Ma che ce frega, ma che ce ‘mporta: “don” Biancalani e gli stupri

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di Cristiano Lugli

 

Una piccola nota a margine dei numerosi e violenti stupri che si sono consumati nelle ultime settimane può essere utile, se non altro, per smetterla definitivamente di dare importanza ad un certo “don” Biancalani.
Egli, com’è ormai ben noto, è solo un provocatore, senza nemmeno la credibilità che vorrebbe far avere prendendo posizione sui temi di attualità. Diciamo pure che nemmeno se la si pensasse come lui si potrebbe elogiarlo, proprio perché il suo non è nemmeno un approccio liberale o buonista, ma è una smania di rendersi noto. Non sono pochi i parroci che negli ultimi anni hanno tentato di esaltare un loro deficit rendendosi originali: basti pensare – giusto per citarne uno fra tanti – a don Bruno Maggioni, meglio conosciuto come “il prete che canta i Ricchi e Poveri“, per farsi un’idea su questo fenomeno. Vocazioni sbagliate, complessi di inferiorità rispetto al mondo e ai laici… questo non è dato saperlo, eppure risulta certo un atteggiamento di repressione che vuole essere trascesa. I temi politici di Biancalani sono banali, esasperati se vogliamo, e mancano di fondatezza. Certo, il danno lo fanno senza alcun dubbio, ma più gli si dà importanza e più questi personaggi godono nella loro libido freudiana, con la conseguenza che faranno anche di peggio. Questo penso sia il primo punto di analisi su cui ci si deve soffermare per reprimere il bubbone che cerca fori per scoppiare e sentirsi importante.

 

In seconda istanza si situa invece il problema più grave, ovverosia i parrocchiani, che faremmo meglio a chiamare “gente comune” dato che il parrocchiano odierno non ha nulla di diverso dal frequentatore medio dei peggiori bar di periferia. Sappiamo che quando il Biancalani postò sul suo profilo social la foto ritraente i ragazzoni africani accompagnati da lui in piscina, lì scoppiò il gran caos mediatico (e giù di libido), coinvolgendo nel tornado di notizie anche i comuni cittadini e i fedelissimi del parroco. Ebbene, sappiamo pure che non si è sentito praticamente nessuno di questi ultimi prendere le distanze dal Biancalani, ma piuttosto tutti, in una maniera o nell’altra, hanno sguainato le spade in difesa del suddetto elogiandolo come uomo di grande apertura mentale e come persona davvero accogliente, sulla scia di Papa Francesco.

 

Cosa tocca dire a noi, prendendo atto di questo e rischiando di risultare erroneamente degli istigatori all’odio e alla violenza? Non si può far altro che dire ci sta ben fatta: tenetevi gli stupri, le violenze, e tutto ciò che questa invasione di massa ha portato sulle nostre terre, ovvero il degrado più assoluto e i giovani africani con tanti ormoni e tanta, tanta voglia di fare violenza. D’altronde, cari amici, tutto questo è più che meritato, è ciò che veramente i parrocchiani del Biancalani vogliono, forse con una responsabilità ancor maggiore della sua, visto che egli come già detto lo fa per cercare di contare qualcosa. I comuni cittadini invece continuano imperterriti nell’apatia più assoluta, godono anch’essi di essere invasi e, d’altronde, se sono stati disposti a farsi invadere via mare e via terra ora sono anche disposti ad accettare l’invasione del proprio pudore, del proprio corpo, della propria intimità. Questo è incluso nel pacchetto e non si può pretendere che sia da considerarsi come diviso, come qualcosa che non rispetta i patti dell’accoglienza. Questa è la vostra accoglienza! E quindi largo agli stupri sulle spiagge: nessuno si lamenti o protesti, perché l’ossequio e l’inchino all’integrazione e all’accoglienza devono andare avanti nel silenzio e quantomeno nella coerenza. Se volete allevare un leone in casa, non lamentatevi se ad un certo punto della vostra vita sarete sbranati e ridotti in brandelli: d’altronde, per l’animalismo, gli orsi abbattuti e i cani, si farebbe questo e molto altro.

 

Il terzo punto riguarda le polemiche fatte intorno a Forza Nuova, che ha deciso di presenziare in chiesa nel giorno in cui il Biancalani sarebbe tornato sulla polemica che lo coinvolgeva. Diversi amici con cui ho parlato hanno ritenuto l’intervento di Forza Nuova fuori luogo, simile allo squadrismo di fascista memoria. Orbene, a scrivere è uno che a) non vota; b) non simpatizza per Forza Nuova. Detto questo, penso sia invece doveroso in questo caso un plauso a FN, proprio per quello “squadrismo” che in quel momento valeva la pena fare [1]. Siamo giunti ad un punto di non ritorno in cui il dialogo (termine che se un tempo poteva avere un senso oggi è stato corrotto nella sua essenzialità) non serve assolutamente a nulla giacché non esiste più una mentalità razionale, e perciò per sua natura disposta a ragionare, a farsi traghettare dall’arte del ragionamento. No, oggi sono modelli prefabbricati con innestato un sistema operativo che risponde solo ai comandi imposti dai demagoghi del progresso e dell’anti tradizione. Da qui s’impone la necessità di un’azione, e se occorre anche dello squadrismo forzanovista che, ricordiamolo per un corretto servizio al vero, si è manifestato solo tramite una presenza fisica in chiesa. Proprio questo ultimo punto è stato tema di dibattito, ed è vero che fa strano vedere anche solo un aspetto di manifestazione prendere parte in chiesa, seppur possa avere i migliori propositi. L’analisi deve però qui essere fatta su due punti:

1) Tutto sommato Forza Nuova non ha fatto alcun danno, né ha interrotto alcuna funzione; ha anzi motivato la scelta di presenziare dichiarando di voler “vigilare sulla dottrina del prete” – che si spera sapessero non esistere: Biancalani sta alla dottrina come Bertinotti sta al fascismo.

2) La riverenza mostrata verso le funzioni di Biancalani risulta a mio avviso eccessiva, e per non rischiare di essere frainteso motivo le mie ipotesi: siamo in un’epoca in cui la Santissima Eucarestia viene sminuita su ogni fronte perché reca disturbo, noia, e rimane pietra d’inciampo nel rapporto con i protestanti tanto amati. A questo però si deve contrapporre anche un’ulteriore riflessione che abbia al centro Nostro Signore Gesù Cristo: ché forse non è sminuirLo pensare che Egli si faccia presente fra le mani di chiunque, in un Rito che già pone diversi interrogativi su ambiguità e Fede? È vero che grandi miracoli eucaristici sono avvenuti fra le mani di sacerdoti peccatori, miscredenti e irriverenti verso il Pane degli Angeli in virtù dell’ex opere operato tuttavia queste particolarità non inficiavano la dottrina e l’apostolato verso i fedeli, creando un distinguo sui peccati privati e personali rispetto ai peccati pubblici e all’insegnamento distorto che oggi viene dato a danno di tante anime. Dunque è lecito pensare che Gesù non sia disposto a farsi presente anche fra le mani di questi distruttori della Chiesa, della società e delle anime? Io penso proprio che lo sia.

 

Riaffermare l’amore verso il Santissimo Corpo di Nostro Signore vuol dire anche difendere il Suo rendersi presente, epperò non fra le mani di ogni persecutore.

 

 


[1] [Nota della redazione] Va peraltro chiarito come i toni sansepolcristi e anticlericali adottati da diversi esponenti di FN in questa occasione tradiscano un errore filosofico e teologico-politico grave, ed è scorretto combattere un errore (il modernismo ateo di “don” Biancalani) con un altro errore.