correttezza e civiltà? – Nessuno.

    Dio Padre e’ Verità; noi, tutto l’interesse di cercarLa fino all’ultimo attimo della nostra vita.

    Penso che almeno in questo ci veniamo a trovare tutti d’accordo ….

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