Un sonetto per l’Assunzione di Maria Santissima

170814quater

PER L’ASSUNZIONE DI MARIA SANTISSIMA
del Marchese Giuseppe Antinori (1776-1839)

Lungo desio de l’immortal soggiorno,
La Vergin Madre de l’eterna Prole
Salia varcando la stellata mole
A far più chiaro de’ Celesti il giorno.

Schiera d’Angioli eletta ad Essa intorno
Spargea nembi di gigli e di viole:
I raggi offriva a la sua fronte il Sole,
E la Luna al suo piè l’argenteo corno.

A incontrarla movea con lieto canto
L’empirea Corte : ma Èva sol da lei
Lunge si stava tra vergogna e pianto.

Maria la vide, e, ogni feral memoria
Giù pon, dissele, o donna ; io non sarei
Oggi, senza il tuo fallo, in tanta gloria.

(testo raccolto a cura di Piergiorgio Seveso)