[Questione FSSPX] Bergoglio convalida le nozze celebrate dai sacerdoti “lefebvriani”

Mantide-religiosa

 

Piccoli, inquietanti passi verso il coup de tampon. La tela del ragno diviene più fitta [RS]

 

di Andrea Tornielli

 

Dopo la concessione della facoltà di confessare lecitamente che Francesco ha esteso anche oltre il Giubileo ai sacerdoti della Fraternità San Pio X, un nuovo passo di avvicinamento viene compiuto da Roma verso i lefebvriani. Con una lettera approvata dal Papa vengono autorizzati i vescovi delle diocesi nelle quali è presente la Fraternità a delegare un sacerdote perché presenzi al momento del consenso nel rito del matrimonio dei fedeli lefebvriani. Se necessario il vescovo potrà anche delegare direttamente il prete della Fraternità che celebra le nozze. 

«Malgrado l’oggettiva persistenza per ora della situazione canonica di illegittimità in cui versa la Fraternità di San Pio X – si legge nel testo – il Santo Padre, su proposta della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Commissione Ecclesia Dei, ha deciso di autorizzare i Rev.mi Ordinari del luogo perché possano concedere anche licenze per la celebrazione di matrimoni dei fedeli che seguono l’attività pastorale della Fraternità, secondo le modalità seguenti. Sempre che sia possibile, la delega dell’Ordinario per assistere al matrimonio verrà concessa ad un sacerdote della diocesi (o comunque ad un sacerdote pienamente regolare) perché accolga il consenso delle parti nel rito del Sacramento che, nella liturgia del Vetus ordo, avviene all’inizio della Santa Messa, seguendo poi la celebrazione della Santa Messa votiva da parte di un sacerdote della Fraternità».

«Laddove ciò non sia possibile, o non vi siano sacerdoti della diocesi che possano ricevere il consenso delle parti – continua la lettera – l’Ordinario può concedere di attribuire direttamente le facoltà necessarie al sacerdote della Fraternità che celebrerà anche la Santa Messa, ammonendolo del dovere di far pervenire alla Curia diocesana quanto prima la documentazione della celebrazione del Sacramento».

«Certi che anche in questo modo si possano rimuovere disagi di coscienza nei fedeli che aderiscono alla FSSPX e incertezza circa la validità del sacramento del matrimonio – conclude la lettera – e nel medesimo tempo si possa affrettare il cammino verso la piena regolarizzazione istituzionale, questo Dicastero confida nella sua collaborazione».

La “Lettera della Pontificia commissione Ecclesia Dei ai presuli delle Conferenze episcopali interessate circa la licenza di celebrare i matrimoni dei fedeli della Fraternità San Pio X”, resa nota il 4 aprile 2017, è firmata dal cardinale Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Gerhard Ludwig Müller e dal Segretario dell’Ecclesia Dei, l’arcivescovo Guido Pozzo, ed è stata approvata da Francesco. Un documento che, sulla scia della decisione già presa sulle confessioni, tiene conto delle esigenze dei fedeli e sana un problema finora esistente per le nozze celebrate dai preti della Fraternità.

Perché un matrimonio sia valido e lecito, non basta infatti l’ordinazione del ministro assistente al rito (i cui celebranti sono gli sposi), serve anche la giurisdizione. Il ministro assistente di fronte al quale gli sposi formulano il consenso, perché questo sia valido, deve aver ricevuto la delega da parte del vescovo o più comunemente del parroco del luogo presso cui ci celebra il matrimonio. Neanche un cardinale o un nunzio apostolico possono benedire le nozze di una coppia di sposi senza questa delega. È rimasto famoso il caso del nunzio apostolico Federico Tedeschini (poi creato cardinale da Pio XI), che negli anni Venti benedisse in Spagna tante nozze senza aver ricevuto la delega né dal vescovo né dal parroco: tutti quei matrimoni furono dichiarati nulli dalla Sacra Rota per difetto di forma canonica.  

Senza la delega dell’ordinario diocesano o del parroco del luogo, il matrimonio è infatti nullo per difetto di forma canonica, anche se la nullità va provata in sede giudiziale. Questo ovviamente non vuol dire che tutte le nozze celebrate fino ad oggi per i fedeli della Fraternità siano nulle: è sempre esistita la possibilità di chiedere la delega, o di chiedere una “sanatio” (una sanatoria ex post) dopo il matrimonio. Ora questa difficoltà non esisterà più, dato che grazie alla lettera pubblicata oggi viene superato ogni dubbio giuridico: qualsiasi vescovo diocesano è espressamente autorizzato per volontà del Papa a concedere la delega e dunque a permettere che anche i matrimoni celebrati da sacerdoti lefebvriani siano validi e leciti.

Nel rito preconciliare secondo il messale del 1962 promulgato da Giovanni XXIII, quello usato dalla Fraternità San Pio X, il sacramento del matrimonio viene celebrato all’inizio della messa. Non è cioè incorporato nella celebrazione liturgica come avviene normalmente nel rito della riforma post-conciliare, pur essendo sempre possibile celebrarlo al di fuori della messa. Il vescovo è dunque ora autorizzato a nominare un sacerdote suo delegato per ricevere il consenso degli sposi quando il matrimonio è celebrato da un prete della Fraternità e può decidere di delegare direttamente il sacerdote lefebvriano. Dopo la pubblicazione del documento odierno, il vescovo non può più addurre come motivazione per negare il consenso e la delega il fatto che i sacerdoti della Fraternità non abbiano uno status giuridico nella Chiesa cattolica. 

Il gesto di Francesco è dunque un ulteriore passo di attenzione e benevolenza nei confronti della Fraternità, con l’auspicio, dichiarato anche nel testo della lettera, che presto si possa giungere alla piena riconciliazione. Com’è noto, la Santa Sede ha proposto nei mesi scorsi al superiore della San Pio X, il vescovo Bernard Fellay, una nuova versione della dichiarazione dottrinale da sottoscrivere, praticamente concentrata nella “Professio fidei”, la professione di fede cattolica. Quando la Fraternità l’avrà accettata, si perfezionerà in tempi brevi la concessione dello status giuridico per i vescovi e i preti lefebvriani. La formula scelta da tempo è quella della “prelatura personale” direttamente dipendente dalla Santa Sede. 

 

 

Fonte: Vatican Insider

 

 

 

21 Commenti a "[Questione FSSPX] Bergoglio convalida le nozze celebrate dai sacerdoti “lefebvriani”"

  1. #bbruno   4 aprile 2017 at 2:51 pm

    allora siamo a posto…validità concessa da chi è invalido!

  2. #Bellarmino   4 aprile 2017 at 3:13 pm

    Chissenefrega, tutti i sacramenti amministrati dalla Fraternità sono sempre stati validi e legittimi, per lo stato di necessità. E questo va ribadito ben chiaro. Con tanti saluti agli accordisti e a quell’ameba di Vatican Isipider.

  3. #Alberto   4 aprile 2017 at 3:47 pm

    Sono curioso di vedere quanti Vescovi “più realisti del re” rifuteranno di concedere tale delga.

  4. #lister   4 aprile 2017 at 4:09 pm

    …e così, la mantide, dopo aver “adescato” il malcapitato, se lo fagocita.

  5. #Lauro   4 aprile 2017 at 7:26 pm

    I sacerdoti ordinati da un valido vescovo, sono validi? Se si, dov’è il problema? Io spero che tutte le chiese cristiane si ritrovino presto in un solo ovile e cerchino ciò che li unisce anzichè ciò che li divide. Alla faccia di chi vuole solo la guerra ideo-teologica…

    • #Alberto   5 aprile 2017 at 8:14 am

      Scusi, ma non c’entra niente.
      Per la validità del matrimonio, come è ben spiegato nell’articolo, non basta la presenza di un sacerdote validamente ordinato, ma necessita anche la giurisdizione.
      Il resto è ecumenismo di bassa lega, che trascura non solo il fatto che le altre “chiese” cristiane (che, tranne nel caso degli ortodossi non sono neppure “chiese”, non considerate tali neanche dal CVII!) sono di fatto e di diritto eretiche, ma tutti gli enormi problemi teologici contro cui si sono finora scornati anche gli stessi ecumenisti entusiasti: non ultimo il fatto che tutte le (non-)”chiese” protestanti non vogliono assolutamente alcuna forma di unione, neppure tra di loro, ma solo un reciproco riconoscimento della loro esistenza e validità, che si perfeziona nella ospitalità eucaristica e nell’interscambio di ministri (vedansi gli stessi accordi intra-protestanti, come la Concordia di Lunenberg).

    • #bbruno   5 aprile 2017 at 9:52 am

      e ancora con questa frase stupidissima del baro papa Roncalli ( che voleva che le sue cene a Parigi con Marsaudon – cene ‘fini’, preparate dal migliore chef di Francia – non fossero turbate da ‘divisione’ alcuna, e infatti concordava perfettamente col capo della loggia di Francia…)!.

      Ammesso che ci sia qualcosa che ci unisce, quello che ci divide basta e avanza per rendere evidente che tutto ci divide!

      Ma su, ragioniamo un po’ sulle frasi che citiamo a macchinetta! Non guardiamo a quello che ci DIVIDE, ma a ciò che CI UNISCE…è pura logica !

    • #lister   5 aprile 2017 at 9:55 am

      Non solo “non c’entra niente”, ma è una grossa fesseria ecumenista la sua “speranza”…

    • #bbruno   5 aprile 2017 at 4:27 pm

      e allora Lauro per amore di chiarezza la sfido a indicarmi quello che ci unisce, e che dovrebbe indurci a passare sopra alle divisioni. Anche UNA SOLA cosa che ci unisce, noi della vecchia guardia e voi della nuova.

      “Siamo tutti figli di Abramo”: certo, ma poi vedo che quelli si fanno derivare l’alleanza via Ismaele e noi da Isacco ( e non per un capriccio nostro, ma perché Dio così ha voluto, perché noi siamo i figli della libera, e non della schaiava -Galati).

      “Dio è unico”, certo, ma Dio non è adorato- quando poi si ha un Dio, che vanno bene anche quelli che in coscienza loro non credono in alcun Dio – da tutti alla stessa maniera, perché non tutti pur credendo in un Dio, lo credono alla stessa maniera, ma il vero Dio solo quelli cui Gesù ha dato l’intelligenza di conoscerlo (1Gv).

      “Uniti e differenti come le dita della stessa mano”, certo, ma quanto alla forma delle dita e alle diverse funzioni di esse, ma tutte unite nell’unicità dell’intento del funzionamento della mano…

      E via esemplificando….

      Lutero ebbe la dignità di fondare una nuova chiesa della quale lui si fece papa. Questi pretendono di fare passare la loro nuova chiesa come la continuazione della vecchia, inventandosi il gioco del dispositivo ermeneutico!

    • #bbruno   5 aprile 2017 at 5:40 pm

      e allora Lauro per amore di chiarezza la sfido a indicarmi quello che ci unisce, che dovrebbe indurci a passare sopra alle divisioni. Anche UNA SOLA cosa che ci unisce, noi della vecchia guardia e voi della nuova.

      “Siamo tutti figli di Abramo”: certo, ma poi vedo che quelli si fanno derivare l’alleanza via Ismaele e noi da Isacco ( enon per un caproccio nostro, ma perché Dio così ha voluto, perché noi siamo i figli della libera, e non della schaiava -Galati).

      “Dio è unico”, certo, ma Dio non è adorato- quando poi si ha un Dio, che vanno bene anche quelli che in coscienza loro non credono in alcun Dio – da tutti alla stessa maniera, perché non tutti pur credendo in un Dio, lo credono alla stessa maniera, ma solo quelli cui Gesù ha dato l’intelligenza di conoscerli (1Gv).

      “Uniti e differenti come le dita della stessa mano”, certo, ma quanto alla forma delle dita e alle diverse funzioni di esse, ma tutte unite nell’unicità dell’intento del funzionamento della mano…

      E via esemplificando….

      Lutero ebbe la dignità di fondare una nuova chiesa della quale lui si fece papa. Questi pretendono di fare passare la loro nuova chiesa come la continuazione della vecchia, inventandosi il gioco del dispositivo ermeneutico!

      • #lister   5 aprile 2017 at 7:17 pm

        E, volendo riprendere la metafora della mano, tanto per puntualizzare:
        sono solo quattro le dita che, partendo dalla stessa base, crescono parallelamente, ma in misura diversa tra loro e che, volendo, con le forzature inventate dal Bergoglione, possono essere assimilate alle varie religioni…
        Ed il pollice?
        Il ditone ha origine diversa dalle altre dita, è piccolo ma corposo ma, soprattutto, è opponibile: è la vera Religione Cattolica che ha origine con Gesù e non con Maometto, Mosè, Lutero, Budda, Zoroastro, Manitù, ecc., non è numerosissima ma, ciò che è importante, si oppone all’ecumenismo sincretista dilagante.

        Ergo, il Bergoglione, anche stavolta, ha detto una bergoglioneria. 😀 😀

    • #bbruno   5 aprile 2017 at 5:44 pm

      “…lo credono alla stessa maniera, ma solo quelli cui Gesù ha dato l’intelligenza di conoscerlo (1Gv)

      chiarisco la frase : “e solo quelli cui Gesù ha dato l’intelligenza di conoscerlo, adorano e credono il vero Dio (1Gv).

    • #bbruno   6 aprile 2017 at 9:03 pm

      Aspetto sempre che mi venga presentato un punto uno su cui dobbiamo sentirci uniti, vecchia e nuova chiesa, e che sia di peso, e tale ovviamente da fare dimenticare quello che ci divide. Non credo che il gusto in comune per Mozart o per i vini dei colli albani sia di tale natura …su questo potrei benissimo sentirmi in comunione con papa Ratzinger e col suo dirimpettaio papa FrancIesco….

  6. #miri   4 aprile 2017 at 7:36 pm

    come farà, adesso, la fraternità a criticare l’amoris laetitia?

    • #bbruno   6 aprile 2017 at 12:13 pm

      si rassegneranno a vedere quello che li ‘unisce’ e a non tener conto di quello che ‘divide’….e vivranno felici e contenti.

      • #bbruno   7 aprile 2017 at 12:36 pm

        questa domandina qui sopra la potete anche togliere, se vi pare provocatoria ( e può anche essere).

        Ma ci terrei davvero ad avere una risposta alla mia richiesta delle ore 9:03, stesso giorno; così, per chiarezza….

  7. #michele   6 aprile 2017 at 9:17 pm

    semplicemente la fraternità continuerà a fare quello che faceva prima solamente da dentro la Chiesa. Questa decisione del Papa la vedo come una grazia del cielo e una grande opportunità per rimettere le cose a posto dentro la Chiesa. Siamo nelle mani di Dio come sempre!

  8. #bbruno   8 aprile 2017 at 9:28 pm

    “Gesù si è fatto DIAVOLO”:

    è l’ultima sparata immonda di questo PAPAPORCO da Santa Marta, nella sua farneticazione ‘omiletica’! (attenzione: -se Gesù è detto essersi fatto diavolo, che cosa volete che sia che lui -Bergoglio- si sia trasformato in un porco puzzolente? )

    Cerchiamo pure ancora quello che ci unisce… Con questo papa come dettto sopra la cosa diventa finamente chiara…Onore al merito della sua chiarezza! O dobbiamo continuare ancora ad impegnarci ???

    • #lister   9 aprile 2017 at 10:39 am

      Evidentemente s’è fatto nuovamente una fumata di yerba buena (non la città), come fece prima di aver sparato:
      “Gesù s’è fatto peccato”,
      “Maria, sotto la Croce, pensò ‘Dio è un bugiardo’ ”
      e tutte le altre blasfemie che gli escono dalla bocca.

  9. #bbruno   9 aprile 2017 at 8:56 pm

    Se quindi Gesù si è fatto diavolo, al dire di Bergoglio , che meraviglia è che il suo vicario possa essere in realtà uno di quei porci nei quali chiesero di rifugiarsi i diavoli quando furono cacciati dal posseduto di Gerasa?

    Qui siamo ben oltre ormai ogni possibilità di discorsi su riconoscimenti papali materiali o formali Qui siamo di fronte al puro delirio.

    Dobbiamo attendere pazienti che il delirio svanisca, e il ‘posseduto’ rinsavisca???

  10. #bbruno   10 aprile 2017 at 6:49 pm

    oppure mettiamola in ridere : sia Gesù che Bergoglio appartengono alla categoria del BUON DIAVOLO! (questo nuovo teologo de Sancta Marta non sa nemmeno avvertire la differenza tra le parole: ‘peccato’, nome astratto; ‘diavolo, nome di persona. Che “Dio abbia ‘fatto’ Gesù peccato” (San Paolo), per le ragioni ben note in teologia cristiana dell’ espiazione vicaria – è un conto: qui la persona che salva è Gesù; ma che Dio abbia fatto Gesù ‘diavolo’, chi ci salva, la persona di Gesù o la persona del Diavolo, o tutti e due insieme? Bella questa del diavolo che ci salva! Fià esulteranno li adoratori di Lucifero nel mondo intero: finalmente il nostro papa!!!

    Ah già, ma è un buon diVOLo, e tutto torna… (quando si beve troppo, mai mettersi al volante).