Ricorda per sempre il 5 novembre!

di Luca Fumagalli

esecuzione della giustizia 1

Jack Digby ha tredici anni e ha appena visto suo padre morire. Il nome di Sir Everard, come quello di Guy Fawkes, figura infatti tra coloro che hanno cercato di attentare alla vita di Re Giacomo provando addirittura a far saltare in aria il parlamento. Sventata la congiura, ora il corpo di Sir Everard giace sbudellato in pubblica piazza, mentre la folla inveisce contro i maledetti “papisti” e i gesuiti. Jack, ovviamente, è sconvolto. A devastare il suo animo non è tanto il sangue paterno che ricopre il patibolo, quanto la crescente consapevolezza di essere figlio di un traditore, un cattolico apparentemente rispettabile che, in realtà, ha tradito il Re e la Patria, tra l’altro gettando la propria famiglia sul lastrico. Il primo ministro puritano, Robert Cecil, si è nel frattempo offerto di riabilitare il buon nome di Jack e di avviarlo verso una rispettabile carriera. Come unica condizione il ragazzo dovrà rinunciare alla fede cattolica.

L’esecuzione della giustizia è l’ultimo libro di Elisabetta Sala, docente di storia e letteratura inglese. Questa volta, però, non si tratta di un saggio, ma di un bellissimo romanzo, lungo, profondo e godibile, che mischia la passione indagatrice della professoressa milanese alla facilità di una penna d’eccezione, capace soprattutto nelle descrizioni di dare il meglio di sé. La storia si intreccia sapientemente con l’invenzione, dipingendo uno squarcio del XVII secolo inglese mai così credibile. Il fango delle strade di Londra, il Tamigi, le luci e i suoni delle taverne sono costante compagnia del lettore, risucchiato in una vicenda che si snoda lentamente, una via di mezzo tra il romanzo storico, la narrativa di formazione, il giallo e il thriller, il tutto condito con una spruzzata apologetica che ricorda il miglior Benson.

Le interpretazioni storiografiche di stampo “revisionista” che caratterizzano i precedenti lavori di Elisabetta Sala – L’ira del re è morte, Elisabetta la sanguinaria e L’enigma di Shakespeare (tutti saggi pubblicati dalle Edizioni Ares) – trovano nuova vitalità nella forma del racconto. Tra i tanti esempi che si potrebbero portare, merita di essere citata la teoria secondo cui la “congiura delle polveri” non fu semplicemente un complotto organizzato da un manipolo di cattolici esaltati, ma una sorta di false flag ad opera del governo protestante; allo stesso modo, bellissimi sono i brani dedicati allo Shakespeare cattolico che, in L’esecuzione della giustizia, assurge quasi al ruolo di coprotagonista (abile cantore, nei suoi drammi, dello sfortunato destino di una minoranza ingiustamente perseguitata).

Lo stesso Jack, la cui passione per lo studio e la verità ricorda da vicino quella dell’autrice, si troverà presto a dover fare i conti con un mondo fondato sulla mistificazione, prodotto di una macchina propagandistica che nulla ha da invidiare al “Grande fratello” orwelliano. Per i fedeli della Chiesa di Roma, costretti all’esilio o al nascondimento, l’Inghilterra degli Stuart è già una distopia che si avvera, un inferno in terra le cui fiamme paiono non volersi estinguere.

Tra i tormenti dei personaggi – tutti complessi e ben caratterizzati – la speranza ha sempre e comunque un posto; a volte si tratta di un cantuccio ridotto ai minimi termini, ma non viene mai meno. È forse questo il più grande merito de L’esecuzione della giustizia, quello cioè di ricordare che, ieri come oggi, i fili della storia sono nelle mani della Provvidenza, e che anche le apparenti sconfitte possono essere mutate da Dio in sfolgoranti vittorie. Per questo, tutto sommato, vale davvero la pena ricordare per sempre il 5 novembre!

Il libro: Elisabetta Sala, L’esecuzione della giustizia, Crotone, D’Ettoris Editore, 2017, 467 pagine, 22,90 Euro.