Tre sonetti sospirati ai piedi dell’Immacolata Concezione

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Nota: Radio Spada da sempre interessata alla riscoperta dell’inesauribile giacimento di tesori politico-culturali dell’intransigentismo, dell’integrismo e del clericalismo di lingua italiana, vi ripropone oggi, a conclusione di questa festosa giornata, un trittico di sonetti immacolatisti pubblicati in Roma da Giovan Battista Gallinari, “scrittore apostolico” nel 1845 in un volumetto di componimenti mariani.  I sonetti, composto secondo i canoni del più lirico purismo linguistico dell’epoca e ricchi di riferimenti teologici, non hanno perso il loro sublime fascino, che in tempi meno iniqui di questi meriterebbe loro un posto nelle antologie scolastiche. Radio Spada, da sempre legata alla devozione dell’Immacolata in chiave antiereticale e antimodernista, li ripubblica oggi, rinnovando quelle promesse sovrannaturali che ne hanno garantito la nascita e la conservazione.  (Piergiorgio Seveso)   

L’IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA SANTISSIMA

Poichè Maria esser dovea la Madre
Dell Uomo Dio, che per pietà ed amore
Sciorre volea le afflitte umane Squadre
Dai lacci del tartareo Ingannatore;

Tra le Figlie più pure e più leggiadre
Prescelta al sommo sovrumano onore,
Preservarla dovea il divin Padre
Dalla macchia letal del primo errore:

Oprar lo stesso al Verbo convenia,
Mentre nel sen di Vergine inviolata
Spoglia mortale a prendere venia;

E il divo Spirto alla sua Sposa amata
Dovea altrettanto far; onde Maria
E’ Figlia, è Sposa, è Madre immacolata.

MARIA SANTISSIMA PREDESTINATA AD ABBATTERE IL SERPE INFERNALE

Quando il Serpe infernal ebbe ingannato
L’incauta Donna ed Essa il primo Padre,
Furon le Umane sventurate Squadre
Involte nel gran fallo e nel reato:

Rivolto al Seduttor Iddio sdegnato,
Disse con voci minacciose, ed adre,
Altra Donna verrà Vergine, e Madre,
E il tuo capo sarà da lei schiacciato

Da labe original scevra, ed esente,
Venne Maria, e dal suo puro seno
Il Redentor della perduta Gente:

La rea cervice gonfia di veleno
Ella infranse al Colùbro fraudolente;
Chè ogni accento divin mai non vien meno.

MARIA POTENTE CONTRO IL SERPE INFERNALE

Cessò in Eden il fausto dì sereno,
E surse Morte dal primier peccato,
Che il braccio alzò di adunca falce armato,
Mentre il Serpe infernal gioiva appieno.

Ma strinse poscia a sue baldanze il freno
Maria potente pel divin suo Nato;
Poichè il decreto in ciel era segnato,
Ch’Ella spegner dovesse il suo veleno.

A conquider l’audacia e il dolo antico
La gran Vergine preme al tristo Autore
Il capo altero con il piè pudico.

Sconfitto or fremi nel tartareo orrore,
Spirto ribelle a Dio, e all’Uom nemico.
In ciel superbo, e in terra ingannatore.

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