I sorci d’Italia: una poesia clericale del 1908

CH100768 Two Rats, c.1884 (oil on panel) by Gogh, Vincent van (1853-90) oil on panel 29.1x41.3 Private Collection © Christie's Images Dutch, out of copyright

Nota: Radio Spada da sempre interessata alla riscoperta dell’inesauribile giacimento di tesori politico-culturali dell’intransigentismo, dell’integrismo e del clericalismo di lingua italiana, vi ripropone oggi questo mirabile componimento poetico pubblicato sulla benemerita rivista antimodernista vicentina “La Riscossa”, diretta e animata dai monsignori Jacopo, Andrea e Gottardo Scotton. La poesia non ha perso affatto di attualità e ne facciamo dono ai nostri lettori. (Piergiorgio Seveso)   

I SORCI D’ITALIA

Una banda di sorci roditori,
Traforatasi dentro alla dispensa
Di nobili signori,
Si diede a banchettare a lauta mensa;
E da animali saggi,
Per gabbar meglio l’occhio del padrone,
Bucarono una pila di formaggi
Dal lato ch’era volto contro il muro,
E dentro quella grotta
Stabilita la loro abitazione,
Vi andavano facendo nell’oscuro
Un lavoro sicuro.
Così, formando società segreta,
Che dai buoni bocconi
Fu detta società dei Framagnoni,
Vi menaron gran tempo vita lieta.
Ma in mezzo a tanti scaltri,
Uno, che esser volea da più degli altri,
Uscì del buco al fiuto d’un presciutto,
E, per troppo voler, perdette il tutto.
Fu visto dal padrone e fu inseguito.
Ei torna al nascondiglio,
Ma i compagni con provvido consiglio
Chiudono lo sportello.
Ei grida e piange: aprite a un fratello!
Ma quei di dentro: Perché mai se’ uscito?
Tu col farti veder ti sei tradito.
Resta là: qui non c’è mutuo soccorso!
Perché, se siam veduti,
Noi siam senza ricorso
Tutti quanti perduti.
E meglio che tu muora,
Che andar noi tutti insieme alla malora.
Il misero si aggira come un matto,
E resta preso fra l’ugne d’un gatto.
Ride il padron bonomo, perché pensa
D’aver netta dai ladri la dispensa.
Chiude l’uscio e ne tappa ogni fessura,
Dicendo: abbiam purgato quest’ambiente!
Ma la banda ladresca, che lo sente,
Ride del gonzo e, più che mai sicura,
Si rimette a pappare allegramente.
Chi vuol intender meglio questi casi
Ne domandi notizie a Nunzio Nasi. (1)

Nunzio Nasi, deputato siciliano legato alla massoneria, ministro delle Poste nel governo Pelloux e ministro della Pubblica Istruzione nel governo Zanardelli, il 24 Febbraio 1908 fu condannato a 11 mesi e 20 giorni di reclusione per peculato continuato.

Da La Riscossa, Breganze, 18 Aprile 1908. Firmato: Ferruccio

(ripubblicata nell’antologia “Bianca e santa è la nostra bandiera”, a cura di Mario Faini, Coines, Roma, 1975)