[CINESPADA] “Master & Commander”: diario di bordo di una comunità di destino

di Luca Fumagalli

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Durante le guerre napoleoniche, all’inizio del 1800, la Surprise, fregata inglese comandata da Jack “il fortunato” Aubrey (Russell Crowe), è impegnata a dare la caccia alla francese Acheron, nave di stazza e armamento migliori. Il duello spingerà le due imbarcazioni dall’Atlantico fino a Capo Horn, e Aubrey dovrà combattere con un nemico astuto almeno quanto lui. In un gioco di inganni e stratagemmi, il finale aperto, davvero imprevedibile, regala il fascino di una storia virtualmente illimitata.

Il regista Peter Weir, autore di capolavori quali Picnic ad Hanging Rock, L’attimo fuggente e The Truman Show, in Master & Commander (2003) usa una vicenda bellica per descrivere la convivenza di un gruppo di uomini nell’angusto ambiente di una nave. Accomunati da sentimenti più o meno nobili – come la fedeltà alla Patria, ma anche la speranza del bottino – gli occupanti della Surprise sono un microcosmo al cui interno c’è un po’ di tutto: ragazzini imbarcati per fare esperienza, vecchi lupi di mare e il chirurgo con velleità accademiche (Paul Bettany), costretto dalla guerra a mettere da parte i libri per curare i feriti.

La pellicola utilizza l’immagine del viaggio per descrivere, ancora una volta, la parabola umana, le sfide e gli imprevisti che una comunità si trova ad affrontare ogni giorno.

Quello che tiene insieme la variegata ciurma è solo l’autorità del comandante, di cui Weir mostra tutte le sfaccettature. Gli obblighi del comando, i premi e le punizioni (contestate dall’amico chirurgo, che preferirebbe più “umanità”), l’attenzione premurosa per i feriti e la compassione nutrita di vera Fede per i morti compongono il ritratto di un valido condottiero e, soprattutto, di un uomo d’eccezione.

E se gran parte del fascino del film risiede nelle ambientazioni, nel legno delle navi che solcano il mare a vele spiegate e negli scontri furibondi e realistici, quello che più rimane nel cuore dello spettatore è proprio la figura del capitano, capace di valorizzare i talenti dei propri uomini, del cui destino è sinceramente appassionato. In altre parole, la Surprise porta nel nome il senso della grande impresa che Aubrey e i suoi stanno compiendo, un’impresa che non è tanto quella militare, quanto quella di scoprirsi, di sorprendersi ogni giorno più veri.