charliesfight

 

di Federico Clavesana

 

Mi ricordo Charlie Gard, so ch’è una persona bella,
Nato appena a inizio agosto, con la sua cattiva stella;
Mi ricordo Charlie Gard, che non ha mai chiesto niente,
Ma ha sorriso a questo cielo, e a noi maledetta gente.
Era a Londra, quando ha aperto quei suoi occhi a un mondo ingrato,
Nato forse per errore in questo tempo che è sbagliato,
Quando giudici e soloni ora vogliono prescrivere
Che un bambino, a neanche un anno, non ha più diritto a vivere.
Certo, avrete confortato Connie Yates in mille modi,
Ma provate a dimostrarle che il destino non la odi,
Così docile e stupenda, con i suoi capelli d’oro,
Mentre uccidono suo figlio, e lei prega anche per loro.
Mi ricordo Connie Yates, e ricordo la sua voce,
Con le lacrime negli occhi, ed al collo la sua croce;
La ricordo nel vegliare Charlie Gard in quella sera,
Senza armi ma soltanto con due versi e una preghiera.
Io non credo di esser stato così forte in una vita,
Come allora quella madre, tanto timida e smarrita,
Che ora grida contro un mondo di ricchezza e ipocrisia
Che suo figlio, appena nato, non le sia portato via.
Regalatele un bel fiore, saprà lei che cosa farne,
Per quell’angelo di un figlio, qui fra noi di sangue e carne;
Regalatele un pensiero, e tenetele le mani,
Per far sì che Charlie Gard viva oggi e poi domani,
Per far sì che non si trovi lì da solo una mattina,
In quel letto d’ospedale mentre staccano la spina,
Con nessuno a stargli accanto, ma soltanto lui e il buon Dio.
Charlie Gard è vostro figlio, Charlie Gard è figlio mio.