Sintesi di un’intervista con Di Stefano, guida liberale di Casa Pound

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Riportiamo alcuni estratti rilevanti dell’intervista con il capo di Casa Pound Simone Di Stefano, pubblicata ieri sul Corriere. Ve la presentiamo senza  troppo stupore ma con curiosità. Eccettuate alcune note di colore sul fascismo, sembrerebbe una raccolta di dichiarazioni di un leader “liberale-libertario” del partito radicale. Roba da far sembrare Gianfranco Fini, il “più grande statista del ‘900”. “Buona” lettura! [RS]

Simone Di Stefano, voi di CasaPound ormai siete sempre in tv e lei ha avuto molti ascolti. Siete stati sdoganati?
«Siamo stati sdoganati dai risultati elettorali, da Ostia a Bolzano, da Lucca a Lamezia Terme. Nel tempo abbiamo ospitato centinaia di politici e giornalisti. Tra loro anche Paola Concia e l’ex br Valerio Morucci. Siamo per il dialogo».
[…]
E le leggi razziali (?)
«Sono state un reato gravissimo, da condannare. E un errore, perché hanno allontanato gli ebrei dal fascismo, nel quale erano protagonisti, dalla marcia su Roma al ministro Guido Jung, fino all’esponente del Pnf Ettore Ovazza. Ora ci dovrebbe essere un legame più forte tra la Comunità ebraica e l’Italia».  [Nota di RS: anche la Chiesa condannò, prima e meglio di molti altri il razzismo biologico tanto di marca tedesca quanto italiana]
[…] le piace la Costituzione italiana?
«Noi siamo per una strenua difesa della Costituzione. Cambierei solo il passaggio in cui si dice che dobbiamo dare asilo a tutti. Vorrebbe dire ospitare miliardi di persone».
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Siete contro l’aborto?
«No, chi vuole abortire deve poterlo fare gratis e in strutture pubbliche».
L’eutanasia?
«Non è il primo problema. Ma chi si vuole togliere la vita deve poterlo fare».
La pena di morte?
«Contrari. Con l’ergastolo i criminali soffrono di più».
[…]

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