Cari genitori nogender, il Ministro Fedeli introduce le riflessioni del Papa. Sulla scuola.

Imparare-ad-imparare

di Massimo Micaletti

Esce in questi giorni “Imparare ad imparare” riflessioni di Bergoglio sull’educazione e sull’istruzione. E chi firma la prefazione all’opera del Pontefice? Valeria Fedeli! Con buona pace di tutti coloro che si oppongono al delirio gender, il libro del Papa viene introdotto dalla più alta promotrice della teoria gender nelle scuole (1), ad iniziare dagli asili su fino alle superiori.

È vero che solitamente la prefazione è altro dall’opera e che è (mal)costume di alcune case editrici imporre la prefazione ad autori del tutto ignari ; è pur vero però che, anche ove fosse questo il caso, è impossibile che dopo la diffusione delle prime copie nessuno si sia accorto di un fatto di tale gravità.

Ora, uno potrebbe obiettare che in quella prefazione il Ministro Fedeli non ha scritto nulla contro la Fede e che ha parlato “solo” di educazione e istruzione. Attenzione, però: è il solito gioco cui assistiamo esasperati ormai da troppo tempo. Personaggi che da sempre portano avanti pubblicamente ed orgogliosamente idee che collidono frontalmente coll’insegnamento della Chiesa (e, nel caso del gender, colla ragione e col dato di realtà), si rendono presentabili e vengono sdoganati nel contesto cattolico con operazioni di questo genere. Seppure in tali occasioni questi personaggi usino prosa morbida e toni concilianti, esprimano concetti ampi, generici, apparentemente condivisibili sotto una elementare prospettiva di buon senso, ebbene restano sempre loro e lo abbiamo constatato con la Bonino, con Scalfari e gli assimilati che abbiamo visto sfilare se non affianco del Papa, quantomeno sulle colonne di Avvenire e di altre pubblicazioni per dir così “cattoliche”.

Valeria Fedeli supporta e sostiene quella riforma e quelle linee d’azione che hanno portato a casi come il gioco del rispetto negli asili di Trieste (2) e che impongono ai genitori che abbiano davvero a cuore il bene dei loro figli di vigilare su ogni iniziativa scolastica che sotto il tema sempre più ambiguo e indistinto dell’inclusione faccia passare follie contronatura come la normalità dei bambini con due papà, pronti pure all’evenienza di dover cambiare scuola per tutelare i ragazzi (3). Questa è, queste sono le sue idee e non sono un mistero ed è costei che introduce le riflessioni del Papa sull’educazione e sull’istruzione.

S’è capito che siamo nell’epoca del “va bene tutto”, ma dobbiamo aver presente che quando Valeria Fedeli parla di educazione e di istruzione pensa a quella roba lì. Per i nostri figli Valeria Fedeli pensa al gender, alla scuola laica, a tutta quella serie di iniziative che hanno l’effetto diretto o indiretto di disarticolare la famiglia ordinata secondo natura e secondo il piano di Dio, di mettere la scuola contro la Fede: non possiamo fingere di non saperlo, noi genitori, non possono fingere di non saperlo gli educatori e gli insegnanti che leggeranno quel libro.

E neppure il Papa.

 

 


(1) https://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/gender-nelle-scuole-il-disegno-di-legge-fedeli/

(2) https://www.radiospada.org/2015/03/care-amiche-del-rispetto-cosi-so-bboni-tutti/

(3) https://www.radiospada.org/2016/11/io-non-sono-un-genitore-coraggioso-unintervista-sullo-scandalo-gender-negli-asili/