[ANTOLOGIA POETICA] Siam clericali!

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Nota di Radio Spada: non potevamo privare il nostro pubblico di lettori, nella continua e inesausta opera di riscoperta dei tesori letterari dell’Intransigenza cattolica, dell’inno della Federazione operaia cattolica di Cambiano, comune piemontese, composto nel 1895.  Scritto con passione e con complesse rime concatenate, pur nella sua semplicità, rappresenta bene la passione integrista del Movimento sociale cattolico di quegli anni. Ne rappresenta anche le pie e pure illusioni che sarebbero state erose progressivamente dal modernismo politico, dall’interconfessionalismo sindacale e dal nascente e spurio democratismo cristiano. Il mondo cui fa riferimento quest’inno pare oggi più che mai frantumato e scomparso, la bandiera caduta e lacerata, gli ideali obnubilati e inattingibili. Eppure, abbarbicati alle rovine della fortezza crollata, riteniamo importante rendere ancora attuali, proprio nella loro Eternità,  a chi ci legge le posizioni dell’integralità cattolica. Tra queste annoveriamo un clericalismo forte, attivo, efficace, privo di pedaggi ideologici e appartenenze posticce, senza speranze umane e umani timori. Buona lettura! (A cura di Piergiorgio Seveso)

Siam clericali!

Poiché la cricca dei liberali
Ci ha dato il titolo di clericali,
E’ nostra gloria chiamarci tali.
Come cattolici siam clericali.

Fede incrollabile speranza e amore
Noi abbiam tutti nel Creatore
Che premia i buoni punisce i mali.
Siam clericali, siam clericali.

E pari fede speranza e amore
Abbiamo unanimi nel Redentore
Morto e risorto per noi mortali,
Siam clericali, siam clericali.

Umili servi pur di Maria
Preghiam che il Santo suo nome sia
La conversione dei liberali,
Conforto e speme dei clericali.

E al Santo fabbro nostro patrono
Da noi pur offresi il coro in dono
Perché allontani gli odierni mali
Dal sodalizio dei clericali.

Vogliam il Papa indipendente.
Vogliam da vincoli la Chiesa esente,
Cioé dai vincoli dei liberali
Nemici acerrimi dei clericali.

A Dio e alla Patria sempre devoti
Alziamo al Cielo fervidi voti,
Perché la liberi dai liberali,
Che la dissanguano. Siam clericali.

Vogliam l’Italia libera e forte:
Sappiam per essa sfidar la morte,
Più pronti e alacri dei liberali.
Siam clericali, siam clericali.

Amiam le patrie istituzioni
Senza massoniche applicazioni.
Onde si valgono i liberali
Per l’oppressione dei clericali.

Odiam la lurida pornografia,
E la satanica filosofia,
Che fa gli uomini pari ai maiali.
Siam clericali, siam clericali.

Non temiam l’ira dei framassoni,
L’odio e gli scherni dei mascalzoni,
Che il nome usurpano di liberali
Sol per combattere i clericali.

Siam di carattere, cessi l’insano
Timor che appellasi rispetto umano
Siamo cattolici. Vantiamoci tali.
Come cattolici, siam clericali.

Nobilitiamoci con buoni esempi.
Facciam risplendere in faccia agli empi
Con opre degne gli alti ideali,
A cui s’ispirano i clericali.

Con buone azioni e prece ardente
Potrem rivolgere di Dio la mente
A pro dei miseri e dei mortali,
Che sempre osteggiano i clericali.

Se non c’illude forse il desio,
Vediam risorgere l’alba di Dio,
Che mentre sfolgora i liberali,
Il cor rinfranca dei clericali.

Vedrem calmarsi la rea procella,
Che di Pier agita la navicella
Pel vento infesto dei liberali
Contro la Chiesa e i clericali.

Vedrem più bende cader dal ciglio:
Subentrar l’ordine allo scompiglio:
Men velenosi farsi gli strali
Contro il pontefice e i clericali.

E alla voce del Vaticano
Vedrem l’antico spirito cristiano
Destarsi, e i popoli farsi morali
Giusta la prece dei clericali.

E rinsavita la società
Per lunga prova si accorgerà
Che i ver filantropi, ver liberali
Siam noi cattolici, noi clericali.

Fonte primaria: Il Martello di Verona, 30 novembre 1895

Fonte secondaria: Bianca e santa è la nostra bandiera. La polemica politica cattolica tra ‘800 e ‘900. Antologia di versi a cura di M.Faini, Koines, Roma, 1975