Amici amici, e poi ti fregano la bici (o i fedeli)

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Ogni volta che un c.d. “tradizionalista” cercherà di parlarvi di prelati “coraggiosi” e “amici”, fuggite. [RS]

 

Non c’è di peggio che essere impallinati dal “fuoco amico”, ma questo si sa, è tipico dei vari conservatori: si stracciano le vesti per le diverse questioni che affliggono la Chiesa, qualche volta vengono loro dei “dubbi”, ma alla fine restano i difensori del 1970 rispetto al 1980, del 1980 rispetto al 1990, del ’90 rispetto al 2000 etc. etc. etc. Restano incapaci di risalire all’eziologia profonda della crisi attuale, crisi che è filosofica, teologica, di fede, crisi coesa attorno agli errori del Concilio Vaticano II.

Così lo stesso Card. Burke e ci dispiace affermarlo: accusa papa Francesco, e lo stesso Benedetto XVI, non per gli errori dilaganti, bensì per alcune concessioni volte a nostro favore … tutto il bene che la Fraternità  fa, la resistenza culturale, teologica, liturgica, la santificazione delle anime … semplicemente non lo considera.

La parte di conferenza che segue, tratta dalla sessione “Domande & Risposte”, tenutasi il 15 luglio 2017 a Medford negli Stati Uniti, forse va un po’ oltre il seminato: per l’appunto accusa papa Francesco e pure Benedetto XVI; giunge a definire la Fraternità  “scismatica” e a insinuare la necessità  della “riconciliazione” canonica per i fedeli ci seguono; l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote viene certamente smascherato nella sua “alta” funzione.

Per l’audio originale qui.

 

TRASCRIZIONE

MODERATORE: E’ possibile, in qualche caso, partecipare e ricevere la Comunione in una liturgia della Fraternità  San Pio X? Se non ci sono altre messe ben celebrate a distanza ragionevole. Può questo soddisfare l’obbligo della domenica?
[L’Arcivescovo Sample, che era pure sul palco, rinvia al cardinale Burke.]

CARDINAL BURKE: Nonostante le varie argomentazioni che circondano la questione, il fatto è che la FSSPX è in scisma sin da quando l’Arcivescovo Marcel Lefebvre ha ordinato quattro vescovi senza il mandato del romano pontefice.
Quindi non è legittimo partecipare alla Messa o ricevere i sacramenti in una chiesa sotto la direzione della FSSPX.
Detto questo, all’interno della generale confusione della Chiesa, è entrata anche la presente questione in quanto il Santo Padre ha dato ai sacerdoti della FSSPX la facoltà  di celebrare validamente matrimoni, leciti e validi. Ma non esiste una spiegazione canonica a questo, è semplicemente un’anomalia.

Così Papa Benedetto XVI, prima della sua abdicazione, tolse la scomunica dei quattro Vescovi che erano stati ordinati senza il mandato pontificio, benché essi non fossero nelle condizioni per esserne sollevati; è come se uno desiderasse ritirarsi dalla sua contumacia ed essere riconciliato con la Chiesa, ma che poi in realtà non desse seguito a questo desiderio; tutto ciò ha aggiunto qualcos’altro alla loro anomala situazione.
Non sono più scomunicati, ma non sono neanche in una regolare comunione con la Chiesa Cattolica.

E così l’intera cosa è divenuta molto complicata, credo comunque che non sia un buon segno ricevere sacramenti nella FSSPX, perché non li aiuta, ma anzitutto perché i loro sacramenti non vengono celebrati lecitamente. Sono certamente validi, non c’è dubbio che i sacerdoti siano validamente ordinati, ma tutto il contesto è contrario alla comunione con la Chiesa. Dobbiamo invece incoraggiare i membri della FSSPX a riconciliarsi con la Chiesa.

(Padre) Saguto può confermare tutto ciò. Così è stato sia a Lacrosse che a St. Louis: dove vi era l’apostolato dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote per quelli che desideravano i riti della Chiesa secondo l’uso antico, molte persone che andavano dalla FSSPX, sono state riconciliate e sono tornate nella Chiesa.

Se invece semplicemente andiamo a quelle Messe [della FSSPX] e così esse continuano ad essere celebrate, quale incoraggiamento diamo loro per riconciliarsi con la Chiesa?

 

 

 

Fonte: sanpiox.it