Bill Gates investe sull’Italia: la posta in gioco è altissima!

di Cristiano Lugli
Che Bill Gates sia uno dei più grandi finanziatori del moto sovversivo e putrido avente come scopo la perdizione eterna delle anime non è cosa nascosta a nessuno, basti pensare a tutti i pronunciamenti che l’inventore di Microsoft ha fatto a favore di campagne pro-aborto, pro gender e a tutto ciò che si pone in antitesi con la famiglia. Questo, appunto, è un dato certo e ineludibile. Non è nemmeno una novità dire che tutti i grandi magnati pluri miliardari del mondo fanno da marionette al Demonio, che le gestisce in forza dell’inchiostro maleodorante e dello zolfo infernale con il quale si crea la corruzione: il vile danaro. Con il denaro, infatti, Satana smuove i suoi interessi – oggi più che mai. I soldi non sono certamente il fine – come qualcuno vorrebbe far credere -, tuttavia sono il mezzo per eccellenza.
Ora, Bill Gates di dollari ne ha tanti e, come spesso accade in questi casi, non sapendo davvero cosa farsene, si decide di investirli certo, ma anche di aprire fondazioni umanitarie e non ben identificate; di qualunque specie insomma, purché abbiano i lineamenti buonisti e pacifisti, sotto i quali (sempre) si nascondono i peggiori intenti. A quale scopo, ci si potrebbe chiedere: una volta che l’anima è venduta, il denaro ad un certo punto smette di saziare ed è lì che subentra il celebre detto volgare “cummannari è megghiu ri futtiri”. 
Abbiamo parlato di finanziamenti economici per continuare il moto sovversivo che porta anime al Diavolo, ma il lavoro è talmente fine che va pure oltre questo – pur non cambiando ovviamente i destini: la morte dell’anime è il sangue da succhiare per primo, epperò non deve più mancare , ma anzi si deve ampliare, il ritorno del sacrificio umano e cioè la vera e propria morte fisica delle persone, il pulsante martello delle streghe: sì, il Malleus Maleficarum.
Per occuparsi meglio di questi affari, Gates ha messo in piedi una fondazione umanitaria che porta il suo nome e quello di sua moglie: “Bill & Melinda Gates Foundation” (BMGF), nata nel 2000 e ad oggi la più grande fondazione privata al mondo. La dotazione complessiva ammonta a 43,5 miliardi di dollari, promuovendo e finanziando in tutto il mondo programmi sanitari atti a ridurre (fintamente) il divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Negli ultimi anni la Foundation di origine britannica si è enormemente impegnata nel contrasto delle malattie che più colpiscono l’Africa e l’India, come malaria, poliomielite, tubercolosi e HIV – salvo poi finanziare le tonnellate di immigrazione che invadono l’Europa riportando tante persone positive all’HIV, probabilmente nemmeno controllate e di cui, in fondo, non frega niente a nessuno nemmeno se si sapesse che proprio di HIV dovrebbero morire. Tuttavia la Sig.ra Lorenzin Beatrice, pur di obbligare e di vaccinare qualcosa arriva finalmente a farselo scappare: https://m.youtube.com/watch?v=mer1R3jKUzQ Le operazioni sanitarie della BMGF trovavano largo spazio in India, dove le condizioni igieniche precarie e trascurate fanno sopravvivere di gran lunga certe malattie, facendo così trovare terreno fertile per le operazioni della Big Foundation prolificando i propri interessi che esigeva o trattamenti sanitari obbligati (TSO) di massa. Ecco perché, non da molto, la Fondazione si è fortemente scontrata con il governo indiano a causa di un programma di immunizzazione             ( Technical Support Unit (ITSU) ) del governo di New Delhi che punta alla vaccinazione di 27 milioni di bambini ogni anno. Il programma, ovviamente,  ha ricevuto i finanziamenti della Bill & Melinda Gates Foundation.
Qualcosa però si deve essere rotto, nonostante le prove di smentita attuate dai responsabili della Fondazione in India: Reuters [1], non molto tempo orsono tuonava così: “L’india rompe alcuni legami finanziari con la Gates Foundation sull’immunizzazione”.
Un responsabile del Ministero della Salute indiano, Soumya Swaminathan, ha dichiarato che il governo avrebbe da quel momento in poi finanziato di tasca propria il programma annuale di vaccinazione massiva: «C’era la percezione che se un’agenzia esterna avesse finanziato l’operazione, ci sarebbe potuta essere un’influenza da parte sua» – dice Swaminathan.


CONFLITTI DI INTERESSi? SÌ, GRAZIE.

Sempre Reuters, una delle più importanti testate britanniche, sostiene che “la Fondazione finanzia anche la GAVI, l’alleanza globale per i vaccini, che conta su alcune grosse compagnie farmaceutiche tra i propri partner”.
Questo non è l’unico taglio netto rispetto al finanziamento di simili campagne, visto che sempre in India si è arrivati alle strette e poi alla frattura  [2] con il Public Health Foundation of India, (PHFI). Un provvedimento del governo Modi, infatti, bloccava tutti i contributi stranieri nelle ONG indiane. La conseguenza? 11.000 organizzazioni venivano colpite da questo restringimento.
Tuttavia il PHFI risultava essere la più grande tra gli enti coinvolti e, guarda caso, essa veniva finanziata da un colosso che di nome fa immancabilmente Bill & Melinda Gates Foundation. Quando si dice le coincidenze…

Altre coincidenze, o per meglio dire altri dati di fatto, venivano a galla nel non lontano 2009 quando nel distretto di Khammam, sempre in India, si somministrava a sedicimila adolescenti il  vaccino Gardasil contro lo Human Papilloma Virus, meglio conosciuto sotto la sigla di HPV.
Ne conseguì – come sempre è accaduto con questo malefico vaccino – che poco dopo le vaccinazioni [3] le ragazze fatte oggetto del massivo TSO mostravano svariati disturbi di salute: chi attacchi epilettici, chi gravi dolori addominali, chi mal di testa, chi sbalzi di umore; chi, ci tocca pur dirlo, nel peggiore dei casi è morto prematuramente seppur tutte le investigazioni mediche si siano poi sbracciate sgomitate per dire che le morti di queste giovani ragazze non erano direttamente connesse alla vaccinazione. Siamo sempre nel campo delle letali coincidenze a quanto pare.

Se da un lato l’India respinge queste campagne, dall’altro c’è un Paese che coccola Bill Gates, gli asciuga le lacrimucce e lo accoglie e braccia aperte. O sarebbe meglio dire a laboratori sperimentali aperti. Negli ultimi tre mesi l’attivismo della suddetta Fondazione in Italia è balzato agli onori di cronaca [4], ed è nostro dovere porre attenzione su quanto sta accadendo.
Il primo vero motivo di preoccupazione risale precisamente a giugno, quando è stato ufficialmente inaugurato un centro sperimentale alla facoltà di Medicina di Terni, con il nome dato al progetto che così suona: “Target Malaria”. All’interno di questo laboratorio riprogenetico e bioingegneristico si è creato un clima tropicale adatto all’habitat di una zanzara creata in laboratorio e geneticamente modificata, probabilmente grazie alla raffinata tecnica del 

CRISPR- CAS 9, una tecnica di “taglia e cuci” genetico in grado di asportare chirurgicamente e minuziosamente i geni sostituendoli tranquillamente con altri. Un metodo che, partito dagli yogurt, passando per gli animali e sugli insetti, è già arrivato ad essere applicato anche sugli esseri umani. 
Ma proseguiamo: i promotori di questo progetto tutto italiano ci spiegano che l’obiettivo è quello “di sviluppare nuove tecnologie genetiche per l’eliminazione delle sole specie di zanzare che trasmettono la malaria”. E in tutto questo smercio di zanzare OGM, chi ha finanziato il laboratorio? Nientepopodimeno che la Bill & Melinda Gates Foundation.
Le zanzare sterili vengono già soprannominate “Daughterless”, cioè senza figlie: si accoppieranno con altre zanzare ma avranno solo la possibilità di avere figli maschi, con la tecnica del “taglia e cuci” genetico a cui facevamo riferimento sopra. Saranno, di fatto, estinte tutte le zanzare che avranno prescelto. Il tutto avverrà nel tempo di una sola generazione. 

Pensate che in ballo ci sia solo la malaria, Zika e altre cose simili? O forse è meglio ricordarsi che molti esperimenti da attuarsi sull’essere umano prima si testano su insetti e animali?

Passiamo a luglio, dove presso l’Università di Siena veniva presentato l’Institute for Global Health (IFGH). I rettori parlano di un “progetto strategico internazionale dell’Ateneo dedicato ai temi della salute pubblica”. Lo scopo, vi chiederete? Molto semplice, creare nuovi vaccini e farmaci “per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive”.

Per raggiungere il suo scopo, l’IFGH ha dato vita a partnership e relazioni con altri enti di ricerca, ONG e svariate aziende che smuovono quattrini. A questo accorato appello non poteva ovviamente mancare la Fondazione dei Gates che anzi è parte attiva del progetto, fino al punto di inviare Trevor Mundel, Presidente della divisione per la Salute Globale (Global Health Division) della Fondazione, alla presentazione del progetto dove ha tenuto anche un intervento.

Insomma da una parte si sterilizzano le zanzare e le si modificano geneticamente, dall’altra irrompe il caso malaria con annessi allarmismi di epidemia, e nel mezzo viene presentato un progetto di “ricerca” che si occuperà di nuovi vaccinazioni di massa. 

Le coincidenze iniziano un pochino a stufare e l’Italia, più che aver spalancato le porte della scienza, ha palesemente spalancato le porte dell’Inferno. Chissà se qualcuno se ne accorgerà: se questo “qualcuno” esiste, lo invitiamo a sostenere la vera scienza,  quella che insomma può arginare un ormai prossimo e  deleterio tumulato di profondo baratro: http://www.vitalmicroscopio.net/2017/09/14/non-fermiamo-la-ricerca/