[GUELFISMO NERO] I tre volti del satanismo

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«Orbene i teologi hanno definito i demoni come spiriti immondi, ma non di natura completamente immonda.
Secondo Dionigi c’è in loro una follia naturale, una concupiscenza rabbiosa, una fantasia sfrenata come si vede dai loro peccati spirituali di orgoglio, invidia ed ira.

Per questa ragione essi sono i nemici della razza umana: la loro mente è razionale, ma è una razionalità senza parole; sottili in malvagità, bramosi di fare il male, sempre fecondi di nuovi inganni, cambiano le percezioni e le emozioni degli uomini, confondono chi veglia, turbano con i sogni il dormiente, portano malattie, suscitano tempeste, si travestono da angeli di luce, generando l’inferno intorno a loro, usurpano dalle streghe il culto dovuto a Dio e per mezzo di loro realizzano incantesimi, cercano di ottenere il dominio sui giusti e di molestarli per quanto è in loro potere, sono inviati agli eletti per tentarli al peccato e sono sempre in agguato per la distruzione degli uomini.

E anche se hanno mille modi di fare del male e hanno cercato fin dalla loro caduta di realizzare scismi nella Chiesa, di rendere vana la carità, di infettare con il fiele dell’invidia la dolcezza degli atti dei santi e in ogni modo di sovvertire e perturbare la razza umana, tuttavia il loro potere rimane confinato alle parti intime del corpo umano, da cui fuoriescono le deiezioni (V. Giobbe XLI).»

(“Malleus Maleficarum” I. Sprenger, H. I. Kramer; pars I, quaestio III)

Prima questio fit de nomine. Il termine “satanismo” ha un triplice significato:

-indica l’impero (o tirannide) di satana sul mondo contro cui si oppone, lotta e lotterà sempre il Cattolicesimo fino alla vittoria finale che gli è garantita dalla morte redentiva di Nostro Signore in croce;

-il culto di satana propriamente detto, portato avanti da privati o gruppi organizzati;

-la ribellione satanica (o sfida sacrilega a Dio), oggi molto diffusa nel mondo artistico, letterario e dell’elites politico-culturali in genere.

In questo breve saggio mi riferisco quindi solo al secondo significato.

Il Satanismo è storicamente sempre esistito: largamente praticato nel mondo pagano occidentale e orientale, si è poi travasato in gran parte nello Gnosticismo e nel manicheismo e delle sette gnostico-dualistiche del Medioevo, a stento represse dalle Autorità religiose e civili. Non ne furono esenti e furono per questo severamente puniti i templari.
Il Satanismo attraversa tutti i ceti sociali, in alcuni periodi fu veramente un fenomeno di massa, per poi essere sconfitto da legislazioni e prassi giuridiche rigorose (tra cui importantissima ed imprescindibile la bolla di Papa Innocenzo VIII, “Summi Desiderantes” del 6 Dicembre 1484).
Fu una vera guerra, legittima ed inevitabile che durò circa duecento anni (anche con gli eccessi tipici di qualsiasi guerra) che si concluse però con la sconfitta del Satanismo come fenomeno di massa ed il suo ritorno nei privati circoli e nelle conventicole segrete.
Persino oggi il culto diretto del diavolo stenta, pur se sempre più diffuso, ad essere pienamente accettato nella vita di tutti i giorni.
Risulta invece purtroppo diffusissimo e direi quasi “trionfante” il “satanismo”, descritto nel terzo fenotipo (quello “culturale”, “spirituale”, politico-iniziatico, quello che Monsignor Antonino Romeo chiamava “il satanismo quotidiano” che permea di sè l’intera società odierna).

Cosa può spingere invece le singole persone al culto diretto del diavolo? è ovvio… Il diavolo stesso che agisce sulle passioni dei singoli, che porta via via a peccati sempre maggiori, ad una pratica del Male continuativa, abituale, compiaciuta, “inebriante”.
A volte si serve di menti indebolite o tarate, a volte di grossolani “superuomini” pronti ad ogni esperienza per vincere la noia e il vuoto, a volte di emaciati intellettuali dalle pessime e disordinate letture, a volte di donne disperate e rotte a ogni vizio, il tutto condito da alcol, droga e sesso, variamente combinati e interscambiabili tra loro.
Non è detto che talvolta il diavolo stesso disdegni di apparire (sotto varie forme) in quelle loro conventicole, dove delitto e vizio vanno di pari passo.
In fondo egli non ne avrebbe nemmeno bisogno, regnandovi già incontrastato attraverso la licenza assoluta e un odio al Bene che nessuna scienza riesce a spiegare ancora.
La riduzione assoluta infatti del Satanismo al mero fenomeno medico-psichiatrico è un “colpo da maestro”, L’ennesimo “colpo Da Maestro” cui “colui che fu omicida fin dal principio” ci ha ormai tristemente abituati.

Piergiorgio Seveso

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