“E’ la fine dei tempi e non ho nulla da mettermi”. Card. Burke su correzione formale e dintorni

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Su gloria.tv leggiamo:

“La Chiesa stessa sembra essere confusa” sugli insegnamenti più fondamentali di Cristo, secondo il cardinale Raymond Burke. Egli è convinto pertanto che “forse siamo arrivati alla fine dei tempi”.

Parlando al Catholic Herald (30 novembre) ha anche affrontato la questione di una formale correzione dell’Amoris Laetitia: “L’intera questione è ancora da determinare sul come procedere.”

Interrogato su una presunta commissione al lavoro su una Messa ecumenica, Burke ha detto di non conoscere “quale sia la natura di questa commissione”, implicando che la commissione esista, un fatto che il Vaticano ha negato.

L’intervista (che tratta molteplici temi), prontamente sintetizzata e rilanciata anche da LifeSiteNews, è disponibile integralmente in inglese qui: http://catholicherald.co.uk/issues/december-1st-2017/perhaps-we-have-arrived-at-the-end-times-an-interview-with-cardinal-burke/ .

Dal CH si apprende che è stata rilasciata al giornalista Paolo Gambi poco prima dell’anniversario dei Dubia, in occasione di una celebrazione CNSP presso la Basilica di S. Apollinare in Classe a Ravenna. Il Cardinale dice “one may have the feeling that the Church gives the appearance of being unwilling to obey the mandates of Our Lord. Then perhaps we have arrived at the End Times”, “si può avere l’impressione che la Chiesa stessa non si mostri obbediente al mandato di Nostro Signore, quindi forse siamo arrivati agli Ultimi Tempi”.

Con riguardo alla “correzione formale” agli errori di AL: “I cannot say too much. On November 14, it will be a year since the dubia were published. The whole question is still to be determined as to how to go forward, since we have not received any response at all, not even an acknowledgment of the dubia, which are very serious questions. I think I cannot say anything more than that right now”, “non posso dir molto. Il 14/11 è un anno dalla pubblicazione dei Dubia, tutto ancora deve essere determinato riguardo a come procedere, dato che non abbiamo ricevuto alcuna risposta [ma vedere qui, ndr], nemmeno un riconoscimento dei Dubia, che invece sono domande molto serie. Non penso di poter dire altro, per adesso”.

Interessante (e desolante) anche la notazione sulla messa bugniniana: “The precise form of the revised Rite of the Mass is not a necessary consequence of the Second Vatican Council. In fact, the reform of the Rite of the Mass as it was carried out did not follow as faithfully as it should have what the Second Vatican Council taught us and wanted. That is why we are talking today about a “reform of the reform”: in other words, we should examine again how the Rite of the Mass should be more faithfully reformed according to the Council”, “la forma che ha assunto il rito della messa così come è stato rivisto, non è una conseguenza necessaria del CVII. In effetti, la riforma non è stata portata avanti seguendo fedelmente ciò che il Concilio ci insegnava e chiedeva. Ecco perché oggi parliamo di ‘riforma della riforma’: in altre parole, dovremmo esaminare nuovamente come riformare il rito della messa in chiave maggiormente fedele al Concilio“.

Sulla situazione dei Cavalieri di Malta: “The Pope announced that his only representative to the order is Archbishop Becciu [of the Vatican Secretariat of State]. He left me with the title of “cardinal patron”, but I don’t have any function right now. Therefore, I don’t receive any communication either from the Order of Malta or from the Pope”, “il Papa ha fatto sapere che è Mons. Becciu il suo unico rappresentante nei rapporti con l’Ordine, per cui mi ha lasciato col titolo di cardinale patrono, ma non ho alcuna funzione. Di conseguenza non ricevo alcuna comunicazione, né dall’Ordine né dal Papa”.

Interrogato da ultimo su cosa farebbe se venisse eletto Papa, ha scherzosamente risposto che non c’è pericolo, e che probabilmente il suo primo atto sarebbe una solenne professione di fede cattolica, sulla falsariga della “E Supremi” di San Pio X o della “Redemptor Hominis” di Giovanni Paolo II. Già, Sarto e Wojtyla: ma quale delle due “fedi”, quella professata dal primo o quella professata dal secondo?

 

 

(Traduzione a cura della Redazione)

 

 

 

 

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