[FSSPX] Roma: gli effetti decisivi della lettera dei decani e delle comunità amiche

decani

 

 

Riportiamo questa breve traduzione di un articolo di Medias-Press.info, sul fatto che l'”accordo” tra la FSSPX e Roma sia saltato. [RS]

 

 

Due mesi fa 7 decani del Distretto di Francia e 3 superiori di comunità religiose amiche rendevano pubblica una lettera ai fedeli. Essi reagivano così alle nuove norme Romane relative ai matrimoni celebrati nella Fsspx. Pur nel rispetto dell’autorità, essi ugualmente esponevano la loro disapprovazione di fronte alla prelatura personale che si annunciava.
<< La prelatura personale che si fa balenare davanti alla Fraternità presumeva il doverci riconoscere così come siamo, e conservarci nell’indipendenza nei confronti dell’ordinario del luogo. Ora le prime decisioni prese consistono nel sottomettere ingiustamente i nostri matrimoni a questi ordinari, prima di condizionare un domani l’apertura delle nostre nuove case alla loro approvazione. Questo dimostra come il linguaggio della doppiezza non prevale solo nel campo della fede e della morale, ma anche nelle questioni canoniche. >> I Decani invitavano anche a pregare la Santa Vergine <<non affinché metta fine alla nostra situazione canonica giudicata irregolare da alcuni, ma affinché la Chiesa sia liberata dalla sua occupazione modernista e che le sue più alte autorità ritrovino il cammino seguito dalla Chiesa fino al Vaticano II>>.

Che sette decani su dieci e tutti i superiori delle comunità religiose maschili amiche presenti in terra di Francia firmassero questa lettera era un segno chiaro: la maggioranza dei francesi non seguirebbe la via di questa prelatura personale.

È nota quale fu la reazione (alla lettera dei decani ndr ) delle autorità della Fraternità San Pio X. Resta nella memoria la triste lettera di don Bouchacourt (superiore del Distretto di Francia ndr ) in data 7 maggio alla sera, lettera sulla quale poi dovette correggersi talmente era irregolare. Poi ci furono le sanzioni venute direttamente da Menzingen: i sette decani venivano sospesi, mentre il nostro confratello Don de la Rocque (citato nel precedente post sull’argomento ndr) veniva deposto (senza fiatare e umilmente accettando ndr) dalle sue funzioni di “curato” di San Nicolas du Chardonnet per essere inviato all’altro capo del mondo, in quella parte delle Filippine minacciata direttamente dall’Isis.
La brutalità di queste misure ha potuto occultare l’altra reazione a questa lettera dei decani, la reazione romana; eppure è questa la più interessante.

Dall’ otto maggio, questa lettera (dei 7 decani ndr) era in effetti nelle mani del Card. Müller e di Mons. Pozzo.
Costoro avevano in mano la prova che la Fraternità San Pio X non seguirebbe di un solo passo il suo superiore generale su questa strada del riallineamento.
Quello che senza dubbio i decani non sapevano era che la seduta plenaria della Congregazione della Dottrina della Fede avrebbe dovuto riunirsi due giorni dopo ( dopo la lettera dei decani il 7 e dopo che l’8 era arrivata in Congregazione), cioè il 10 maggio, precisamente sulla questione “Lefebvriana”.

Gli esiti di questa plenaria si stanno a proposito appena dipanando. Già alla fine di maggio, il cardinale Müller dichiarava sull’argomento Fsspx: <<Ci vuole tempo per una riconciliazione più profonda, poiché non si tratta solamente di firmare un documento ma di realizzare una CONVERSIONE (maiuscolo mio) >>.
Perché una conversione? Il dramma agli occhi del prelato è che <<alcuni membri della Fraternità pretendono di essere i soli veri cattolici! >>

Il 27 giugno, il cardinale Müller metteva a parte Mons. Fellay delle condizioni inaccettabili reclamato per la concessione della prelatura personale: accettazione del Concilio Vaticano II, riconoscimento della legittimità della messa di Paolo VI, e la professione di fede di Paolo VI (nel documento si richiede quella ampliata del 1988 comprendente le amenità conciliari e quindi una nuova e falsa profissio fidei ndr)

Dopo due mesi e dopo fatti a sostegno, si può dunque godere dei benefici di questa lettera dei decani. Per la seconda volta, dopo il giugno 2012, un nuovo granello di sabbia ha fermato la macchina infernale dei partigiani di una prelatura personale cui non importava (se ne faceva un baffo) nulla dei problemi dottrinali.

La Provvidenza veglia e mostra quanto ella agisce per mezzo dei suoi intermediari. ”

Christian Lassale