Gli indemoniati anonimi

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di Satiricus 

 

Partiamo da una lieta notizia: c’è ancora spazio per la santità nella Chiesa. Si tratta in particolare della devozione a sant’Antonio e la forma è quella delle catene – sanctus Antonius in vinculiis – le catene di sant’Antonio, appunto.

Funziona così. Prima il Papa fa delle domande al Sinodo – e siccome il Sinodo non dice quello che gli piace sentire, il Papa reinterroga un secondo Sinodo. Poi i cardinali fanno le domande al Papa, e siccome il Papa non risponde quello che a loro piace sentire (in realtà non risponde un tubo proprio – forse oltre all’ottico dovrebbe visitare l’otorino), i cardinali mandano una nuova lettera di domanda reiterata. A questo punto dei professori a caso – in clima di dittatura del relativismo è abbastanza facile trovare di tutto un po’ – fanno domande ai cardinali. Boh.

Siccome è notorio che le catene del Santo portano sfiga e siccome ormai, tolte dottrina e liturgia, restano solo potere e superstizione, allora mi sento superstizioso e mi attacco alla catena e faccio anche io delle domande agli sconosciuti, in questo caso al professore di piano con moglie e un titolo di teologia (che se sei progressive te li tirano dietro, spero si sappia).

Prima domanda: sei cattolico?
Seconda domanda: quando la maggioranza delle persone sarà dedita alla pedofilia tu chiederai di giustificarla?
Terza domanda: sai la differenza tra scandalo ed eresia?
Quarta domanda: sai la differenza tra dissonanza ed errore di esecuzione?
Quinta domanda: secondo te sono i dubia ad aver creato la rabbia dei tradizionalisti o è il Papa che li prende a pesci in faccia da cinque anni?
Sesta domanda: il pianoforte lo suoni male quanto formuli le domande di teologia?

Poi arrivano le notizie. Anzitutto, ho passato tre anni in quel di Roma e niente: mai che riuscissi a imbucarmi in uno di quei chiacchieratissimi festini pieni di gay e di clero, con tanto di sacramentum unitatis: i fiumi di droga. Mea culpa se non ho la vocazione e se non ho impulsi sessuali ammodernati? Però adesso dicono di aver pescato il vice di Coccopalmerio nel pieno di una lap dance, un fedelissimo di Francesco specie sulla difesa urlata e non dimostrata di Amoris Laetitia: usava un pastorale, così sembra, ma non so se di fattura classica o modernista (credo modernista, perché le decorazioni dell’oreficeria classica grattano il pacco).

Per carità, si tratta di rumors. L’unica cosa sicura è che Pell negli anni settanta ha molestato 200 scolaretti e finalmente qualcuno si è deciso a denunciarlo. Poi per caso Pell è molto vicino ai cardinali cattolici dei dubia. Uno vicino è anche Müller, silurato dopo cinque anni di servizio, come sempre avviene in nome del confronto con la diversità e dell’apertura di vedute e di mille valori decantati dai pianisti come Walford (il tizio cui ho posto le domande) – però, Walford, non dubitarne mai: noantri siamo incazzosi per colpa dei 4 dinosauri dei dubia, tutti filo-pedofili, mica perché i messaggi di Bergoglio alla community vanno sempre e solo in una direzione, ok?

Adesso al posto di Müller c’è Ladaria, un gesuita, che ha fatto voto di obbedienza cieca al Papa. Sul fatto che il futuro della Vaty City sia sul cieco andante non abbiamo – almeno qui – nessun dubbio. Sul resto, si scoprirà. Intanto il Pope spinge affinché nei collegi romani si promuova la concelebrazione: meno messe e meno sacrifici. Mi sembra giusto. Anche perché se a celebrare devono essere i preti da orgia, ne facciamo a meno. Il solo sacrificio di Charlie – celebrato dal silenzio come nel rito antico – peraltro soddisfa e supera i sacrifici di quegli indegni. E’ così che si ragiona, o no?

Concludo mettendovi a parte delle mie più profonde meditazioni dell’ultimo trimestre. Di queste, come delle precedenti righe, incolpate il Filipazzi che mi ha destato dai miei letarghi. Dunque, parto da un coming outmi sto modernistizzando. Ho deciso di far parte di una corrente di neo-modernismo vintage. E ciò per molte ragioni. Il vintage, perché mi permette di restare in un periodo pre-omosessualista. Comprendetemi: metti che finisco in uno dei famigerati festini, sia mai che in un attimo di distrazione qualche mons se ne approfitti (che poi adesso i mons sono tutti vecchi, per decreto pontificio). Così dunque dovrei garantire una prospettiva di festini etero. Un po’ a zampa di elefante, ma almeno etero. D’altro canto non mi va di essere ingiustamente accusato di pedofilia. O giustamente o nulla!

E quindi mi conviene fingere di essere modernista. Non è un grosso problema: di solito sono gli atei che fingono di essere cristiani e appunto si dicono modernisti, in questo caso sarebbe un tradizionalista, etc. Da neo-modernista infine potrei richiamarmi ad una old school, quella rahneriana.

Ed ecco la tesi: gli indemoniati anonimi. Mi guardo attorno e vedo il nulla: cristiani con conti in banca da panico che inneggiano incontenibili alla povertà; coppie scoppiate che invocano il matrimonio per i gay (gli vogliono del gran male, poveracci!); la chiesa che scomoda San Pietro per proiettare le foto delle bestie ma non dice una beata mazza su Charlie che verrà ammazzato come un cane; monsignori intorbidati di sesso e droga, che impuniti pontificano sui giornali cattolici in temi di morale sessuale; le migliori berrette del Vaticano sbertucciate alla mercé di pastori pauperisti (coi soldi altrui) e di laici doppio-giochisti (io attendo sempre l’elezione di Sarah e la mossa degli intervistatori ufficiali di Francesco con passato da giovani lefebvriani); ordini tradizionali inquisiti e ordini decadenti esortati a buttare gli abiti sacri. Siamo indemoniati anonimi, questa l’unica spiegazione.

Coviamo tutti nel cuore un emissario satanico, che attende solo di emergere e possederci prima o poi, al segnale convenuto. Oggi, per ragioni che non conosco, il segnale scatta nel cuore dei cattolici, specie di quelli che hanno davvero compreso Cristo e il Vangelo (così assicurano). Indemoniati anonimi: magari è una stronzata e magari diventa un’idea per bilanciare quella di Rahner coi suoi “cristiani anonimi”. Che poi, diciamocelo, dopo 50 anni a parlare di cristiani anonimi i cristiani son quasi scomparsi; magari se iniziamo a parlare di indemoniati anonimi, scompaiono gli indemoniati!

Fate un po’ voi, io mi occupo di satira, mica di distruggere la Chiesa – quello lo lascio a pastori e pianisti. Ci salutiamo con una breve giaculatoria per l’estate, da ripetere sovente sotto l’ombrellone: “Signore, ti prego, vieni a salvarmi: fammi perdere la fede cattolica, prima che sia troppo tardi!”

 

 

Fonte: Campari & De Maistre