Il miracolo di Lefebvre per la prigioniera cinese

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“Mons Lefebvre mi ha fatto un grande miracolo”, scrive Rose Hu che è rimasta 26 anni “Con Cristo nelle prigioni della Cina”

 

Emilie Defresne – 5 ottobre 2015

Questa è la vita eroica di Rose Hu, che ha trascorso i 26 anni della sua giovinezza in campi di rieducazione in Cina per sottoporsi a terribili sedute di lavaggio del cervello, tortura e altri tipologie di persecuzione senza numero, perché ha rifiutato di rinunciare alla sua fede cattolica.

Hu si è convertita da adolescente e fu battezzata all’età di 17 anni. Ha vissuto a Shanghai in una famiglia benestante. Studentessa di medicina, è diventata presidente della Legione di Maria, che ha fatto centinaia di migliaia di conversioni in Cina. Quando il regime maoista ha preso il potere, pochi sanno che i cattolici sono stati i bersagli preferiti. Rose Hu ebbe due difetti imperdonabili anche se la sua famiglia era molto onesta: era ricca, e soprattutto Rose si rifiutò di rinunciare alla sua fede cattolica, a differenza di molti dei suoi compagni di classe. Il sistema comunista era particolarmente tenace e l’ha perseguitata per 26 anni in campi di rieducazione, senza sosta, perché voleva convincere, come era riuscito a convincere tanti altri cattolici giocando sulla paura, abusi, ricatti emotivi e soprattutto tramite tortura implacabile.

Rose Hu ha riferito “il mistero dei numeri” qui di seguito riportato, verso la fine del suo libro nella versione francese: “Con Cristo nelle prigioni cinesi”.

1 x 1 = 1

11 x 11 = 121

111 x 111 = 12321

1111 x 1111 = 1234321

11111 x 11111 = 123454321

111111 x 111111 = 12.345.654,321

1111111 x 1111111  = 1234567654321

Divertente, vero? Come possiamo credere nella creazione dal caso, come volevano farle confessare i suoi torturatori? Tutto nella creazione è ordinato, calcolato, pianificato, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande, per dirlo con le parole di Pascal.

Rose Hu in questo libro racconta il martirio di numerosi sacerdoti e fedeli che hanno resistito al rullo compressore maoista con determinazione nel corso degli anni. Tra i tanti martiri, tanto più notevole rispetto agli altri, quello del padre Zhang è iconico. L’autore mette a confronto la sua fede con quella di San Pietro che cammina sulle acque, senza paura, gli occhi su Cristo. Questo santo sacerdote, dopo aver attraversato maltrattamenti di crudeltà senza precedenti, durante i più terribili anni del comunismo, si ammalò di cuore e si ritrovò in ospedale ormai agonizzante. Così ha riferito quello che è successo in questo ospedale a Rose Hu:

Una settimana or sono, il cardiologo ha invitato degli esperti provenienti da altri ospedali per visitarmi diverse volte. Le loro conclusioni sono stati unanimi, gli sono cadute le braccia. Quando hanno interrotto il mio trattamento, ho messo una reliquia di padre Francesco Saverio-Chu sotto il cuscino e ho pregato: “Se Dio mi vuole lavorare per la sua gloria, per favore, faccia un miracolo”. Il giorno dopo, quando il dottore mi ha visitato, ha notato con sorpresa che il mio polso è diventato normale. I medici poi mi hanno esaminato con le stesse apparecchiature mediche di prima, ma non hanno più rilevati problemi al cuore.

“I medici hanno ritenuto ci fosse un errore ma dopo molte verifiche e ri-verifiche dire che i medici siano rimasti sorpresi è un eufemismo”, continua. I medici hanno ammesso che la medicina non era in grado di spiegare questa improvvisa guarigione. Gli infermieri sono venuti al suo capezzale in visibilio: “Padre sappiamo che il tuo Dio ti ha salvato”. Alcuni di loro sono stati convertiti da questo evento.

Rose gli ha rifatto visita nel 1989, prima di partire per gli Stati Uniti, dove è emigrata dopo essere stato rilasciato dalla Laogai quando il regime si era assopito. Ed ecco ciò che questo prete morto in odore di santità le ha profetizzato in questo ultimo saluto:

Ci sono molte croci che vi attendono [ancora]. Siate pronti a subire l’assalto dai vostri stessi parenti, fedeli, sacerdoti e vescovi. Un giorno potreste essere scomunicati e coloro che hanno perso la fede verranno considerati i buoni. Mantenete la vostra fede in tutte le circostanze, io ti aspetterò in Cielo.

“Mentre le pronunciava, queste parole – dice Rose – mi hanno turbato profondamente e le ho comprese solo molto più tardi.” Infatti Rose Hu, al suo ritorno dai campi di concentramento, non riconoscendo la messa che conosceva da giovane e che le era così tanto mancata in prigione, si unirà negli Stati Uniti alla Fraternità San Pio X fondata da monsignor Lefebvre per perpetuare la tradizione dopo la rivoluzione del concilio Vaticano II (1965), che crocifisse la Chiesa; da quel momento e per 10 anni, Rose era infatti in un laogai, tagliata fuori da tutto. Rimase lì fino al 1982.

Tra le croci che Rose Hu quindi decise di accettare l’ultima, dopo aver lasciato la Laogai, fu il cancro ormai diffuso (causa la mancanza di cure nel gulag) in tutto il suo corpo. E si abbandonò alla volontà di Dio:

Ero pronta ad lasciare questo mondo senza rimpianti, dice. Ma questa volta Mons Lefebvre mi ha dato un segno che mi ha incoraggiato a mantenere la fede tradizionale: ha ottenuto un grande miracolo. E che benedizione! Ho pregato Monsignore e ho baciato le reliquie dei suoi capelli. Il mio cancro è stato fermato in soli 10 giorni. Il mio medico ha detto che nemmeno l’assunzione di farmaci e di chemioterapia mi avrebbero potuto guarire più velocemente. Questo è sicuramente un miracolo.

Quell’anno, Rose Hu ha aderito al Terzo Ordine di San Pio X.

Rose Hu ha scritto questo libro quando era molto malata per fare la volontà di padre Zhang che le aveva chiesto di mostrare il suo calvario e quella di tutti i cattolici in Cina che hanno sofferto nel XX secolo, sotto il giogo comunista, a testimoniare la loro fede, spesso al martirio. Questo libro è stato scritto in cinese, tradotto in inglese sotto il controllo dell’autore. Poi è stato tradotto in francese.

 

 

 

Fonte (in francese) – traduzione italiana a cura della pagina Facebook Eremiti del deserto

 

 

 

Un commento a "Il miracolo di Lefebvre per la prigioniera cinese"

  1. #Paola   10 aprile 2017 at 8:45 pm

    Davanti a questi giganti di Santita’…..sssssssssss.

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