Radio Spada: cinque anni di battaglie

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Si irriti il nemico per confonderlo e si ostenti debolezza per aizzarne l’arroganza. Lo si stanchi se cerca riposo e si cerchi di dividerne i ranghi qualora siano uniti. La disposizione delle truppe deve somigliare all’acqua: come l’acqua scivola dall’alto raccogliendosi in basso, così le truppe devono evitare i punti di forza e concentrarsi sui vuoti. Un esercito vincente cerca di assicurarsi la vittoria prima ancora di combattere sul campo, mentre un esercito perdente insegue il successo partendo dallo scontro diretto.

Sun Tzu – l’Arte della guerra

 

Anche quest’anno ho l’onere ed il piacere di vergare qualche riga per festeggiare il quinto anniversario di questo blog. Onere perché amo servire Radio Spada nel silenzioso lavoro quotidiano e preferisco lasciare a penne più fertili e baldanzose la ribalta di quest’ottima tribuna, piacere perché così trovo il modo di ringraziare ciascuno di voi per l’appoggio e l’affetto (anche critico ma sempre amorevole) che avete donato a questo blog e alla sua casa editrice in questi lunghi e tumultuosi anni.

Durante l’ultima giornata di cultura radiospadista a Reggio (mentre spennacchiate cornacchie gracchiavano altrove), ho avuto il piacere di incrociare gli sguardi di molti di voi. Erano sguardi di stima, di rispetto, di (tremo un poco a scriverlo) gratitudine. Non cesso di annotarlo con stupore nel diario della mia vita: in mezzo a insultatori di tutte le risme e fazioni, tanta gente ci scrive perché gli abbiamo dato uno sprone per sperare, un motivo in più per credere, una ragione in più per lottare per il cattolicesimo romano, alcuni addirittura ci scrivono per mettersi con molta umiltà a “servizio” di Radio Spada. Queste ragioni non son tutte eguali e non hanno tutte la medesima efficacia e validità, come è ovvio e comprensibile in tempi di tanta confusione dottrinale, ma non è compito di questo blog “risolvere” la crisi della Chiesa (saremmo assai temerari se lo pretendessimo) ma semmai indicare piste di resistenza e di ortodossia che non portino tra le braccia del Nemico che occupa in questi decenni Santa Romana Chiesa. Ed è già molto.

Nemmeno il compito di questo blog si esaurisce nella denunzia e nella guerra contro il modernismo ma tende a garantire (visto che nessuno ha in mano oggi il sigillo del Santo Uffizio) uno sguardo cattolico integrale sull’attualità, sulla politica, sulla filosofia, sulla cultura.  Non solo battendo i sentieri già percorsi da quelli che ci hanno nobilmente preceduto ma cercando collegamenti nuovi, inediti percorsi, tratturi inusitati. Dopo cinque anni possiamo dire che, fatta la tara per i limiti che ha ogni opera umana, tutto questo è avvenuto ed è avvenuto irreversibilmente, checchè ne sperino detrattori schiumanti rabbia e impotenza. Nei suoi pochi ANNI Radio Spada ha raggiunto risultati impensabili per il volume di attività svolte: convegni, conferenze, migliaia di articoli e segnalazioni, libri (ormai siamo prossimi ai quaranta della pienezza) e l’ha fatto con i suoi pochi collaboratori, con alcune defezioni (in molti casi salutari e provvide) ma con altri giovani rincalzi. Non possiamo che ringraziare la divina Provvidenza che si è servita miracolosamente di strumenti tanto vili e sgangherati come noi per fare del Bene.

Tra i fondatori di Radio Spada mi piace ricordare oggi Luca Fumagalli, di cui non ho la nobiltà d’animo, prezioso amico e studioso, sottoposto negli ultimi mesi ad attacchi e calunnie ignobili da parte di un certo mondo circense tradizionalista. Chi compone questa piccola porzione di mondo? Nani, ballerine azzoppate, donne barbute, falliti di ogni sorta, forzuti di cartapesta e, nei casi più eclatanti, soggetti sfuggiti al letto di contenzione grazie alla legge Basaglia.  A dimostrazione di come la crisi della Chiesa e del Papato divori anche chi la combatte, non solo chi la subisce. Da buon guelfo nero, aggiungo: venderemo cara la pelle. Non praevalebunt.

Piergiorgio Seveso