[VACCILEAKS + UN EVENTO] Il punto sul decreto Lorenzin: non ci sono innocenti | Appuntamento sabato 9 sett. a R. Emilia

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di Cristiano Lugli

 

Nel nostro vecchio stivale ormai giunto al collasso irreversibile ne stanno succedendo di ogni, ma uno dei temi più infuocati rimane sempre quello legato alle vaccinazioni e, più particolarmente, al nuovo decreto legge Lorenzin. Il caos regna sovrano e anche i genitori più ligi sul tema vaccinazioni hanno iniziato a porsi delle ragionevoli domande: forse ancora imperfettamente, animati da quell’istintiva protezione che scatta quando la natura del genitore, e quindi del tutelare terreno per eccellenza della propria prole, si vede scavalcato, depauperato e derubato del sentirsi visceralmente responsabile di una creatura.
Non solo i genitori ma anche diversi istituti scolastici e regioni stanno affrontando questo decreto con coraggio e voglia di informazione. Informazione che, fino ad ora, non è invece mai stata fatta da parte del Governo, così destando i malcontenti e probabilmente ottenendo l’effetto contrario da quello originariamente sperato, e cioè una vaccinazione di massa indistinta.Sarebbe impresa da titani riassumere qui tutto ciò che è successo in questi tre lunghi e afosi mesi d’estate, e sostanzialmente non è nemmeno nell’interesse di questa rubrica farlo: chiunque, se veramente interessato alla tematica, può ritrovare informazioni dettagliate tramite le varie associazioni che seguono da vicino e con grande impegno la vicenda, cercando di garantire attraverso dei legali professionisti l’accesso ai nidi e alle materne nonché alla scuola dell’obbligo. Ogni giorno ci sono sviluppi e non sono pochi coloro che iniziano a parlare molto ad alta voce di “incostituzionalità” della legge – non a caso la Regione Veneto ha impugnato il decreto, che in questi giorni viene discusso in Corte Costituzionale.
Pure la Lombardia in queste ultime ore ha garantito che “nessun bambino verrà escluso da scuola”, l’importante è che sia fatta un’autocertificazione dove si dichiara che i contatti con l’Unità Sanitaria Locale sono stati presi. Segue poi la Puglia, dove il presidente Emiliano ha dichiarato che starà dalla parte dei cittadini feriti e obbligati da una legge che ha tante falle, estesa senza curarsi delle problematiche scaricate addosso a chi la politica la fa nel piccolo, nelle regioni e nei comuni, a contatto con la realtà vera che è quella dei cittadini.

Il metodo coercitivo della Legge 119/2017 potremmo definirlo unico in Europa, continente nel quale molti stati non hanno le vaccinazioni obbligatorie senza che questo abbia mai creato esponenziali rischi di epidemie o quant’altro, men che meno infondati allarmismi come accaduto in Italia con la paura del morbillo.
Un modello di forte resistenza si sta ergendo anche in Australia, dove le polemiche sono ben accese da circa due settimane. Il tema delle vaccinazioni, infatti, ha ricoperto le testate australiane rivelando di un’inchiesta aperta a carico di tre medici che avrebbero aiutato centinaia di genitori a sfuggire alla vaccinazione obbligatoria. L’Herald Sun riferisce [1] che AHPRA – equivalente dell’Ordine dei Medici italiano – sta indagando su “una rete sotterranea di medici anti-vaccinazioni” che avrebbero “aiutato centinaia di famiglie ad evitare l’immunizzazione obbligatoria”. In particolare si parla del dottor John Piesse, attivo collaboratore per l’obiezione di più di seicento famiglie.
Di recente, a Melbourne, è stato proiettato il famigerato film Vaxxed, che tanto polverone ha suscitato in America e in Inghilterra, tanto da vedere addirittura boicottata la proiezione a Bruxelles in una riunione di scienziati e professionisti.

Questo sistema obbligatorio introdotto dallo Stato australiano si pone come quello italiano e sta ottenendo un risultato contrario, come dicevamo sopra. La piccola differenza è che in Australia pare stia nascendo qualcosa di più consolidato e battagliero, da cui è certamente opportuno prendere esempio. Diversi medici si stanno esponendo per confutare le tesi descriventi i vaccini come farmaci ad oggi assolutamente indispensabili e sicuri. Addirittura i medici più a favore delle vaccinazioni contestano questa imposizione, come è il caso del dottor Margie Danchin, ricercatore dell’istituto di ricerca sui bambini di Murdoch: “Quello di cui abbiamo bisogno ora sono le politiche eque e meno punitive, fondamentali per incoraggiare tutti i genitori a vaccinare pur mantenendo le esenzioni (…) indicando le ragioni per cui il bambino non viene vaccinato”. Il Governo federale tuttavia non vuole saperne, minacciando misure dure: “Se è vero che ci sono medici iscritti all’Ordine che stanno sostenendo una posizione anti-vaccinazione allora vedranno scendere su di loro la piena forza delle autorità”, ha detto il primo ministro della sanità, Greg Hunt; il modus operandi non differisce molto da quello italiano, dove già due medici sono stati radiati dall’Ordine per aver osato mettere in discussione le vaccinazioni di massa: trattasi del dottor Roberto Gava e del dottor Dario Miedico, oramai conosciuti ai più, ambedue mai dichiaratisi contrari alle vaccinazioni, che anzi hanno pure praticato.Lo stesso si fa nei confronti dei genitori che parlano di “libertà di scelta”, verso i quali viene usata l’arma dell’accusa e la minaccia dell’emarginazione sociale per i loro figli, “appestati” per non esser stati sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie e, nel caso, anche a quelle “fortemente consigliate”. Oltre a questo è evidente come venga inoculata la paura, approfittando dei singoli ed isolati casi per bastonare – specialmente dal punto di vista mediatico – chi osa opporsi, ben sapendo che il numero sta iniziando a crescere a vista d’occhio. Non è un caso che in questi giorni sia balzata agli onori di cronaca la vicenda dell’ostetrica di Senigallia, ammalatasi di morbillo. Subito gli squilli di tromba (e di tromboni) hanno annunciato il fattaccio: “non era vaccinata!!!”, e allora si salvi chi può: titoloni, articoloni, interviste, mobilitate le due Camere, tutto il Parlamento e chi più ne ha più ne metta. Il deputato del Pd Federico Gelli, da sempre impegnato per la campagna di vaccinazioni obbligatorie pena la radiazione istantanea dei medici che le sconsigliano, è tornato alla carica proprio partendo dal caso di morbillo, sentenziando ancora una volta che serve una stretta di vite ancora più ferrea, che obblighi tutti i medici, gli operatori sanitari e i dirigenti scolastici a vaccinarsi senza se e senza ma. Le prossime vittime saranno gli anziani, statene certi (avremo modo di riparlarne), ma ora bisogna trovare le soluzioni – particolarmente economiche – che permettano di far vaccinare chiunque abbia a che fare con la sanità e l’istruzione. È il piano diabolico fra donna gender, e donna IVF.

Cade a fagiolo la vicenda di Senigallia, guarda caso arrivata proprio quando il fermento nazionale dei genitori e dei medici o avvocati per la libertà di scelta stava e pur continua ancora ad incrementarsi. Non è tutto: l’infermiera (perché l’ostetrica è di fatto un’infermiera) serviva nella sua figura per rendere noto quale è l’oggetto di contesa: i bambini. Il messaggio arriva forte e chiaro, picchia sempre lì dove si vuole delineare la linea dura che coercizza i bambini e li rende oggetti di questa lotta. Si rifletta bene, e si pensi davvero se tutto ciò può essere frutto del puro caso. Resta inoltre ignoto e misterioso un altro dato importante, ovvero quello che riguarda la campagna di promozione per il vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia); tutto si fonda su questo, sul centro di tutto che sarebbe il morbillo.  Anche questo dovrà essere frutto di approfondimento giacché non può considerarsi come un dato casuale, visto che non vi è nessuna epidemia – se pur si cerchi di proclamarla – e seppur il morbillo, da quando mondo è mondo, non è mai stata considerata come una malattia mortale e in effetti, ad onore del vero, mai lo è stata nel senso che nonostante possa essere tale, questo accade in casi limite e per il più delle volte trattati con superficialità o dai genitori o dagli stessi organi di sanità pubblica.

Implicato nella tematica dei vaccini vi è anche un aspetto morale, di cui abbiamo già abbondantemente parlato nelle puntate precedenti riferendoci alle correlazioni tra feti abortiti e produzione di vaccini, alcuni dei quali più che famosi e comunemente usati in tutta Europa.
Per la battaglia contro l’obbligatorietà questo è un aspetto che non può essere trascurato, tanto meno da quei cattolici che dall’alto delle proprio conoscenze mediche o internetiche tentano di sminuire la portata di questa palese cooperazione al Male. Se poi non la si volesse vedere da questo punto di vista, cioè sovrannaturale, ovvero dimostrazione che la vita è un dono di Dio che va difeso dal concepimento fino alla morte naturale, non tarderemmo a far presente che anche da un punto di vista meramente umano tale correlazione corrisponda ad una vera schifezza, ad un abominio senza pari. A dirlo non è chi scrive questa rubrica, tentando di tirare acqua al suo mulino, ma sono diversi pediatri e diversi ricercatori, uno dei quali (ricercatore di professione) già noto alle pagine di Radio Spada: il Dott. Stefano Montanari, del laboratorio scientifico Nanodiagnostics. Il Prof. Montanari ha parlato della questione a cui ci riferiamo in una recente manifestazioni tenutasi a Roma, armandosi di quel coraggio e di quella veridicità di cui nessun uomo di Chiesa per ora è stato portatore, anzi…tutto il contrario. Invito tutti a prendere visione di questo video unendo di seguito una riflessione profonda: https://m.youtube.com/watch?v=HvDNLSwt2uk

Per finire: i genitori e tutte le persone dotate di intelligenza, senza pregiudizio, dovrebbero tentare di porsi delle domande sensate le quali richiedono altrettante risposte sensate, garantite dalla sanità pubblica. Alcuni dati di fatto non possono essere insabbiati come se nulla fosse, né tanto meno le questioni fondamentali dei vaccini possono essere circumnavigate con arzigogoli utili solo ad aumentare l’ambiguità e la poca trasparenza.
Ogni persona responsabile deve sapere che la tossicità è intrinseca a qualsiasi farmaco, questo fungendo da molecola estranea: perché non è allora disponibile una scheda clinica per valutare preventivamente le condizioni di salute del singolo bambino ed una post-vaccinale, per monitorare la sua risposta nei mesi successivi? Un obbligo imposto dal Governo stesso, poi, dovrebbe altrettanto garantire una sorveglianza sulle possibili complicanze o reazioni avverse – dicesi farmacovigilanza, termine che pare sconosciuto agli organi di sanità italioti – e non praticare un indifferentismo come quello fino ad oggi in atto.
Fondamentale è anche sapere che in caso di reazione avversa per un vaccino non obbligatorio – dicesi anche “fortemente consigliato” – il Governo e non l’Azienda Farmaceutica deve risponderne in tribunale. Come mai? Nessuna risposta sensata è mai pervenuta.
Da prendere in considerazione vi è anche il fatto che con l’avvento delle vaccinazioni c’è stato un calo delle malattie infettive (anche se siamo tutti consapevoli che ciò che previene non può simultaneamente curare, ecco il perché della distinzione tra farmaci preventivi e farmaci curativi) ma contemporaneamente si è verificato un incremento esponenziale delle malattie degenerative molto più gravi delle precedenti. Anche questo non trova risposte. Quanti nuovi vaccini serviranno ancora?

Le risposte d’altronde non ci verranno mai integralmente fornite, questo perché la medicina allopatica ha da tempo creato il “dogma” dei vaccini, quando in realtà i dogmi possono essere accettati solo nell’ambito della Fede. Perché mi chiedete? Non ho risposte, volentieri però vi indirizzo a porre domande al Prof. Roberto Burioni, il virologo del San Raffaele che milita la sua campagna vaccinista sui social network rispondendo alle obiezioni di medici e genitori dichiarandoli tutti ignoranti e ragliatori, epperò rifiutando ogni tipo di confronto medico o scientifico, anche quello propostogli a più riprese dal Prof. Montanari, il quale lo ha sovente invitato nel suo laboratorio per vedere al microscopio ciò che è contenuto all’interno dei vaccini.

Lui, che peraltro risulta iscritto alla massoneria italiana – anche se ora smentisce dicendo che non è un massone, e che quella lista è stata redatta da fonti anonime –  [2], avrà certamente tutte le risposte che cercate.

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[1] https://www.bioedge.org/bioethics/anti-vaxxer-resistance-movement-hits-headlines-in-australia/12406
[2]http://popoffquotidiano.it/wp-content/uploads/2014/10/Massoneria-Elenco-Massoni-Italiani-.pdf
http://www.lavocedellevoci.it/2017/08/16/roberto-burioni-il-guru-pro-vaccini-e-iscritto-alla-massoneria-grande-oriente-ditalia-a-sua-insaputa/

Segnaliamo inoltre il seguente convegno sul tema, che si terrà sabato 9 settembre p.v., a Reggio Emilia:

 

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