La sera (poesia antiverista)

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(tratta dalla raccolta poetica “Antiverismo: liriche italiane”, Francesco Napoli editore, Caltagirone, 1899, recensita positivamente in “Civiltà cattolica”, anno L, serie XVII, volume V, 1899)

Ed or che lieve il vento de la sera
spira tra i boschi e le odorate piante,
e la melodiosa capinera
plora il fuggir de la morente luce

Or de la nuova sera il bruno manto
ampio ricopre le ridenti piagge
e di dolce mestizia a un nuovo canto
schiude il mortal l’assiderato petto.

Già gli augellin verso il materno nido
ratto spiegaro i vanni, e le festanti
estreme note accolse il nuovo lido
quasi ridente al ritornar di quelli.

Questa è l’ora gentil de’sospirati
cari ricordi de la prima etade,
quando di giovinezza i bei dorati
sogni mulceano il puerile ardore.

Ahi! come grave è il rimembrar de’ giorni
dell’innocente etade e de’ trastulli
che si dileguar, quando non torni
ombra di speme al giovanile spirto.

(a cura di Piergiorgio Seveso)