Cosa doveva essere (e non è stato) il “concilio Vaticano II”

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Tra i vari istituti religiosi interpellati dalla Segreteria di Stato nel 1959 per fornire “piattaforme teologiche” al “Vaticano II” vi furono anche le università pontificie: furono quasi tutte all’altezza, tranne il Pontificio Istituto Biblico di Roma già ampiamente infetto dalla lue modernistica e poche altre. Qui di seguito la nostra traduzione dell’intervento del Pontificio Ateneo Antoniano. L’ateneo antoniano propone che il “Vaticano II” formuli un ampio “sillabo” di condanna di tutti gli errori e le eresie del Novecento. Proponiamo la lettura di questo fecondo documento ai lettori di Radio Spada. (a cura di Piergiorgio Seveso)

“Tra tutti gli errori che manifestano aspetti teorici e pratici, nella Chiesa oggi, produce i maggiori danni quella che viene chiamata dallo stesso Sommo Pontefice Pio XII “la nuova morale”. […] Vi sono alcuni chiari documenti del Magistero Ecclesiastico che devono essere tenuti ben presenti, soppesando questo nuovo errore. […] Papa Pio XI nell’enciclica “Ubi arcanum” ai numeri 23 e 24, dove parla di modernismo mirale, giuridico e sociale afferma: “Se non che quelle stesse sociali vicende che crearono ed accrebbero la necessità della accennata cooperazione del clero e del laicato, hanno pure creato pericoli nuovi e più gravi: sono idee non rette e non sani sentimenti… gli stessi alunni del Santuario non ne sono immuni… Molti sono infatti quelli che credono o dicono di tenere le dottrine cattoliche sull’autorità sociale, sul diritto di proprietà, sui rapporti tra capitale e lavoro, sui diritti degli operai, sulle relazioni tra Chiesa e Stato, fra religione e patria, fra classe e classe, fra nazione e nazione, sui diritti della Santa Sede e le prerogative del Romano Pontefice e dell’Episcopato, sui diritti sociali di Gesù Cristo stesso, Creatore, Redentore, Signore degli individui e dei popoli. Ma poi parlano, scrivono, e quel che è peggio, operano come se non fossero più da seguire, o non con il rigore di prima, le dottrine e le prescrizioni solennemente richiamate ed inculcate in tanti documenti pontifici”. Così Pio XII nei discorsi del 23 marzo 1952 e 18 aprile 1952 (Acta Apostolicae Sedis 34, 1952, pp. 270-278, 413-419).

Così il Santo Uffizio nell’Istruzione del 2 febbraio 1956 contro “l’etica della situazione”. […] Se guardiamo con attenzione alle parole del Sommo Pontefice, possiamo descrivere la “morale nuova” nel seguente modo: è il tentativo di innovare la morale cattolica, sia dal punto di vista scientifico, sia dal punto di vista dei casi concreti, sia dal punto di vista della pastorale. […] Per quanto riguarda i principi, la “nuova morale” vuole l’indipendenza dell’ordine morale soggettivo da quello oggettivo. Pretende che in concreto non si diano azioni intrinsecamente cattive (per tutti e per sempre), che la coscienza individuale sia la norma misurante e non come in realtà è, misurata della moralità e che non si debba dare la necessaria dipendenza dall’autorità della Chiesa per formarsi un giudizio sulle proprie azioni. Per quanto riguarda i singoli casi: poiché non si darebbero azioni intrinsecamente cattive in concreto, quei casi che nella tradizionale casuistica cattolica vengano definiti, sempre e per tutti, illeciti, possono talvolta essere leciti ed in alcuni casi giustificati. Perciò si afferma, in base a considerazioni della propria “coscienza”, la liceità morale dell’aborto, della perdita della fede cattolica, dell’onanismo coniugale, delle relazioni carnali tra i fidanzati, del vizio solitario presso i giovani… (come dice il Papa Pio XII). Per quanto riguarda la pastorale vogliono nuovi metodi, quasi che la Chiesa avesse errato per secoli in relazione a questo problema. Oppongono la morale “evangelica” e una morale “d’amore” alla morale cattolica di oggi. Pretendono che non sia lecito esporre i precetti della legge divina in forma negativa: ma solo in forma positiva. Alcuni addirittura pretendono che il sacerdote sia da ritenersi inetto e inidoneo alla cura delle anime, se non conosca a fondo le scienze moderne della psicologia e della (cosiddetta) psicanalisi.

Origini della “nuova morale”.

Già Abelardo e la sua scuola pretendeva che la moralità dipendesse unicamente dall’intenzione di chi agisce e non dall’oggetto. Sarebbe lungo aggiungere testi: ci sono vasti studi sull’argomento. Possiamo poi indicare alcuni come fonti remote e prossime di questa “morale”: i filosofi moderni (kantiani ed esistenzialisti: Kant,  Kierkegaard, Unamuno, Sartre, Griesebach, Husserl, Max Scheler…; l’influsso dei teologi protestanti Barth, Brunner; alcuni autori cattolici (si nominano solo quelli già condannati dal Santo Offizio all’Indice dei libri proibiti: Ernest Michel, Hesnard, Marc Oraison).

Espressioni e manifestazioni della “morale nuova” si hanno: nella vita individuale, familiare e sociale (ad esempio, il numero elevato di cattolici che votano per i comunisti, nonostante le proibizioni del magistero. Essi credono di poter formare la propria coscienza innanzi a Dio, indipendentemente dalla voce del Magistero. Pur non negando teoricamente Dio e la Chiesa, praticamente seguono i dettami della “morale nuova”). Espressioni connesse con questa “morale nuova” sembrano poter essere quelle associazioni che direttamente vogliono un mondo moralmente migliore ma indipendentemente dal Magistero della Chiesa: associazioni indifferentiste e indipendenti come il Rotary Club, di origine protestantica”.

I professori del Pontificio Ateneo Antoniano continuano, proponendo una CONDANNA precisa della “morale nuova” e di chi ritiene che l’insegnamento, anche in forma negativa, non sia l’insegnamento di Cristo. Aggiungono poi che è necessaria una forte messa a punto del valore delle Encicliche e dei Discorsi Pontifici: sembra qui adombrata la richiesta di procedere alla proclamazione in sede conciliare, dell’infallibilità del Magistero ordinario Pontificio (già verità teologicamente certa). Dopo alcune questioni minori, riguardo la necessita di un continuo aggiornamento casuistico dei sacerdoti, l’Ateneo Antoniano propone un elenco di errori, connessi a vario titolo con la “morale nuova” da condannare in un nuovo Sillabo:

1 Umanesimo ateo o agnostico;

2 Naturalismo (secondo la “Quanta Cura” e il Syllabus di Papa Pio IX, le encicliche “Libertas”, “Inimica Vis”, “Immortale Dei” di Papa Leone XIII, “Casti connubii” e “Divini illius Magisteri” di Papa Pio XI);

3 Razionalismo conoscitivo e morale;

4 Indifferentismo religioso e morale (secondo la “Mirari Vos” di Papa Gregorio XVI e altri documenti fino a Pio XII);

5 Agnosticismo religioso e morale (secondo, tra gli altri, la “Quadragesimo anno” di Papa Pio XI);
6 Supernaturalismo (secondo il discorso di Papa Pio XII del 3 settembre 1952);

7 Spiritualismo (secondo il discorso di Papa Pio XII dell’ 11 settembre 1947);

8 Americanismo (secondo la lettera di Papa Leone XIII al cardinale Gibbons);

9 Laicismo (secondo l’Enciclica “Quas primas” di Papa Pio XI);

10 Esistenzialismo (secondo svariati discorsi di Papa Pio XII);

11 Attualismo etico, soggettivismo etico, modernismo etico;

12 Psicologismo (secondo svariati discorsi di Papa Pio XII;

13 Pedagogismo (secondo la “Divini illius Magisteri” di Papa Pio XI);

14 Odio Razziale (secondo lo spirito della “Mit Brennender Sorge” e altri discorsi di Papa Pio XI);

 15 Eugenismo (secondo la “Casti connubi” di Papa Pio XI e il discorso di Papa Pio XII del 20 settembre 1949);

16 Femminismo;

17 Nudismo e società nudistiche;

18 Comunismo, Marxismo, Collettivismo (qui il numero è troppo elevato: citismo solo la «Divini Redemptoris” di Papa Pio XI);

19 Socialismo (secondo le Encicliche “Noscitis et nobiscum” di Papa Pio IX, “Quod apostolici muneris” di Papa Leone XIII, “Il fermo proposito” di San Pio X, lettera “Libenter admodum” di Benedetto XV etc. etc.);

20 Totalitasmo e Statolatria assolutistica;

21 Liberalismo (secondo il Magistero di tutti i Papi a partire da Pio IX);

22 Spiritismo e relative pratiche (secondo l’Enciclica “Supremae” di Papa Pio IX);

23 Teosofismo (secondo il decreto di Santo Offizio del 24 aprile 1917);

24 Irenismo morale (secondo i discorsi di Papa Pio XII);

25 Falso misticismo (secondo l’Enciclica “Mystici Corporis” di Papa Pio XII);

26 Interiorismo (secondo i discorsi di Papa Pio XII).

Come vedete il Pontificio Ateneo Antoniano aveva fatto la sua parte, poi passò il tornado roncalliano: rimasero le macerie.

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