Vi ricordate il gay pride reggiano del giugno scorso (e gli insulti al Comitato Scopelli)? È stato seguito da un’epidemia di epatite A

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“Deus non irridetur”, amavano ripetere i saggi.

Su queste pagine abbiamo molto seguito le vicende legate al gay pride di Reggio e alla preghiera di riparazione messa in atto dal Comitato Beata Giovanna Scopelli. Gli organizzatori della sfilata sodomitica non hanno mancato di colpire il Comitato con attacchi blasfemi, insultando Nostro Signore Gesù Cristo e i Santi. Come spesso capita ai presuntuosi e agli impreparati, dovettero ammettere l’inaspettata forza della Processione di riparazione che (oltre ad avere una copertura mediatica superiore a quella del loro evento) mosse un numero significativo di persone, c’è chi parla di 5-6oo. Il presidente della locale organizzazione omosessualista lo dovette riconoscere in video: Il presidente Arcigay ammette: ‘Deluso per tutta questa gente alla Processione’.

“Dopo il gay pride mica sono arrivate le piaghe d’Egitto”, dicevano.

Piaga d’Egitto no, per carità, anche perché una grande piaga implica una qualche grandezza in chi è colpito, ma – come successo altrove in Europa – ecco arrivare la notizia: Reggio Emilia, epatite A, boom di casi. “È un’epidemia”. L’articolo è dell’insospettabile Resto del Carlino (27 agosto 2017). Leggiamo:

Decuplicati i contagi rispetto al 2016. L’80% delle persone infette è di sesso maschile, l’importanza delle vaccinazioni

È in atto una vera e propria epidemia di epatite A, con l’Istituto Superiore di Sanità che ha da tempo diramato l’allerta in ambito nazionale. E Reggio non fa eccezione, facendo registrare dati a dir poco allarmanti. Sono infatti già 31 i casi conclamati registrati in città e provincia quest’anno, a fronte dei soli 3 di tutto il 2016 e dei 5 del 2015. Si tratta di un aumento vertiginoso delle persone infette, superiore al mille per cento in raffronto agli ultimi dodici mesi.

L’origine dell’epidemia, dopo accurate ricerche, è stata infatti individuata nell’‘Europride’ tenutosi un anno fa ad Amsterdam in Olanda. Lì sono convenuti manifestanti da ogni parte d’Europa e un aumento dei casi si è registrato poi progressivamente in diverse nazioni, con l’Italia e la Spagna in testa.

Più che le carenze igieniche normalmente associate all’epatite A, la causa dell’epidemia sarebbe da ricercarsi nei rapporti omosessuali tra maschi. Per l’80%, infatti, sono uomini i nuovi contagiati, e il 67% di loro ha avuto rapporti omosessuali nel periodo di possibile trasmissione del virus.

Non solo: lo stesso sito degli omosessualisti reggiani “Arcigay Gioconda” ha dovuto, casualmente, aprire un link dedicato per l’emergenza epatite A.

Che dire? Auguri di pronta guarigione. Spirituale e fisica.