La scuola nel Paese dei Balocchi

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di Andrea Fauro

 

E’ di pochi giorni fa la notizia che il Ministro Fedeli, non avendo alcun interesse al bene delle anime dei giovani italiani e fregandosene dei più elementari principi di buon senso, ha proceduto a rendere esecutivo uno dei pilastri del vergognoso ddl della “Buona Scuola”: l’abolizione del  voto in condotta  all’interno delle scuole primarie di secondo grado sostituito da una «valutazione del comportamento con giudizio sintetico e non più con voti decimali, per offrire un quadro più complessivo sulla relazione che ciascuna studentessa o studente ha con gli altri e con l’ambiente scolastico»;  con questo linguaggio orwelliano si abolisce un voto, l’unico che ancora influenzava pesantemente il destino  scolastico degli studenti ribelli, permettendo di non ammetterli alla classe successiva.

Dal Miur si sono affrettati a dire che ciò non allenterà la ormai irrilevante disciplina nelle classi; sarebbe ancora possibile, bontà loro, bocciare chi si rende responsabile di «reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana», «casi di violenza grave» tali da «ingenerare un elevato allarme sociale».

 

Dietro questo provvedimento sovversivo vi è la chiara volontà politica di minare ulteriormente l’autorità (ormai ridotta ai minimi storici) di un corpo docente già inebetito di suo, dai mantra ripetuti a pappagallo da pedagogisti, educatori, psicologi e insegnanti che si ispirano ai capisaldi rivoluzionari della pedagogia moderna. Lo scopo della scuola laica è quello di sfornare  disadattati che oltre ad essere ignoranti,  devono anche essere privi di morale ed essere incapaci di sottostare ad alcuna autorità, di riconoscere alcuna gerarchia e di obbedire  alle più elementari regole dell’umano consorzio.

 

Quegli insegnanti che invece hanno ben chiari i loro doveri verso Dio e verso i loro alunni, anche alla luce della magistrale enciclica sull’educazione Divini Illius Magistri e dell’esempio di Santi educatori come San Giovanni Bosco, San Giovan Battista de La Salle e altri, avranno del filo da torcere all’interno dell’elefantiaco sistema scolastico statale, avendo ancora di più le mani legate di fronte ad alunni maleducati, genitori iperprotettivi e Dirigenti Scolastici accondiscendenti.

 

Il diktat del permissivismo.

 

Parliamoci chiaro…. nella scuola di regime che grava sulle tasse dei contribuenti, le ormai rare bocciature   dipendevano principalmente da una condotta insufficiente piuttosto che da uno scarso rendimento scolastico. Da adesso invece l’incapacità (o non volontà) dello studente di adattarsi alle norme del convivere civile, del rispetto verso gli adulti e dei riguardi verso gli altri condiscepoli, non avranno particolari conseguenze.

 

Attraverso questa nefasta disposizione del Ministero dell’Istruzione si genera anche scandalo mandando un segnale inequivocabile all’intero mondo della scuola. Uno “sciogliamo le righe” generalizzato. Parole come disciplina, rigore, rispetto, sacrificio sono considerati sempre più termini desueti che appartengono al passato e  ad un tipo di scuola che non deve essere presa a modello.

La disastrosa situazione della Scuola Italiana, di cui scuole come il Liceo Virgilio di Roma sono l’emblema( con tutto il corollario di festini, occupazioni, bombe carta, droga, intimidazioni ecc)è il frutto prevedibile delle ultime riforme scolastiche che il Miur  – ormai sempre più al rimorchio di organismi massonici come Unesco, Onu, Ue ecc-  sta portando avanti in maniera lucida e scientifica da decenni.

 

Sono finiti i bei tempi in cui Nostro Signore regnava nella scuola oltre che nella società.

San Giovanni Bosco scriveva nel regolamento del Convitto Scolastico di San Filippo Neri in Lanzo:

-”Il fondamento di ogni virtù è l’obbedienza ai superiori. Riconoscete nella loro volontà la Volontà di Dio, sottomettendovi a loro senza opposizione di sorta.”

-”Sia la vostra obbedienza pronta, rispettosa ed allegra ad ogni loro comando non facendo osservazioni per esimervi di ciò che vi comandano. Obbedite sebbene vi sia comandata una cosa difficile e non di vostro gusto.”

-”Onorate ed amate i vostri compagni come altrettanti fratelli e studiate di edificarne gli uni e gli altri col buon esempio.”

-”Usate carità con tutti, compatite i difetti altrui, non imponete mai soprannomi, nè mai dite o fate cosa alcuna che detta o fatta a voi possa recar dispiacere.”

 

Non serve una particolare intelligenza per capire che se invece di fare tanti progetti di contrasto al “bullismo” e di inclusione scolastica caratterizzati da  una melassa precotta di buonismo e frasi fatte, ci  si preoccupasse di inculcare nei giovani l’amor di Dio e l’amore del prossimo per amore Suo, si risolverebbero alla radice tanti problemi disciplinari odierni.

 

Ricostruire la Cristianità a partire dalla Scuola.

 

Ovviamente  ogni cattolico  non è chiamato a leccarsi le ferite e a sospirare pensando ai bei tempi andati senza muovere un dito per ricostruire ciò che in tempi più civili dei nostri era la normalità; la scuola cattolica non è un’utopia: è esistita ed esiste anche oggi tra non poche difficoltà, in varie parti del mondo.

 

Monsignore Lefevbre tuonava:-”Quale posto lascia la dottrina della Chiesa allo Stato nell’insegnamento e nell’educazione? La risposta è semplice: tranne per certe scuole preparatorie ai servizi pubblici, come per esempio le scuole militari, lo Stato non è né insegnante né educatore. Il suo ruolo è, secondo il principio di sussidiarietà applicato più sopra da Pio XI, quello di promuovere la fondazione di scuole libere da parte dei genitori e della Chiesa, e non di sostituirsi ad essi. La scuola di Stato, il principio di un «grande servizio nazionale educativo», anche se non è laico e se lo Stato non rivendica il monopolio dell’educazione, è un principio contrario alla dottrina della Chiesa.”

 

La fondazione di scuole cattoliche è imprescindibile per restaurare la civiltà cristiana. Grazie alla Fraternità Sacerdotale San Pio X e all’aiuto del buon Dio, esistono in molte nazioni  delle scuole integralmente cattoliche in cui ci si preoccupa quotidianamente del profitto scolastico e della santificazione degli alunni che le frequentano. Anche in Italia si sta portando avanti da qualche anno un progetto di istruzione parentale a Rimini e ad Albano Laziale in cui vi è anche un convitto scolastico che accoglie studenti di varie parti d’Italia.

 

Un cattolico cosa può  fare per reagire all’ecatombe della scuola voluta dal Miur?

1)Pregare, fare sacrifici e offrire Messe affinché le Scuole della Tradizione possano crescere e svilupparsi.

2)Aiutarle economicamente divenendo benefattori.

3) Iscriverci i propri figli!

 

La Vergine Maria non mancherà di ricompensare tanta generosità.

 

 

 

 

 

 

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