Il Rosario di Maria: arma del Cristiano contro il mondo moderno

rosario

 

di Giuliano Zoroddu

 

“Mai come oggi, il mondo ha bisogno del vostro Rosario!”. A scriverlo è suor Lucia dos Santos, l’ultima dei pastorelli che a Fatima cent’anni fa beneficiarono della visione della Vergine Maria sotto il titolo del Santissimo Rosario. La frase della carmelitana, passata alla vita eterna il 13 febbraio 2005, trova la sua più evidente applicazione nei tragici momenti che la Provvidenza del buon Dio, nel suo imperscrutabile quanto infallibile giudizio, ci fa vivere. Non tanto però per il pericolo islamico che, sotto certi aspetti può esser visto come castigo divino verso un Occidente apostata, quanto per il fatto che il mondo di oggi è la riproposizione in scala globale di quella situazione che originò la propagazione della preghiera del Rosario da parte di san Domenico. Come ci dice la Tradizione (consacrata peraltro nel Breviario Romano), il Rosario fu consegnato dalla Madre di Dio a san Domenico di Guzman mentre questi predicava a Tolosa contro i Catari (o Albigesi).

Questi eretici del secolo XIII, che riproponevano il dualismo manicheo e il funesto “spiritualismo” degli gnostici, minavano i fondamenti della Rivelazione Cristiana. Affermando la malvagità della materia e della Creazione, negavano la bontà di Dio Creatore, negavano la verità dell’Incarnazione del Verbo e pertanto la Redenzione e aborrivano come atto sommamente peccaminoso il matrimonio e la generazione della prole. Contro questi funestissimi nemici della Chiesa, il popolo cristiano fu munito dell’arma del Rosario che permette a tutti, nello sgranare i grani del Pater noster e delle Ave Maria, di ripercorrere mentalmente e di contemplare l’opera dell’umana Redenzione compiuta da un Dio che assunse realmente un corpo carneo nel seno,  che nella carne patì per salvare l’uomo e che introducendo in Cielo la Madre Vergine rivela che la glorificazione dei beati riguarda non solo l’anima, ma anche il corpo, poiché Dio creandolo ha fatto una cosa buona. Ma, come avvertiva Leone XIII, cui faranno eco i suoi successori Pio XI[1] e Pio XII[2], “il bisogno del divino aiuto non è certamente minore oggi di quando il glorioso san Domenico introdusse la pratica del Rosario Mariano per guarire le piaghe della società”[3].

E come potremmo dire altrimenti se leggiamo che il tribunale di Alatri ha fatto sì che in virtù della sentenza emessa il diciassettenne Lorenzo si trasformasse per incanto in Olimpia con la complicità dei genitori, degli insegnanti e soprattutto degli zelantissimi consiglieri del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, dell’ Associazione Genitori di Omosessuali, dell’ Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere e della Beyond Differences Onlus?[4] Siamo davanti niente di più e niente di meno che al rifiuto più palese dell’ordine naturale così come Dio Creatore nella sua bontà di Padre lo ha prestabilito ab aeterno e alla volontà dell’uomo di ergersi a determinatore di sé medesimo contro l’ordine divino non già oppressione ma dono di infinito amore. È la riproposizione del peccato di Lucifero che ribellandosi peccò nel distogliere gli occhi del suo intelletto e della sua volontà da Dio, Creatore e Legislatore supremo, volendo equipararsi stoltamente a Lui. I divorzi, gli aborti, la soppressione dei malati e degli anziani, il genderismo, la sodomia istituzionalizzata altro non sono che la manifestazione plastica di questo pensiero mortifero. I Catari lo predicavano nella sola Occitania, oggigiorno è predicato, attuato e sovvenzionato da anticristici governi in tutto il mondo,  mascherando l’irrazionalità di tali teorie con gli abiti della tolleranza, del rispetto dell’altro, della accoglienza delle diversità, etc. etc. etc: il Diavolo è dopotutto menzognero ed omicida fin da principio.

Contro questa falsa filosofia che si ammanta di novità, di modernità, di progresso, di libertà e di emancipazione, pur non essendo altro che putrida cenere e schiavitù intellettuale,  il cattolico, il militante, professando la sua Fede nel Dio Creatore e Redentore che ha fatto bene ogni cosa a pro dell’uomo, trova oggi come ieri la somma della Verità e l’arma spirituale contro il demonio e i suoi scherani nel Santissimo Rosario di Maria, istituito “contro gli eresiarchi e contro il serpeggiare delle eresie”[5]. La Madonna che, per le preghiere di san Pio V e del popolo cristiano, il 7 ottobre 1571 sbaragliò a Lepanto la flotta Turca e salvò la Civiltà Cristiana, sarà al nostro fianco “terribile come un esercito schierato a battaglia”[6], contro gli avversari della Verità e ci concederà vittoria se la nostra lotta sarà solo ed unicamente per Cristo Re e per la Verità che Egli ha rivelato e la Chiesa Romana ci propone a credere. E saremo vincitori non per nostro merito, ma per il merito di Colui che vinse una volta e per sempre sulla Croce trionfando del peccato, del demonio e della morte. Se ci preoccupa la nostra pochezza di numero e di valore ci sprona l’ispirato verbo di Pio XII: “Non con la forza, non con le armi, non con la umana potenza, ma con l’aiuto divino ottenuto per mezzo di questa preghiera, forte come Davide con la sua fionda, la Chiesa potrà affrontare impavida il nemico infernale”[7].  Ce lo confermò la Vergine: “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”!

Preghiamo dunque ogni giorno il Rosario anzitutto per la nostra Santa Madre Chiesa e per il Papato sempre più afflitti nella cattività modernistica che perdura da oltre cinquant’anni. Sgraniamo la Corona per le famiglie, perché siano focolari di fede vera; sgraniamola per i bisogni dell’Italia e delle altre Nazioni, perché abbandonato il traviamento dell’apostasia laica tornino sotto al dolce signoria del Cristo, apportatrice di benessere spirituale e materiale.  In questo mese d’Ottobre, infine, dedicato alle Missioni ad gentes, preghiamo la Madre del Rosario per propagazione della Fede Cattolica Romana in tutto il mondo a gloria di Dio, a esaltazione della Chiesa e a salvezza delle anime.

Cor Jesu, adveniat regnum tuum! Adveniat per Mariam!

 

 


[1] Cfr. Pio XI, Ingravescentibus malis, 29 settembre 1937.
[2] Cfr. Pio XII, Ingruentium malorum, 15 settembre 1951.
[3] Leone XIII, Supremi Apostolatus, 1 settembre 1883.
[4] http://www.frosinonetoday.it/cronaca/Alatri-sentenza-transgender-17enne-olimpia-lorenzo.html
[5] Leone X cit in Leone XIII, Supremi Apostolatus.
[6] Cant. VI, 3
[7] Pio XII, Ingruentium malorum, 15 settembre 1951.