La misericordina investe inesorabile anche i trappisti di Mariawald

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traduzione, con adattamenti, a cura della Redazione

 

Fu nel 2009 che l’abbazia cistercense di Mariawald ottenne da Roma la ripresa della forma tradizionale della liturgia trappista con la celebrazione, quindi, della messa secondo il rito di San Pio V. In una lettera del 21 novembre 2008, Benedetto XVI diede infatti al monastero il privilegio di ritornare agli antichi usi dell’Ordine trappista nella liturgia e nella vita monastica.

Come con i Francescani dell’Immacolata, questa decisione ha comportato da un lato un rinnovamento delle vocazioni giovanili, dall’altro l’opposizione di una manciata di anziani monaci progressisti, che hanno fatto appello a Roma e si sono dichiarati pronti a sacrificare il monastero e 110 anni di vita religiosa in questi luoghi piuttosto che permettere il famoso “rinnovamento della chiesa nello spirito della tradizione” che Ratzinger aveva evocato nella sua autorizzazione al ritorno, pur mantenendo le “conquiste” del Concilio Vaticano II, del venerabile “Rito Antico”.

Questa opposizione dei vecchi conciliari ha provocato una visita canonica in seguito alla quale l’abate, Dom Josef Vollberg, si è dimesso alla fine del 2016, facendosi così “fuggiasco” per salvaguardare la sua abbazia. Era molto che l’abbazia non riceveva così tante ordinazioni sacerdotali, come da quando a Mariawald accorrevano nuovi monaci per beneficiare della liturgia tradizionale. Il monastero trappista di Mariawald nel Nord Reno-Westfalia, in Germania, era in effetti una delle poche case monastiche al mondo ad utilizzare la disposizione dell’articolo 3 del motu proprio Summorum Pontificum, che permette la conversione completa all’uso esclusivo del rito tradizionale.

Ovviamente questa eccezione era troppo anche per i governanti romani, che non amano la “mania” delle giovani generazioni per la Tradizione e così, approfittando di una visita canonica organizzata su misura, hanno ordinato la chiusura di Mariawald. Come riportato dai nostri colleghi di Rorate Coeli, ciò che “due guerre mondiali non poterono distruggere, il bergoglismo l’ha fatto” …

Così, il Vaticano, l’Ordine trappista e la diocesi sul cui territorio si trova l’abbazia hanno deciso, senza scrupoli, di chiudere definitivamente il monastero e la chiesa di Mariawald, i cui beni saranno interamente devoluti alla diocesi di Aachen. È vero che mentre la Chiesa sopravvive a tutti gli ostacoli, le case religiose, le cattedrali, le abbazie sono state chiuse e distrutte molte volte in passato. Confidiamo nella speranza che, proprio come le abbazie devastate nella Riforma e nella tempesta postconciliare, anche l’attuale regime in Vaticano non durerà per sempre.

 

 

Fonte: La Porte Latine

 

 

 

 

Un commento a "La misericordina investe inesorabile anche i trappisti di Mariawald"

  1. #bbruno   23 Gennaio 2018 at 5:37 pm

    DISSOLUZIONE E VENDITA DEI BENI AGLI AMICI: in perfetto e puntuale stile Riforma (in Germania, in Inghilterra…). Non è una chiesa RIFORMATA anche quella di Bergoglio?…

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