elefante-179087

 

Radio Spada non ha mai proposto né promosso, nonostante le risibili (e strabiche) mistificazioni dei suoi detrattori, quelle “unioni indistinte” nelle quali le doverose, e per certi versi inevitabili, spaccature tra le differenti risposte alla crisi nella Chiesa vengono colmate e stemperate da una malta indifferentista: quasi si pretendesse che i problemi dell’Autorità, dei Sacramenti e della Liturgia potessero essere accantonati o superati! Ciò in cui invece ha sempre creduto (e che costituisce parte fondamentale della sua mission) è l’unione delle forze sane per la realizzazione di obiettivi specifici, possibili e doverosi nonostante le differenze summenzionate. Si tratta di un modus procedendi che non pone problemi di coscienza a nessuno che abbia voglia di mettersi in gioco e di fare apostolato cattolico: perché di cattolici, in RS, si parla.

E’ alla luce di queste doverose premesse, e ribadendo – come sempre – che ogni articolo sulle nostre pagine esprime il pensiero del suo Autore, non necessariamente congruente con quello degli altri collaboratori di RS, che Vi proponiamo lo spunto di riflessione di un nostro lettore. [RS]

 

di Enrico Salvi

 

Più retrocediamo nel tempo e più constatiamo lo scontro abbastanza netto fra Cattolicesimo da un lato e laicismo, ateismo ed eresia dall’altro. Nel passato eretici e nemici erano al di fuori della Chiesa, o, come per esempio Lutero, vi venivano posti tramite scomunica, parola, quest’ultima, che certamente fa venire l’orticaria ai misericordiosi post-conciliari le cui orde scorrazzano illecitamente all’interno della Chiesa Cattolica infestandone il tempo e lo spazio, e fornendone ai disinformati e sprovveduti fedeli un’immagine del tutto contraffatta. Non che in tempi più o meno antichi fossero tutte rose e fiori, tutt’altro: all’interno della Chiesa gli intrallazzi ed i giochi di potere perpetrati da indegni uomini della Chiesa non si contano (e su ciò  il cosiddetto “stato laico” è bene che stia zitto e faccia le bucce a se stesso), ma per quanto concerne l’essenziale, vale a dire la sana Dottrina e la sacra Liturgia – le due cose vanno di pari passo –  la situazione era assai stabile e quindi sicura per il popolo.

In altri termini, le porcate personali, certamente non di buon esempio, coinvolgevano soltanto l’anima di chi le compiva e non il patrimonio del DEPOSITUM FIDEI, il quale, come i tantissimi disinformati non sanno, è IMMUTABILE poiché fondato sull’IMMUTABILE PAROLA DI DIO, ed è quindi suscettibile sì di un coerente e auspicabile approfondimento ma meno che mai di una “reinterpretazione” in relazione al mondo e ai suoi cambiamenti.

Al giorno d’oggi, invece, dopo una gestazione di quasi sessant’anni, preceduta a sua volta da una lunga incubazione (verosimilmente Roncalli non si è svegliato una mattina dicendo “Toh, sai che faccio? Indico un concilio”) è nata una conflittualità all’interno della Chiesa che riguarda proprio la sana Dottrina e la sacra Liturgia. Conflittualità che vede da una parte i  post-conciliari, eretici per definizione (ma non più scomunicati) poiché tutti protesi a far sì che il “dialogo” con il mondo si “approfondisca” e si “arricchisca” in modo da coniare in continuazione una nuova dottrina e una nuova liturgia contestualizzate, sempre più accettabili dal mondo e quindi demoniache poiché profanano il DEPOSITUM FIDEI, e dall’altra i tradizionalisti fedeli alla sana Dottrina e alla sacra Liturgia, ciò che ovviamente li pone in contrasto irriducibile con i post-conciliari e con il mondo – questo mondo – il cui sulfureo principe non smette di insufflare idee sempre più “aperte”, più “al passo con i tempi”, che è come dire in soddisfazione delle lordure mentali e corporali di cui è capace l’essere umano abbandonato alla propria “libertà di coscienza”. Eh sì, non è più il mondo che segue la Chiesa per esserne cristianizzato e perciò redento, bensì è la “chiesa” (con la minuscola) che segue il mondo sempre più  assorbendone in modo più o meno subdolo, ma sempre “misericordiosamente”, le mefitiche istanze, sicché, con la mondanizzazione della “chiesa” (sempre con la minuscola) il senso del Sacro e quindi la possibilità della Redenzione sono giunte ormai agli sgoccioli.

Allo stato attuale del conflitto le forze contrapposte in campo sono impari: i post-conciliari sono la maggioranza al potere grazie alla sequela Roncalli – Montini – Wojtyla – Ratzinger – Bergoglio, ed attualmente lo gestiscono in tutto e per tutto attraverso la nuova “misericordia” di cui è gran maestro (in tutti sensi) il Bergoglio medesimo e grazie al quale la sana Dottrina e la sacra Liturgia, che costituiscono il DEPOSITUM FIDEI, sono quasi definitivamente evaporate come neve al sole, mentre il Summorum Pontificum continua a costituire il solito contentino che si perde nel grande stomaco del pachiderma post-conciliare (vedi i dubia finiti nel nulla), in cui la poltiglia del relativismo misericordioso e dell’“aggiornamento” è in continua formazione ed ebollizione, mentre il lievito e il mestolo della spocchia bergogliana la rendono sempre più abbondante ed omogenea. E si può essere certi che la “nuova evangelizzazione” (quel “nuova”  dice molto) si avvarrà prima o poi di una “nuova” messa, neanche a dirlo “ecumenica”, alla cui invenzione i post-conciliari bergogliani stanno alacremente dedicandosi con un mefistofelico sorriso sotto i baffi.

A nulla può valere, da parte di quei  molti, troppi fedeli che s’illudono di poter tenere un piede su due staffe, ovvero di guardare con favore alla Tradizione cattolica e di spiluccare qua e là espressioni o iniziative cattolicamente ortodosse dei papi post-conciliari, dato che i loro pontificati, fondati sulla strategica e quindi diabolica promiscuità della Verità rivelata con l’errore, sono perfettamente in linea con il momento d’inizio della radicale inversione (inversione!) di rotta: il Concilio Vaticano II, i cui documenti sono, come si dice, tutto un programma, del quale la massa dei disinformati (e gabbati) sono del tutto all’oscuro.

Nessun papa post-conciliare ha messo in atto un efficace tentativo d’inversione di tendenza, né avrebbe potuto e potrebbe farlo dato che dai conclavi post-conciliari non possono uscire che papi post-conciliari, marchiati indelebilmente dalla spirito roncalliano, antisacrale, umanitaristico, sentimentalista e dissolutore del Vaticano II, ed anzi le corrette espressioni ed iniziative di tali papi secondo la Verità rivelata non solo abbagliano gli ingenui e i disinformati ma si perdono nell’oceano delle loro “aperture” al mondo, delle loro nuove esegesi e teologie, in altri termini delle loro fantasiose ed anti cattoliche innovazioni che lungi dall’approfondire il DEPOSITUM FIDEI lo deturpano, sicché le istanze del mondo, più precisamente di questo mondo, su cui impera il tizio con le corna, sono penetrate e continuano a penetrare nella “chiesa” (ormai la minuscola è d’obbligo) mentre della Chiesa (con la maiuscola), cioè dell’annuncio di Cristo al mondo (di tutto il Cristo, dell’intero Cristo così come ce lo rivela tutto il Vangelo, l’intero Vangelo) non si trovano più che sparute tracce.

Non per nulla Gesù dice: «Quando il Figlio delluomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra?», qui occorrendo riconoscere come i post-concilari stiano facendo del tutto per rendere di drammatica attualità la divina domanda. Al riguardo, non si dimentichino le terrificanti parole di Bergoglio durante l’inqualificabile “dialogo” con il volpone Scalfari nel 2013: «Il Vaticano II decise di guardare al futuro con spirito moderno e di aprire alla cultura moderna. Non si è fatto molto, io ho l’umiltà e l’ambizione di volerlo fare». «Umiltà e ambizione»: questa la miscela esplosiva bergogliana che sta preparando l’avvento di una CHIESA MONDIALISTA, ben amalgamata, si badi, con un NUOVO ORDINE MONDIALE, che potrà finalmente riunirsi intorno alla tavolaccio della messa ecumenica (probabilmente mezzo quadrato e mezzo rotondo secondo il simbolismo della squadra e del compasso), sotto la sinistra luce del massonico “dio ignoto”, con il fumo puzzolente di zolfo che si leva dall’incensiere, ovviamente con l’“attiva” partecipazione di divorziati concubini, delle quote rosa e, dulcis  in fundo, di una nutrita rappresentanza lgbt finalmente e misericordiosamente liberata dalla massa dei “pregiudizi” che la “discriminava”. Progetto che, da quel che si vede e si sente, occorre considerare in fase piuttosto avanzata.

Qui, un inciso chiarificatore per i moltissimi disinformati entusiasti di Ratzinger e Bergoglio:

«Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà, lasciati prendere per mano al Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della sua luce ti incoraggia a impegnarti nell’edificazione di un NUOVO ORDINE MONDIALE, fondato sui giusti rapporti etici ed economici. (Benedetto XVI, benedizione natalizia Urbi et orbi del 25 Dicembre 2005).

«Come ha affermato Benedetto XVI nella linea già sviluppata dalla dottrina sociale della Chiesa, “per il governo dell’economia mondiale; per risanare le economie colpite dalla crisi, per prevenire peggioramenti della stessa e conseguenti maggiori squilibri; per realizzare un opportuno disarmo integrale, la sicurezza alimentare e la pace; per garantire la salvaguardia dell’ambiente e per regolamentare i flussi migratori, urge la presenza di una vera AUTORITÀ POLITICA MONDIALE, quale è stata già tratteggiata dal mio Predecessore Giovanni XXIII”. In tale prospettiva, la diplomazia acquista un’importanza inedita, in ordine a promuovere strategie internazionali per prevenire i problemi più gravi che finiscono per colpire tutti».(Francesco, Enciclica Laudato Si, Cap. V, articolo 175).

Di più, i disinformati (e gabbati) sentimentalisti cattolici, magari convinti che la montiniana-woitiliana “civiltà dell’amore”, cioè dello scialbo amorazzo umanitario, sia il rimedio alle complicatissime vicende del mondo, riflettano e si chiedano: perché un Vicario di Cristo concepisce un NUOVO ORDINE MONDIALE ed un’AUTORITÀ POLITICA MONDIALE che, evidentissimamente, con il cattolico DEPOSITUM FIDEI della Chiesa una, santa, cattolica e apostolica nulla hanno a che vedere? Chiesa che è GIÀ UNA fin dalla sua fondazione, è bene ribadire per i disinformati, per di più abbagliati dalla “settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”, subdola formula che contraddice spudoratamente il Credo cattolico ed instilla negli sprovveduti l’idea che l’unità della Chiesa sia ancora da realizzare.

Grazie al suo strapotere “misericordioso” la pachidermica “chiesa” post-conciliare gode di una visibilità straripante: misericordiosamente sorridenti e sicuri di sé, branchi di lupi e lupe con l’immancabile codazzo di baciapile occupano giornali, televisioni e media sociali, mentre sull’altro piatto della bilancia i tradizionalisti possono al più mettere qualche Fraternità, Istituto e Parrocchia sopravviventi nei loro rispettivi piccoli feudi e con i loro bollettini e riviste a tiratura super ridotta, oltre ad una piccola galassia di siti in rete i quali, per quanto chiasso possano fare, ricordano il solletico che la pulce fa all’elefante. Il tutto non esente – e questo è gravissimo – da una certa rivalità e da critiche reciproche più o meno esplicite interne all’ambiente tradizionalista che fanno il gioco dei post-conciliari ratzingeriani e bergogliani misericordiosi; critiche non di rado sostenute attraverso coltissimi fiumi di parole, ovviamente comprendenti autorevolissime citazioni a sostegno, che spaccano puntualmente il capello in quattro e fanno … venire il mal di testa.

Per non dire di certi cronisti vaticani: Orazio Coclite, che con un suadente timbro di voce ed una studiata cadenza delle parole è un vero mago nel far apparire i grigi eventi della chiesa post-conciliare come una manna dal cielo; e Aldo Maria Valli, che da una parte critica pesantemente il pontificato bergogliano e dall’altra continua a non andarsene o a non essere “promosso” ad altro incarico, la qualcosa non può non lasciare perplessi.

E se aggiungiamo la potenza dilagante delle lobby omosessuali, che fanno del vittimismo il cavallo di troia per intrufolarsi dappertutto, e con le quali la “chiesa” post-conciliare ha deciso di “dialogare” per poter “discernere” e concludere misericordiosamente che “tutto sommato va bene così”, la pietanza andata a male e preda dei vermi è servita.

Quindi mai come oggi si rendono necessarie una o più personalità di grande spessore dottrinale e spirituale (ma vattele a pesca!) che sappiano liberare dal tarlo dell’esclusivismo disintegratore l’ambiente cattolico tradizionale; un ambiente che, contraddicendo l’«ut unum sint», da troppi anni continua a fornire, per riprendere l’esempio di sopra, l’immagine di separati nugoli di pulci che s’illudono più o meno consciamente di far da contraltare all’elefante post-conciliare. Si rendono necessarie una o più forti personalità che sappiano fare dello slegato ambiente tradizionale un organismo unitario, una sorta di federazione cattolica (in nessun modo una contro-chiesa) che possa fruire di un proprio canale radiotelevisivo, un proprio sito in rete, un proprio programma d’azione a livello dottrinale e magari anche liturgico.

Si pensi alla potenza d’impatto che tale organismo unitario, stavolta anch’esso simile ad un elefante, se non proprio enorme ma in ogni caso di un certo peso, potrebbe avere sulla corrotta società moderna e sulla massa eretica dei post-conciliari ai quali, non senza una santa soddisfazione, si potrebbe davvero far rodere il fegato rendendo loro pan per focaccia. Ecco perché, una volta tanto, si rende necessario tornare all’Antico Testamento: occhio per occhio, ovvero: elefante per elefante. Ciò che Gesù senz’altro approverebbe poiché si tratterebbe di cacciare dal tempio i mercanti della misericordia senza giustizia, dello squallido amore ecumenista, della “dignità della persona” senza Dio, del perverso commercio con i “valori” dello stato moderno laicista e ateo e del diabolico e massonico tentativo di far scomparire la Chiesa Cattolica nelle fauci di quel mostro che è il NUOVO ORDINE MONDIALE.

E, volendo essere al passo con i tempi, si tratterebbe di far emigrare tali mercanti verso altri lidi. Misericordiosamente s’intende, con moderni e confortevoli barconi inaffondabili e con provviste per tre mesi di navigazione, quanti ce ne vogliono per raggiungere le isole a loro destinate e sulle quali riceverebbero un’adeguata “accoglienza”, parola-droga usata a tutto spiano dagli eretici buonisti misericordiosi post-conciliari, Bergoglio in testa, che fomentano incessantemente il mischiarsi delle razze e quindi la progressiva sparizione dei popoli, onde ottenere una massa imbelle schiacciata sotto lo stivale chiodato di un’AUTORITÀ POLITICA MONDIALE, grazie alla bufala rivoluzionaria di “libertà, uguaglianza e fratellanza”.