Ultima chiamata per lo Stato di Israele

jerusalem

 

fonte Ha’aretz, traduzione a cura di Internazionale, edizione di venerdì 6 ottobre 2017

 

I sostenitori della soluzione dei due stati per mettere fine al conflitto israelo-palestinese – ovvero la maggioranza delle persone in Israele e nel resto del mondo, o quasi – osservano impotenti l’accelerazione della spirale distruttiva provocata dalla gestione irresponsabile del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il 22 settembre, nel suo discorso all’assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente palestinese Abu Mazen ha avvisato il mondo dell’inversione di tendenza in atto. Per la prima volta Abu Mazen ha descritto nel dettaglio l’ultima opzione rimasta ai palestinesi: avviare una nuova battaglia per la parità dei diritti in tutti i territori di Israele e Palestina, ovvero la soluzione dello stato unico. Queste sono state le sue parole: “L’unica scelta è continuare la battaglia e chiedere diritti pieni e paritari per tutti gli abitanti della Palestina storica”. Il 27 settembre Netanyahu ha dimostrato che Abu Mazen ha ragione. In un discorso pronunciato in occasione della cerimonia organizzata a Gush Etzion per commemorare i cinquant’anni degli insediamenti in Cisgiordania e nelle alture del Golan, il primo ministro israeliano ha detto che “nessuna comunità sarà più sradicata dalla terra di Israele”. Una dichiarazione che segna la fine di qualsiasi speranza per la soluzione dei due stati, basata sul concetto semplice ed equo della cessione di terre in cambio della pace. L’obiettivo della colonizzazione israeliana, cominciata cinquant’anni fa, è stato quello di ridurre la possibilità di creare uno stato palestinese accanto a quello israeliano e di distruggere qualsiasi speranza di arrivare a un accordo di pace con il popolo palestinese. Questa missione distruttiva sembra ormai vicina alla sua realizzazione. Solo una mobilitazione urgente di tutte le forze, all’interno di Israele e della comunità internazionale, che vorrebbero uno stato israeliano forte e libero accanto a uno stato palestinese indipendente, potrebbe fermare questa deriva e riproporre la soluzione più logica, giusta e fattibile per mettere fine all’occupazione israeliana e ottenere la pace. È la nostra ultima possibilità. Tutto quello che non otterremo in tempi brevi, non lo avremo mai più.