L’Università di Macerata nella bufera per un’Ave Maria

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Venerdì 13 ottobre, aula G di Palazzo Ugolini, una delle sedi dell’Università di Macerata: tiene lezione la prof. Clara Ferranti per le matricole di Lingue e gli studenti del terzo anno di Letteratura. Come sappiamo, venerdì in occasione del centenario dell’ultima apparizione della Beata Vergine a Fatima era stato lanciata a livello internazionale un’iniziativa di preghiera per le ore 17.30: non certo “contro la violenza nel mondo e gli integralismi”, come tante fonti anche pseudocattoliche in stile pravda di regime hanno subito voluto sostenere, ma in onore del Cuore Immacolato di Maria e contro la disintegrazione dell’Europa cattolica a fronte della scristianizzazione e dell’invasione migratoria. Ne avevamo parlato qui e qui.

Alle 17.30 la docente ha pertanto sospeso la lezione per proporre, a chi volesse, la recita di un’Ave Maria. Poi la didattica è stata ripresa e conclusa senza intoppi, ma la polemica è esplosa sul web ad opera, pare, del sindacato universitario Officina Universitaria. Su Facebook la maggioranza degli studenti si è espressa con virulenza contro la professoressa, denunciandone la carenza di laicità, invitandola a cambiare mestiere o ad andare a lavorare in Vaticano, etc.

Clara Ferranti si difende: “Ho semplicemente interrotto per pochi secondi la lezione e proposto ai ragazzi, in assoluta libertà, di pregare per la pace. Chi crede nella potenza della preghiera, io sono credente e non me ne vergogno, lo ha fatto, gli altri sono restati in silenzio… Nessuno comunque è uscito… Non credo di aver leso alcuna libertà o offeso qualcuno pregando per la pace”.

Il rettore ha definito (abbastanza ovviamente, in ossequio alla religione del nulla oramai dominante) “assolutamente improprio e censurabile” l’atteggiamento della docente, affermando che l’Università “non è luogo di gesti divisivi” e scusandosi con chiunque sia stato ferito nella “sensibilità” e “nella fiducia verso l’università”.

Il caso è infine approdato in Parlamento, con un’immancabile interrogazione al MIUR da parte di un deputato di Sinistra Italiana, in cui si parla di “costrizione” e di “imposizione”, termini decisamente più idonei a descrivere il totalitarismo agnostico, benedetto da gerarchie traditrici, della nostra Repubblica.