[PROCESSIONE 3 GIUGNO] Il pagellone

di Gabriele Colosimo

Ci hanno rimproverato di non avere senso dell’umorismo, ci hanno detto che siamo musoni, antipatici e chi più ne ha più ne metta. In realtà non è così. Ecco il pagellone, un breve divertissment per parlare con ironia di queste tre settimane di frenetica organizzazione e di attacchi indiscriminati al Comitato Beata Giovanna Scopelli.

 

Iniziamo dai mattatori della processione.

Andrea Giacobazzi e Cristiano Lugli. Passo sicuro, stile vintage con occhiali a goccia e modello Wayfarer. Aprono sontuosamente la strada ai fedeli, sono i nostri John Belushi e Dan Aykroyd. Voto: 10. Blues brothers.

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Andrea Zambrano. Giornalista de La Nuova BQ, l’unica penna davvero critica verso la processione, con argomentazioni, però, poco convincenti. Inaspettatamente poi viene e, ricredutosi, ne fa un ottimo articolo. Voto: 6. Lunatico.

 

Don Francesco Ricossa. Nella domenica dell’Ascensione pronuncia un’omelia in cui, partendo dal nostro libro su Baron Corvo sconsiglia ai fedeli di prender parte a una preghiera in riparazione. Alcuni crittologi di fama planetaria sono incessantemente al lavoro per comprendere il legame tra Baron Corvo e la processione del Comitato. E anche quello tra l’Ascensione e Baron Corvo. Voto: 4. Confuso.

 

Don Paolo Cugini. Organizza una veglia anti-omofobia, dimostrando di far parte a pieno titolo della chiesa (volutamente minuscolo) moderna, che vuol piacere al mondo e che non condanna i peccati, ma, anzi, ci va a braccetto, ottenendo il gradimento delle sigle LGBT. Apprezzabile, però, il fatto che, dopo aver ricevuto delle accuse infamanti in forma anonima, non abbia avallato le ipotesi che vedevano il Comitato coinvolto. Voto alla “pastorale”: 1. Protestante.

 

Christus Rex Traditio. Un gruppetto di Verona che ha la sindrome di Vodafone: tutto intorno a te. Nessuno ha insistito, nessuno si aspettava che sarebbero venuti, alcuni neanche li volevano. Li invitiamo comunque a rendere pubbliche le loro iniziative di riparazione, non avendo ad oggi notizie di loro manifestazioni che non riguardino il Duce. Voto: 3. Egocentrici.

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Giampietro Belotti. Belotti è un tipo la cui unica occupazione nota è quella di vestirsi da nazista alle manifestazioni diverse da quelle di gay, immigrati e sinistra varia. Pensava di venire a fare il simpatico anche alla processione vestito da frate. Bloccato immediatamente dalle forze dell’ordine, inizierà poco dopo un piagnisteo sui social. Voto: 4. Prevedibile.

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Alberto Nicolini. Dopo il nazista dell’Illinois, parliamo di un nazista de facto. In un video il Nicolini, presidente dell’Arcigay di Reggio, si chiede per quale motivo possa aver luogo una processione di preghiera in uno stato laico. E meno male che questi sono quelli democratici e per la libertà di pensiero. Voto: 3,5. Goebbels. 

 

Il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, Massimo Camisasca. Dopo settimane in attesa di un suo pronunciamento, il vescovo si sbilancia con un chiarissimo comunicato. Talmente chiaro che l’Arcigay capisce che sta dalla loro. Zambrano capisce che la riparazione al gay pride è la festa del Corpus Domini e i giornalisti ancora stanno tentando di decifrare il curialese utilizzato. Con l’aiuto dei crittologi di prima. Voto: 5,5. Pavido.

 

Don Mauro Tranquillo. Le sue scarpe con la fibbia sono le indiscusse protagoniste della rassegna stampa del giorno dopo. Voto: 8. Borbonico.

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Dario De Lucia. Consigliere del Comune di Reggio, famoso principalmente per aver insultato Gianluca Buonanno dopo l’incidente in cui ha perso la vita, è in prima linea contro il Comitato. Minaccia segnalazioni massive delle pagine, tenta goffe manovre politiche per bloccare la processione, ma viene poi bastonato in consiglio comunale da tutte le opposizioni. Voto: 4. Ritenta, sarai più fortunato.

 

David Botti. Vi chiederete chi sia. Ce lo chiediamo anche noi. Sconosciuto ai più, scrive articoli su un sito altrettanto sconosciuto, in cui critica duramente il Comitato. Dopo la Processione, non sazio di stralunate sentenze non richieste, dice che la medesima è stata un flop, perché sarebbero mancate importanti personalità e la psicologia delle masse ci darebbe torto. Tra i commenti, anche un lapidario “levateje er vino”. Voto 2. Tavernello.

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Lorenzo Roselli. Si trova in quasi tutte le foto, tanto che alcuni stanno ipotizzando che abbia ricevuto il dono della bilocazione. Sempre in prima linea, incute timore ai passanti con un aspetto metal, ben coadiuvato da una capigliatura selvatica. Voto: 8. Ubiquitario.

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La Fraternità San Pio X. Baluardo della fede cattolica, aderisce entusiasticamente alla chiamata del Comitato e guida coi suoi sacerdoti la processione. Ma attenzione a fare accordi con Roma, ché da un’intesa a don Cugini è un attimo. Voto: 7,5. Oremus. 

 

 

Chi poteva venire, ma non è venuto. Ha perso una grande occasione di preghiera pubblica, merce rara al giorno d’oggi. Confidiamo nelle prossime. Perché mica ci fermeremo qui, eh? Voto: s.v.

 

Chi è venuto da lontano. Offrite al Signore le vostre preghiere, i vostri sacrifici economici e di tempo. Sarete ricompensati. Voto: 10. Combattenti.

 

 

 

 

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