Quinto comunicato stampa ufficiale del Comitato «Beata Giovanna Scopelli», 2 giugno 2017.

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Appena diffuso nel gruppo del Comitato [RS]:

Quinto comunicato stampa ufficiale del Comitato «Beata Giovanna Scopelli», 2 giugno 2017.

Alla Cortese Attenzione delle Redazioni interessate,
Data la vicinanza temporale alla Processione, in programma domani, precisiamo quanto segue:

  1. I portavoce nominati dal Comitato sono don Luigi Moncalero, Gabriele Colosimo, Alessandro Corsini, Andrea Giacobazzi e Cristiano Lugli.
  2. Invitiamo, come già nel precedente comunicato, i giornalisti a non interloquire con i fedeli (e i portavoce) durante la Processione. Trattandosi di un momento di preghiera sarebbe assolutamente fuori luogo – e a danno del raccoglimento necessario – ogni distrazione e ogni rumore. Al termine della Processione sarà, ovviamente, possibile parlare con chiunque ma i portavoce sono gli unici titolati a parlare a nome del Comitato.
  3. Ribadiamo – dato il grande interessamento suscitato da queste modalità comunicative – che è prassi ordinaria di qualsiasi realtà associativa avere dei portavoce autorizzati e che (come indicato al punto 2) l’invito a non chiacchierare durante la Processione risponde a chiari motivi di rispetto per la devozione e il culto. Anche in relazione a questo, ancora una volta, va sottolineato che non si tratta di un sit-in o di una semplice manifestazione ma di un atto liturgico.
  4. Precisiamo ancora, con riferimento al comunicato diffuso dal legale dell’Ordine Carmelitano, che non possiamo accogliere in alcun modo il tono prepotente adoperato. Questo, sommato all’evidente inconsistenza giuridica delle affermazioni diffuse, oltre a rendere un pessimo servizio alla già barcollante immagine del mondo “carmelitano” modernista (da non confondersi con i gloriosi carmelitani del passato), manifesta in modo ancor più palese come la presunta adesione di questi alla spiritualità della Beata Scopelli sia, in realtà, opposta per diametrum. La Beata pregava e si impegnava (riuscendoci) per la conversione degli eretici, questi per un ecumenismo liberale condannato dalla Dottrina (si veda, tra le altre, l’Enciclica Mortalium Animos, Pio XI, 1928). Rivendicare il nome di una Beata quasi fosse un marchio commerciale ne qualifica già ampiamente il modus cogitandi. La materia è già stata affidata ai nostri legali che, nel comunicato diffuso ieri dal Comitato [riportato in calce*], hanno provveduto a smontare millimetricamente questo maldestro tentativo, peraltro messo in atto due giorni prima della Processione.
  5. Invitiamo tutti i partecipanti – repetita juvant – a evitare ogni genere di provocazione e di limitarsi a segnalare alle forze dell’ordine eventuali atteggiamenti fuori luogo da parte di avversari della Processione. Purtroppo in questi ultimi giorni abbiamo assistito ad una nuova ondata di maleducazione e blasfemia, che qualifica in modo definitivo chi abbiamo di fronte.
  6. Ringraziamo infine i giornalisti, con cui il rapporto in queste tre settimane non è stato sempre semplice ma sicuramente costruttivo.

«Sub Christi Regis vexillis militare gloriamur!»

Il Comitato «Beata Giovanna Scopelli»

***

Reggio Emilia, 1.6.2017*

Le censure che l’Ordine Carmelitano dell’Antica Osservanza muove, per mezzo del suo legale, al Comitato “Beata Giovanna Scopelli” sono prive di pregio. Questo per tre ragioni: anzitutto non emerge alcun profilo di proprietà intellettuale, poiché il nome della Beata reggiana non è né stato depositato dall’Ordine come marchio, né dal Comitato impiegato a scopo di lucro;

in secondo luogo non emerge alcun profilo relativo ai c.d. diritti della personalità e segnatamente al diritto al nome, essendo la Beata Scopelli personaggio storico, pubblico e notorio, addirittura oggetto di venerazione, patrimonio della Chiesa Universale di cui il Comitato fa a pieno titolo parte, essendo la Processione riparatoria – impropriamente definita dai Carmelitani “iniziativa di contestazione”, quasi fosse un corteo con striscioni, o un sit-in politico – un evento liturgico e di preghiera, pienamente cattolico e profondamente consonante con ciò che la Beata Scopelli ha vissuto, insegnato e testimoniato con la sua vita e i suoi miracoli.

Vale a tal proposito rimarcare che dall’Ordinario di Reggio Emilia non è giunto al Comitato alcun divieto: né ad effettuare la Processione, né a porsi sotto il patrocinio della Beata.

Da ultimo è superfluo sottolineare come l’Ordine Carmelitano non possa lamentare alcun danno giuridicamente rilevante (né materiale, né tantomeno morale) dall’associazione del nome della Beata ad una Processione di fedeli cattolici in preghiera.

Avv. Ilaria Pisa