[CINESPADA] – La fabbrica di cioccolato: il gusto dell’avventura, la golosità del mistero

di Luca Fumagalli

La fabbrica di cioccolato 2

Charlie è un povero bambino che vive con la famiglia e i nonni in una misera catapecchia poco fuori dal centro cittadino. In quei giorni la città è in pieno fermento poiché Willy Wonka, il proprietario della fabbrica di cioccolato locale (nonché la più grande del mondo), ha organizzato un concorso inserendo cinque biglietti d’oro in altrettante barrette di cioccolato. Chi riuscirà a trovare il fortunato biglietto avrà la possibilità di effettuare una visita guidata della fabbrica, da molto tempo chiusa al pubblico e priva di operai, tutti allontanati da Wonka dopo spiacevoli episodi di spionaggio industriale. Tra i fortunati vincitori del concorso vi è anche Charlie che, accompagnato dal nonno, inizierà la sua avventura seguendo Wonka nella fantastica fabbrica.

La fabbrica di cioccolato, film del 2005 diretto da Tim Burton e remake della quasi omonima pellicola del 1971 (Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato), racconta con semplicità e schiettezza ciò che è la vita; si tratta, in altre parole, della parabola dell’uomo che entra in contatto con il mistero, rappresentato nella storia dalla segreta e affascinante fabbrica di Wonka (interpretato da un Johnny Depp in grande spolvero). Il viaggio in un mondo sconosciuto diventa per Charlie una preziosa occasione per crescere e capire meglio la realtà che lo circonda. Solo affrontando coraggiosamente le sfide e resistendo alle tentazioni che Wonka ha preventivamente preparato lungo il percorso della visita, Charlie riuscirà a vincere il premio finale, tornando a casa più grande e maturo.

La fabbrica di cioccolato – la cui sceneggiatura, si ricorda, è tratta dal celebre romanzo di Roald Dahl –, oltre a essere un delicato ritratto degli affetti famigliari, è anche un’allegoria del bene che trionfa e, in ultimo, un piccolo omaggio al valore dell’esperienza e della tradizione, entrambe ben rappresentate dai buffi nonni di Charlie che, con la loro benevolenza, sono, non a caso, il motore dell’intera vicenda.

Un film dunque da non perdere, adatto a tutte le età.

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