[NOVITA’] Segni di vita nel Vecchio Continente

tramonto

 

Conosciamo più da vicino Segni di vita nel Vecchio Continente, di Paolo Seruis, pubblicato dalle nostre Edizioni a fine maggio.

La cultura dei celti rappresentava in qualche modo una sfida alla sua logica e con grande sorpresa si rendeva conto che oltre a sfidarla riusciva anche a scardinarla. In certi momenti si dimenticava totalmente dei motivi per cui si trovava là, del fatto che stava guidando una missione per conto della sua città, che doveva portarla a termine e che in mare c’era una nave che lo aspettava per riprendere il viaggio. E quando i pensieri tornavano alla sua patria, essi assumevano una forma spettrale e misteriosa, nulla avevano a che fare con commerci, miniere, spedizioni e neanche con i palazzi e i templi di marmo dove presumibilmente si stavano domandando che fine aveva fatto e in che posto si era cacciato. Non aveva nostalgia della sua città, ma di cose e persone ancora più lontane che, anche tornando, non avrebbe trovato. Era così strano invece vederle là, seppure in una sorta di sogno, facendo sbiadire tutto il resto: il senso del dovere, la voglia di gloria, il suo amore per la conoscenza… Era proprio una sorta di rovesciamento: le cose per cui aveva rischiato la vita parevano inezie mentre dei fantasmi lo prendevano per mano e lo conducevano a casa, senza bisogno della nave…

 

 “Ma la cosa più interessante”, pensava André, “sarebbe quella di poter passare un po’ di tempo quaggiù e conoscere la realtà di questa comunità tradizionale vivendo insieme a loro. Già mi immagino che dopo un paio di settimane mi verrebbe voglia di imparare la loro lingua… E forse dopo due mesi non me ne andrei più. Il centro dell’Europa è in posti come questo”.

Anche questo era strano. Era in uno dei luoghi più remoti e disabitati del continente e si sentiva al centro di tutto. Gli sembrava che in un posto del genere, per quanto piccolo, ci fosse così tanto da scoprire e da imparare che non ci potesse essere spazio per la noia.

“È paradossale ma forse il carattere umano è in grado di dare il meglio di sé in posti come questo. C’è una possibilità maggiore di conoscere se stessi e gli altri. Le maggiori energie sono usate per combattere contro le forze selvagge della natura e i limiti essenziali della condizione umana, invece che con i propri simili e con i propri demoni. E non si tratta di rifiutare la modernità. Nel centro turistico ho letto che queste isole sono unite tra loro da tunnel sotterranei costruiti con una tecnologia molto avanzata… Ma questo non toglie nulla al fascino del posto”.

Per utilizzare le parole dello stesso Autore, “si tratta di un romanzo particolare sia nella forma – due trame diverse che si intrecciano e si richiamano a vicenda, secondo uno schema che ha soprattutto esempi nel cinema – che nel contenuto, caratterizzato da un elemento politico piuttosto marcato”.

“Le due storie hanno come punto di partenza comune la città di Marsiglia. Nella prima un giovane francese decide di fare un viaggio, usando sistematicamente delle navi da carico, per conoscere meglio l’Europa e soprattutto cercare di capire in maniera più limpida i suoi sentimenti di appartenenza e di amore verso di essa. Il suo entusiasmo e idealismo giovanili si scontrano presto con una realtà segnata dalla crisi economica, dalla banalità, dalla mancanza di valori e di identità”.

“Nella seconda, che si sviluppa parallela alla prima con i capitoli delle due storie che si alternano a vicenda, si racconta il periplo dell’Europa compiuto dal navigatore greco del IV secolo A.C. Pitea da Massalia. Il navigatore appare un uomo guidato dall’ambizione, dalla sete di gloria e di conoscenza che mette la sua straordinaria energia più al servizio di esse che a quello della sua città che gli ha affidato una missione importante. La spedizione arriva sino all’Europa Settentrionale raggiungendo in parte gli obiettivi fissati”. Tuttavia Pitea si accorge, alla fine, di come “ciò che pensava e diceva di fare per amore della sua città, in realtà aveva come motore una forma di hybris che gli aveva fatto dimenticare le cose che amava di più e che, soprattutto, più meritavano il suo amore”.

“Durante i loro viaggi i protagonisti hanno l’occasione di riflettere a lungo sul concetto di patria e sui loro rapporti con essa”.

“Nella storia ambientata in epoca contemporanea risuona evidente e costante, anche grazie al richiamo continuo di quella ancestrale che ne fa da contraltare e da supporto, la polemica contro la natura preconfezionata e artificiale del processo di integrazione europea, così come la fragilità della società europea in quanto tale, nel presente sottomessa al mercato, un domani a chiunque si mostri più forte di essa”.

copertina

PAGINE 240 formato A5 © 2017 Edizioni Radio Spada

ISBN 9788898766376 PREZZO: € 10,90 + spese di spedizione