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L’ultimo scempio anticattolico, di cui Bergoglio e seguaci sono corresponsabili. [RS]

di Fabrizio Tenerelli

Ventimiglia – Foto choc con la testa del Cristo in marmo ricoperta di urina ed escrementi, utilizzata come toilette di fortuna dai clandestini, che da mesi occupano indisturbati il greto del fiume Roja, al confine italo francese di Ventimiglia.

Addio, dunque, ai tempi in cui il corso d’acqua veniva utilizzato dai papà e dai loro bambini: per la pesca facilitata o per lavare l’automobile nel fine settimana. Un fiume che da sempre approvvigiona di acqua potabile sia il versante italiano che francese della vallata e che il poeta Ugo Foscolo aveva decantato nelle sue “Ultime lettere a Jacopo Ortis”: “Là giù è il Roja – scriveva – un torrente che quando si disfanno i ghiacci precipita dalle viscere delle Alpi, e per gran tratto ha spaccato in due questa immensa montagna. V’è un ponte presso alla marina che ricongiunge il sentiero”.

Ma torniamo ai nostri giorni. A scattare le immagini della vergogna (guarda qui la gallery) è stato l’assessore regionale all’Agricoltura della Lega Nord, Stefano Mai, che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo lungo il fiume, continuamente violentato dall’incuria di persone selvagge che utilizzano i due argini come dormitori abusivi, con capanne intagliate nella vegetazione in cui mangiano, espletano i loro bisogni, si lavano e dormono. “SSituazione scandalosa – tuona Mai – sul greto del fiume una sporcizia inverosimile ma la cosa più sconvolgente è l’aver trovato una testa in marmo di Cristo, piena di ‘bisogni’ fatti sopra, insomma praticamente ricoperta di cacche. ( In foto la vedete ripulita). Secondo voi chi frequenta questo luogo? Questa cosa mi fa tremendamente incazzare. Non ho parole… solo parolacce”. Una “bomba ad orologeria” dal punto di vista sanitario, con il sindaco Enrico Ioculano del Pd, che nei giorni scorsi, piegandosi ai ricatti di una sinistra “buonista”, ha revocato l’ordinanza che vietava di sfamare i migranti per strada. Nessun atto di forza, nessun divieto alla carità, visto che intanto c’erano il centro di accoglienza della Croce Rossa e la Caritas che avrebbero potuto dare cibo e ospitalità agli stranieri in transito. I cittadini sono ormai allo stremo.

Domani, giovedì 27, il tribunale collegiale di imperia si pronuncerà sulle sorti del passeur francese di 28 anni, Felix Croft, il “no border” francese, di 28 anni, abitante a Nizza, arrestato, nel luglio scorso, alla barriera autostradale di Ventimiglia, mentre all’interno della propria auto, una Citroen station wagon, tentava di portare in Francia una famiglia di migranti nigeriani composta da: marito, moglie, due bambini e il fratello del marito. nella sua requisitoria il pm aveva chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione e al pagamento di cinquantamila euro di ammenda. E intanto divampano le polemica in vista della mobilitazione pro migranti, in programma domenica prossima, quando diversi esponenti della sinistra intellettuale, tra cui Gad Lerner, Carlo Freccero e Moni Ovadia, confluiranno a Ventimiglia per un corteo che si muoverà, alle 12, dalla stazione ferroviaria, per proseguire verso il Comune, la chiesa di Sant’Antonio delle Gianchette, dove vivono alcune decine di famiglie di migranti e la sede dell’associazione Spes. Laggiù si terrà un pranzo comunitario aperto a cittadini e migranti.

 

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