Apologia pro Missa in vetus ordo: quando la Sacra Liturgia è Vita

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Nota di Radio Spada: ospitiamo volentieri quest’intervento del nostro collaboratore Francesco Allegretti, ricco di interessanti spunti. Ovviamente ricordiamo che il nostro blog ha giudizi alquanto netti e severi, ulteriori rispetto al “cattolicesimo conservatore” di oggi, sull’attualità della crisi della Chiesa, e guarda con cordiale sfiducia a molti “baluardi del tradizionalismo” che si ergono a targhe alterne o si invischiano in “correzioni” di scarsa efficacia.

di Francesco Allegretti

E’ da poco iniziato il nuovo anno e noi cristiani cattolici abbiamo avuto modo di concludere il vecchio con la celebrazione del Natale del Signore e con il Te Deum di fine anno, prendendo parte (si spera!) alle Sante Messe che riempiono questo meraviglioso tempo. E come sempre ognuno di noi – o almeno la maggior parte di noi – ha assistito all’infinitesimo scempio liturgico che, pur sempre presente in tutto l’anno, raggiunge delle vette straordinariamente paurose nei tempi forti, quasi a voler rimarcare la de-sacralizzazione della Celebrazione Eucaristica proprio quando questa dovrebbe essere maggiormente momento e luogo di gloria, maggiormente fulcro della vita cristiana. Messa Vespertina, Messa dell’Aurora, Messa del Giorno, tutte accomunate da voci canterine, stridule come galline strozzate, suoni aberranti di chitarre (nel peggiore dei casi anche bonghi, maracas, tamburini vari), paramenti scialbi (perché no, anche arcobaleno), omelie-show, poche persone (vecchiette e qualche altro personaggio, forse mentalmente assente, offuscato dalla sbornia caratterizzante dei giorni di festa) e quant’altro, atto solamente a scempiare il Sacrificio Eucaristico.
Tutto questo induce a ricordare quei meravigliosi tempi – sebbene il sottoscritto non l’abbia mai purtroppo vissuti – in cui tutti (e sottolineo TUTTI) andavano a Messa (preparandosi adeguatamente e presentandosi nel Luogo Sacro dignitosamente vestiti), intere famiglie che rendevano le chiese stracolme di fedeli; canti di lode accompagnati con l’organo e con la tromba, in armonia con le schiere angeliche in Cielo; paramenti fastosi degni dell’evento, la nascita del Salvatore dell’uomo, il Dio fatto carne; sacerdoti che enunciavano le formule liturgiche in latino, la lingua della Chiesa, la lingua dei Padri, la nobile lingua della lode a Cristo; altari adornati con candelabri splendenti e ricami lucenti; atti di vera e pia devozione; i minimi particolari curati a gloria del Dio Bambino! Questi erano gli elementi che rendevano i giorni del Natale una vera festa e non un misero tempo di vacanza, come oggi si intende.
Eppure quei meravigliosi tempi in cui nelle case troneggiava il Bambinello e non stupidi pupazzetti di Babbo Natale, sono stati cancellati. La liturgia di allora è stata minimizzata (se non uccisa del tutto) nell’esatto momento in cui il Concilio Vaticano II ha cercato di rendere la Messa “fruibile a tutti”. Il succo della costituzione Sacrosanctum Concilium promulgata il 4 dicembre 1963 è proprio questo: adattare la Celebrazione dell’Eucaristia ai tempi moderni, alle esigenze di oggigiorno. Ma non credo sia difficile capire che se la Liturgia della Santa Messa si piega agli uomini perderà la sua capacità e la sua naturale vocazione di innalzarli a Dio! A tal proposito non mi stupisce affatto che dopo la promulgazione del motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI il 7 luglio 2007, con cui Joseph Ratzinger diede la possibilità ai sacerdoti di celebrare la Messa in vetus ordo (si capisce, suscitando così innumerevoli reazioni negative, con la scusa che “i fedeli sarebbero stati disorientati”), in un’intervista del 23 marzo 2008 all’Osservatore Romano, il cardinale colombiano Darìo Castrillòn Hoyos affermò che lì dove venivano celebrate Messe secondo il rito pre-conciliare era palese l’accrescersi di affluenza alle Celebrazioni Eucaristiche. Non credo sia necessario sottolineare dunque il mistero di Dio che attrae l’uomo mediante la bellezza della Sacra Liturgia, come veniva celebrata prima del 1970.
A complicare le cose però è la scarsissima preparazione del clero: risulta abbastanza evidente che l’effetto Bergoglio sta portando non pochi guai alla Santa Chiesa. I seminaristi oramai, per la maggior parte, sono purtroppo formati poco e/o malamente (ecco perché coloro che escono fuori dai seminari sono preti e non sacerdoti, per cui non c’è tanto da sorprendersi se poi imperversa l’anticlericalismo), il che è chiaro nel vederli impegnati a ridicolizzare le Messe confondendo la Celebrazione Eucaristica con un comizio o un concerto (vedesi il parroco che ha cantato “Azzurro” di Celentano a fine Messa, o quello che impegna il suo Ministero dilettandosi a cantare “Siamo l’esercito del clero”), girovagando per la chiesa con il microfono in mano, raccontando barzellette o aneddoti vari, o cambiando le cose a proprio piacimento, compiendo blasfemie e profanazioni (vedesi il prete che ha affermato “io al Credo non ci credo”), facendo della Messa del Signore la PROPRIA Messa, il proprio spettacolo domenicale, facendo a gara con gli altri confratelli su chi ha il maggior numero di fedeli-spettatori tra i banchi della propria chiesa parrocchiale, del proprio regno, del proprio antro. Che dire poi delle omelie?! Non più spiegazioni del Vangelo, non più esortazioni alla perfezione di vita cristiana, ma solo superbe allusioni e vane parole dettate dall’imperante volemose bene che riducono le Parole di Cristo a favoletta buonista palesemente inconcretizzabile. Se la gente non va più a Messa oppure ci va facendone però un fatto di gusti (“Oggi vado a Messa in quella parrocchia perché mi piace come la dice quel prete”), perdendo così anche il senso di appartenenza alla propria parrocchia, la colpa è solo ed esclusivamente dei preti, profanatori del Ministero Sacerdotale, miseri uomini inconsapevoli di ciò che fanno e di ciò che soprattutto SONO! Ad essi però bisogna riconoscere un merito: quello di aver avuto la demoniaca capacità di trasformare le Celebrazioni Liturgiche in dei selvaggi raduni di piccole Woodstock domenicali!
La Messa dei tempi anteriori al Vaticano II dunque – la VERA Messa –, nonostante tutto, oggi è però diventata la “vecchia” Messa, la Messa dei tradizionalisti, la Messa dei bigotti, la Messa di chi non sa che “con l’oro dei candelabri ci salvi l’Africa”, la Messa “degli sfarzosi”, la Messa dei conservatori. Ebbene si dà il caso che la Messa sia per sua stessa natura conservatrice: essa conserva la memoria di Cristo, del Suo sacrificio, della nostra salvezza. La liturgia – la liturgia della cosiddetta Missa in vetus ordo – non è mera forma, non è insignificante gestualità, come oggi viene intesa dagli pseudo-cristiani modernisti: essa è sostanza, essa è cuore della vita cristiana, fulcro della vita di ognuno di noi, ardore dello spirito, unione a Cristo, ricordo della Passione, celebrazione della Vera Vita, promemoria del Paradiso. La liturgia “vecchia” è puro amore, sorgente dell’ortoprassi cristiana che induce all’ortodossia secondo la Fede.
Dopo la tristezza provata nel vedere scempiata ed “ereticizzata” la Sacra Liturgia, ho voluto iniziare questo nuovo anno con la lettura di un bel libro di Roberto Spataro, introdotto dal cardinale Raymond Leo Burke (baluardo del tradizionalismo e fervente conservatore), Elogio della Messa tridentina e del latino lingua della Chiesa, che consiglio vivamente a tutti coloro che, come me, vogliono riacquisire il vero significato della Liturgia e della Celebrazione Eucaristica, comprendendo la straordinarietà di questo immenso Dono lasciatoci da Cristo nell’Ultima Cena!
Voglio così concludere questa mia riflessione (che spero non abbia urtato gli ipocriti pseudo-cristiani buonisti-modernisti) con un bel proposito da attuare nel nuovo anno (e al più presto!): prendere parte ad una Santa Messa celebrata in vetus ordo, ad Albano Laziale con la Fraternità Sacerdotale San Pio X o a Roma, con la Fraternità San Pietro, in Ss.ma Trinità dei Pellegrini, vivendo così in maniera radicale la vera Comunione, prendendo parte a quello spezzare il pane che rende la nostra giornata una Pasqua dello spirito, gioia piena dell’anima; sperimentare la potenza di Dio che parla al cuore per mezzo della bellezza della Liturgia!
Con il fraterno augurio di riscoprire il vero senso dell’originalità cristiana per mezzo della Liturgia Eucaristica, buon anno!

10 Commenti a "Apologia pro Missa in vetus ordo: quando la Sacra Liturgia è Vita"

  1. #Hector Hammond   18 Gennaio 2018 at 12:45 am

    Si è costretti a perdere il contatto con la propria parrocchia , se si cerca la vera Messa.
    Mi faccio una sessantina di km , tra andata e ritorno ogni domenica ma penso che ne valga la pena !!!

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  2. #jb Mirabile-caruso   18 Gennaio 2018 at 5:36 am

    F. Allegretti: “Voglio così concludere questa mia riflessione […] con un bel proposito da attuare
    …………………nel nuovo anno […]: prendere parte ad una Santa Messa celebrata in vetus ordo”.

    È una cosa che faccio domenicalmente anch’io, dr. Allegretti, sottomettendomi a due sacrifici: quello piccolissimo di viaggiare cento chilometri, e quell’altro grandissimo di torturarmi l’Anima con il dubbio se quel Sacerdote della FSSPX che celebra la Santa Messa – peggio sarebbe se fosse della FSSP – riconoscendo il presente papa come il Vicario di Cristo, de facto non Lo provochi fino ad insultarLo.

    Con tutte le gravissime conseguenze del caso!

    Perché veda… stiamo parlando di quel vecchio errore di monsignor Lefebvre il quale – riconoscendo in privato che sia Montini che Vojtyla NON erano papi Cattolici, in pubblico tuttavia – in nome della ‘prudenza’ – li riconosceva entrambi Vicari di Cristo. Questo gravissimo errore di giocare con la Verità, se così si può dire, intanto è stato il verme tarlatore che ha portato la Fraternità alla sua quasi dissoluzione dei giorni nostri, e poi ha costituito – e continua a costituire – il grosso punto interrogativo se la Fraternità resti, o meno, dentro i confini del Cattolicesimo, pur rimanendo fedele alla sua originaria, bellissima Liturgia.

    Io mi ritrovo ogni giorno sempre più convinto, dr. Allegretti, di una cosa che MAI, in nessuna circostanza, dovrebbe mettersi in dubbio: che la Verità, cioè, deve accettarsi così come Essa è – ci piaccia o non ci piaccia – e che costruire qualsiasi cosa vogliamo, inclusa la nostra salvezza, su di una Verità compromessa equivale ad un sicuro, vergognoso FALLIMENTO!

    Non per nulla “sono molti ad essere chiamati, ma pochi ad essere accettati”!

    Con le mie più sincere cordialità.

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  3. #PAOLO   18 Gennaio 2018 at 1:07 pm

    Ringrazio Radio Spada per ospitare voci e articoli di altre sensibilità. Invito sempre a ridurre lo spirito polemico che imperversa tra gli amanti della Tradizione. Questo spirito fazioso è ciò che esattamente vuole il diavolo. Io non sono (ancora) sedevantista- anche se Bergoglio fa di tutto perchè lo diventi- frequento una Santa Messa attivata sulla base del “Summorum Pontificum” di Benedetto XVI. Ciò premesso, vorrei chiedere ai “tradizionalisti” che sempre si lamentano della chiesa post-conciliare: vi siete attivati per creare gruppi e/o frequentare la Messa di sempre? A leggere i commenti non tanto su RS quanto su altri canali sembrerebbe che i nemici del modernismo siano il 90% dei fedeli ma poi, all’atto pratico……Coraggio, coraggio! Prendiamoci le nostre responsabilità, facciamo gioiosamente alcuni sacrifici per il Santo Sacrificio. La Santa Messa non è un capriccio, e non è nemmeno un diritto gratuito. E’ un dono che va difeso. Pensino, gli italiani disgustati dalla chiesa attuale, ai cristiani veramente perseguitati, disposti a fare centinaia di kilometri per un rito cattolico o ortodosso. Quando nella Vostra città- il più tardi possibile, mi auguro- ascolterete il rito del muezzin che richiama i fedeli di Allah alla preghiera, credo passerà la voglia di dividersi sulle virgole, le contro virgole, i groppuscoli e le mezze frasi.
    Ringrazio RS anche per l’artcolo “101 personalità sedevacantiste” e il commento di Seveso per il quale occorre descrivere una situazione effettiva del cattolicesimo integrale, non la situazione che si vorrebbe. Elogio questa maturità, in quanto l’abominevole desolazione, come quella descritta nell’articolo di Francesco Allegretti, non deve diventare alibi per una fuga dalla realtà, sognando magari carrozze, parrucche, Re cattolici e Regine cristianissime che non ci sono.

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    • #jb Mirabile-caruso   18 Gennaio 2018 at 7:27 pm

      #PAOLO: “…vorrei chiedere ai “tradizionalisti” che sempre si lamentano della chiesa
      ……………..post-conciliare: vi siete attivati per creare gruppi e/o frequentare la Messa
      ……………..di sempre?”.

      Non esiste, signor Paolo, la Messa di sempre senza il Sacerdote di sempre! Messa e Sacerdote NON sono scindibili a piacimento.

      In Religione NON è accettabile il compromesso, come lo è – e lo deve essere – in Politica: questo è il concetto-chiave che a moltissimi di noi religiosi manca e a causa di questa mancanza – senza nemmeno accorgercene e senza volerlo – politicizziamo la Religione!

      “SI SI, NO NO, il resto è del maligno”: questo è il modus operandi mentale che si richiede al religioso.

      Cordialmente.

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  4. #bbruno   19 Gennaio 2018 at 9:28 am

    Messa secondo il V.O. di San Pio V, e Prete ordinato secondo il ‘Sacramentum Ordinis’ di Pio XII.

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  5. #Giorgio Rapanelli   23 Gennaio 2018 at 10:37 am

    I miei corrispondenti mi inviano sempre Radio Spada, che leggo volentieri. Abbiamo nel Maceratese la fortuna di avere un sacerdote che con il suo gruppo di esperti collaboratori celebra ogni tanto la Messa Tridentina in canto gregoriano, con la formula eucaristica di Papa San Pio V. A quelli che fra noi assistevano da ragazzi la Messa in latino la cosa fa piacere. I giovani possono essere “curiosi”, ma nulla più. Il punto – che mi angustia – è il seguente. Se la formula della Consacrazione non è quella imposta da San Pio V, in quanto quella della Messa attuale è stata cambiata (spostando soprattutto “Mistero della Fede” recitato dal sacerdote dall’interno della formula alla sua “chiusura”) , il Cristo scende sul Golgota dell’altare? Il punto non è la “lingua” (nell’Ultima Cena Cristo Gesù la disse probabilmente in aramaico, poi fu detta in greco, infine in latino), quanto il “contenuto” della formula di San Pio V. La “formula” è detta anche “chiave” (oggi potrebbe essere chiamata “password”). La formula deve essere detta così come è scritta, altrimenti non produce l’effetto che deve produrre. Nel Battesimo, ad esempio, si deve bagnare per tre volte il cuoio capelluto durante la recita prescritta. Ebbene, ho visto che preti neocatecumenali immergono solo una volta il capo del bimbo nell’acqua, quando non immergono i soli piedi. Il bimbo non è battezzato e quindi non fa parte del Corpo Mistico del Cristo. Quindi non potrà ricevere la Comunione, con cui viene nutrito il Verbo che col Battesimo è immesso nel battezzato e poi sigillato col Sacro Crisma. Scusate le lunghezza, ma io quaranta anni fa ero materialista storico e nemico della Chiesa cattolica. Poi, la Conoscenza richiesta allo Spirito Santo mi ha riportato a ” casa”.

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  6. #Giorgio Rapanelli   23 Gennaio 2018 at 11:43 am

    Scusate se intervengo di nuovo. La Chiesa Cattolica non è qualcosa di cui fai parte non avendo un altro giochino da fare. Col suo sacrificio sul Golgota di allora – e di oggi – ad ogni consacrazione eucaristica, il Cristo scende con il Suo Corpo e il Suo Sangue sull’altare e sui fedeli, espandendosi per chilometri sui vari piani invisibili del territorio. E con l’Eucaristia celebrata ad ogni attimo di vita sul mondo intero, Egli occupa lo spazio che, allora, come oggi, sottrae al Padrone del Mondo, ossia a Satana… Non esiste una Chiesa Cattolica tradizionalista ed una Chiesa Cattolica rinnovata, modernizzata. Poiché il Figlio è della stessa sostanza del Padre, che è Dio, immutabile, le leggi che il Figlio ci ha dato sono “immutabili”. Sono scritte nei quattro Vangeli, negli Atti, nelle lettere di San Paolo e degli altri Apostoli e in Apocalisse (incomprensibile). Ma tutto ciò che è scritto – Mistero a parte – è perfettamente “comprensibile”, nel senso che le regole, i Dogmi, sono scritti. E per duemila anni sono stati applicati. Sono la nostra Tradizione, la barra che guida la nave del Corpo Mistico del Cristo, che siamo noi. Tutto ciò che va fuori dalle regole scritte non fa parte della Chiesa Cattolica. Ho praticato per dieci anni Scientology, dove le tecnologie di L. Ron Hubbard sono tutte scritte e devono essere applicate così come sono state scritte, altrimenti non funzionano. Esiste una organizzazione centralizzata, che controlla la tecnologia. Stessi principi valgono pure per i nostri Sacramenti. Se, ad esempio, il sacerdote, invece di limitarsi alla formula “Prendete e mangiatene tutti: questo è il Mio Corpo”, dicesse “…. questo è il mio SANTO Corpo”, la formula inventata non farebbe scendere il Raggio Bianco nel Pane (e poi il Raggio Rosso nel calice del Vino), per la trasformazione in Corpo e Sangue, così come magistralmente ce lo ha illustrato Santa Faustina Kovalska nel suo noto dipinto.. A parte la sua mancanza di fede nel Credo, quel sacerdote di Torino non ha recitato la seconda parte formula della Consacrazione, così come è scritta, ma ha aggiunto parole di sua invenzione. E’ stato indicativo il silenzio dei fedeli, seguito da risatine. Io – e molti altri – avremmo urlato di andarsene: si sta facendo un Sacrificio di salvezza e non uno show per apparire. Io ho contestato pubblicamente su facebook il mio parroco per non aver immerso per tre volte la sommità del capo dei battezzandi. Egli ha giustificato con motivazioni dei suoi studi in seminario. Sappiamo che l’eresia lavora instancabilmente in seminario. Gli eretici usano la via fallace della Mente, invece di seguire la via del Cristo, la via del Cuore…Però, è necessario gridarlo dai tetti, come ci dice il Vangelo e come fate voi di Radio Spada. Dio vi benedica e lo Spirito illumini la vostra strada.

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  7. #bbruno   21 Aprile 2018 at 10:39 pm

    c’è un’unica Messa cattolica, quella di San Pio V; c’è un unico sacerdozio cattolico, quello creato col Sacramentum Ordinis di PioXII: il resto è fuffa…

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  8. #Roberto Taverna   26 Agosto 2018 at 8:17 pm

    Buona sera a tutti.Ho scoperto da poco Radio Spada e dai commenti letti ora con tanta commozione vedo che tanti fedeli sono pro Missa Vetus Orso…ebbene lo sono anch’io purché non sia celebrata in comunione con l’eretico Bergoglio…mi fate una mano a trovare una Messa così?? Io abito in provincia di Pavia ma non importa se devo fare strada l’importante per me è la vera Messa , la Messa di sempre.Ve ne sono grato…

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    • #guelfonero   26 Agosto 2018 at 8:51 pm

      In Lombardia, a mia notizia, la più vicina è quella celebrata a cura dell’IMBC a Milano (Oratorio SAnt’ambrogio, via privata della Torre 38) ogni domenica alle ore 11.

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