[Questione FSSPX] Scacco matto al Re

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Breve appendice alla corretta interpretazione dei rapporti Roma-Fraternità San Pio X

 

di Gianluca Di Pietro

 

Si racconta che al Concilio, mentre i tradizionalisti discutevano, organizzavano conferenze e consultavano codicilli e canoni, i sovvertitori conducevano il gioco, muovevano sobriamente le proprie pedine fin quando non poterono urlare: “Scacco Matto al Re!”. 

Partita finita. 

Ecco il cattolicesimo riformato. 

Da allora la cosa non è cambiata poi così tanto. Notizia di poche ore fa: il Papa ha deciso di rendere “leciti” i matrimoni celebrati dalla Fraternità San Pio X e dispone che i Vescovi ordinari del luogo deleghino la licenza a un proprio sacerdote diocesano che accolga il consenso delle parti durante la celebrazione del Sacramento Sponsale e, ove ciò non sia possibile, “la giurisdizione” potrà essere accordata anche ad un sacerdote della stessa Fraternità. 

Non si può negare che Francesco non abbia senso pratico.

Mentre i vescovi e i sacerdoti seguaci di Mons. Lefebvre discutevano su “accordo sì/accordo no”, esultavano per imminenti timbri, consultavano codici, catechismi e canoni, Francesco tesseva la sua ragnatela e disponeva le pedine per il suo Scacco Matto, che non è tardato ad arrivare. Egli aveva riconosciuto già il Sacramento della Riconciliazione amministrato dalla FSSPX e “aveva dato l’ok alle ordinazioni sacerdotali” (secondo le parole di  Mons. Fellay).

Rimane solo da regolare la questione delle ordinazioni vescovili: scommetto che a breve anche questo nodo verrà sciolto. 

Per ora ci basti questo: Game over! Scacco Matto! 

La Fraternità è stata trascinata, suo malgrado, nel recinto del Summorum Pontificum, è di fatto già dentro! Non è più padrona di se stessa, del suo destino e del suo futuro. Il soggetto non è più lei, non è più lei a dettare le condizioni.

La Fraternità si sta scontrando con un Papa solo all’aspetto democratico, ma che esercita mai come nessuno dei suoi immediati predecessori conciliari la propria “plenitudo potestatis”. D’ora in poi la domanda non è più: “accetterá la Fraternità la proposta di Roma?”, ma: “cosa ha deciso Francesco?”. 

C’è un cambio di prospettiva!

Se sotto il Pontificato di Ratzinger e Wojtyla, Roma proponeva preamboli e cercava il dialogo, la Chiesa di oggi, la Chiesa “della tenerezza” di Francesco non ama le “chiacchiere vuote”, passa all’azione. Mi auguro che, tra i tanti bravi sacerdoti della Fraternità giustamente preoccupati per l’andazzo che sta prendendo l’opera di Mons. Lefebvre, almeno Mons. Fellay gioisca! 

 

 

2 Commenti a "[Questione FSSPX] Scacco matto al Re"

  1. #francesco   5 aprile 2017 at 8:42 am

    C’e’ da chiedersi se Lefevbre abbia avuto dopo la sua morte qualcuno fedele al carisma originario della FSSPX. Non vedo tutto questo in mons Fellay mentre la mancanza di unita’ all’interno della fraternita’ si era gia’ palesata in precedenza. Intelligente la critica dell’articolista, il recinto bergogliano finira’ per fagocitare la fraternita’ limitandone la liberta’ di azione.

  2. #Fabio   5 aprile 2017 at 6:13 pm

    Mons Lefebvre non ha mai disconosciuto validità dei Papi post conciliari e ha sempre auspicato un accordo con loro riconoscendoli come autorità oggettiva.
    Il discorso pastorale,su ciò che essi indicano come linea pastorale e’altra cosa.
    Mons Fellay nel 2000 disse :”se il Papa mi chiama non dico che vado, corro!!” A significare la tensione che da sempre lo ha animato.
    La FSSPX sta arrivando a un bivio : I suoi 3 vescovi hanno la loro età e se non si trova
    ” la quadra ” (direbbe Bossi) con Roma (non quella ladrona) sarebbero costretti a fare nuove nomine episcopali illecite e questo li squalificherebbe definitivamente.
    Va bene così ” : al resto ci pensera’ Spirito Santo.