[VACCILEAKS] A quando l’obbligo vaccinale per le comunità LGBT?

epatite

 

di Cristiano Lugli

 

Siamo arrivati al punto che la herd immunity, cosiddetta “immunità di gregge”, è diventata un dogma di Fede in cui credere e da raggiungere costi quel che costi. Ne abbiamo già parlato, e per oggi ci occuperemo di una questione che ci riguarda sì, ma nello stesso tempo tenderemo a porre delle questioni che, a primo impatto, paiono alquanto contraddittorie.

 

Se per malattie non mortali e una volta affrontate normalmente, senza preoccupazioni, e superate con il risultato di avere un sistema anticorpale ancora più forte, si è arrivati ad obbligare forzatamente i genitori a vaccinare i propri figli, a Padova durante l’anno 2017 si è verificato un picco tremendo di contagi da epatite A. Dall’inizio dell’anno il Servizio di Igiene e Sanità pubblica dell’Usl 6 Euganea ha registrato circa 100 casi, contro gli appena 16 dell’anno precedente. Ora, considerando che il 2017 non si è ancora concluso, questo è un dato allarmante molto più di quello presentato dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale, dove vengono presentati molteplici vaccini per molteplici malattie, alcune ormai scomparse, altre – come ad esempio il tetano – non contagiose ed altre certamente non mortali.  L’epatite A invece si diffonde, eccome se si diffonde. Certo, inutile creare sciocchi allarmismi ora, ma è bene sapere che le malattie veneree sono in largo aumento e in America la sifilide torna a bussare [1].

 

Dal Servizio d’Igiene ha parlato di epatite A la dottoressa Ivana Simoncello, Responsabile dello stesso Servizio:  «E’ una malattia contagiosa, che si trasmette attraverso contatti oro-fecali ma anche tramite il consumo di acqua o di alcuni cibi, crudi o non cotti a sufficienza, contaminati dal virus. Oppure manipolati da soggetti infetti che non usano i guanti e non si lavano le mani. Stiamo vaccinando molti utenti. La maggiore diffusione dell’epatite A è legata anche ai nuovi stili di vita».

 

Ma a quali stili di vita ci si riferisce? Ovviamente la trasmissione di questa malattia per via oro-fecale è la più comune, ed ecco perché l’Usl ha subito indirizzato una lettera alle comunità gay esortandoli a vaccinarsi. Sarà pur vero che il pesce crudo e la moda occidentale di mangiarlo più volte a settimana rende presente il rischio, tuttavia i costumi sessuali sono quelli che  aumentano in modo esponenziale il ritorno di queste malattie veneree.
Va pure detto che statisticamente parlando all’interno del rapporti gay vi è una promiscuità di gran lunga maggiore – nonostante essa esista anche fra gli etero per via del libertinaggio sessuale. Certo è che questo tipo di contatto e tale trasmissione avviene più frequentemente fra gli omosessuali, e questo non è un segreto per nessuno, tanto meno per loro.

 

Secondo l’Istituto superiore di Sanità nel periodo compreso tra agosto 2016 e febbraio 2017 in Italia si contano 583 casi di epatite A: un numero di 5 volte maggiore rispetto al trend relativo allo stesso periodo dell’anno 2016. L’età media dei pazienti viaggia fra i 32 e 34 anni, l’85% è di sesso maschile e il 61%, guarda caso, dichiara di avere tendenze e rapporti omosessuali. Il maggior incremento dei casi pareva risultare nel Lazio, ma poi è stata riscontrata un’impennata di contagi anche in Lombardia, Veneto e Piemonte.
Inutile dilungarsi oltre, ma a questo punto siccome ci vengono sempre fatte delle domande come se fossimo dei pazzi squilibrati (si veda qui http://www.renovatio21.com/intervista-alla-voce-di-reggio/), ne facciamo una veramente pazza: a quando l’obbligo vaccinale per tutti gli omosessuali? 

 

Chissà perché, ma toccare certi “diritti” sembra cosa impossibile anche per i grandi numi tutelari  della nostra salute. Per violare quelli dei genitori e dei bambini, invece, avanti tutta!
D’altronde, questa è l’Italia che conta.

 

 

 


[1] https://mobile.nytimes.com/2017/08/24/health/syphilis-std-united-states.html