L’Emilia Romagna ‘tarocca’ i dati sugli aborti

stats_ellaOne

 

La Regione Emilia-Romagna ha diffuso i dati sugli aborti praticati dalle Aziende Sanitarie Locali nel 2016 ([i]), vantando «il numero più basso di interventi annuali registrato in Emilia-Romagna dall’inizio della rilevazione» ([ii]).

Tuttavia la Regione, a guida Partito Democratico, omette di indicare i dati delle confezioni di “pillola del giorno dopo” diffuse dai Consultori Familiari, dagli Spazi Giovani e da altre strutture dipendenti dall’Assessorato alla Salute. Come dimostrato dai più recenti studi ([iii]), la “pillola del giorno dopo” (subdolamente classificata come “contraccezione d’emergenza”) è in realtà una pillola abortiva e non contraccettiva.
Infatti, i contraccettivi d’emergenza non prevengono l’ovulazione: quando vengono assunti nei giorni più fertili del ciclo mestruale, essi impediscono l’annidamento del figlio che fosse concepito.

Vediamo le criticità che emergono dalla Relazione della Regione:

Pillola del giorno dopo gratis. Nei 223 Consultori della Regione «Viene garantita anche la contraccezione di emergenza dopo un rapporto sessuale che si considera a rischio di gravidanza» ([iv]) ed «è prevista […]l’erogazione gratuita dei contraccettivi […] d’emergenza» negli spazi giovani ([v]) anche grazie a una recente delibera ([vi]).
La Regione non dice quante ne siano state prescritte o donate dalle Ausl ma, stando a fonti della Federazione Titolari di Farmacie ([vii]), nel 2016 sono state vendute ca. 240.000 confezioni di EllaOne (pillola dei 5 giorni dopo) e ca. 260.000 di Norlevo (pillola dei 3 giorni dopo), pari a una media di ca. 25.000 per Regione ([viii]).

Recidività. Oltre il 30% degli aborti procurati è ripetuto, segno inequivocabile che l’aborto è spesso inteso come mero contraccettivo. Se l’attività delle Ausl non è rivolta prioritariamente alla tutela della vita e alla promozione della famiglia, ogni attività di prevenzione inevitabilmente fallisce. Occorre formare il personale delle Ausl in modo da spiegare chiaramente che l’aborto è la soppressione di una vita umana innocente.

Esclusione del volontariato cattolico. Ben il 70% del totale degli aborti vengono certificati dai Consultori Familiari e Spazi Giovani. Sono strutture nelle quali la costante è il non avvalersi della collaborazione dell’associazionismo che tutela la fecondità, la maternità e l’infanzia.

Nessun sostegno concreto alla donna. Dalla relazione manca un qualsiasi riferimento al sostegno della donna e agli interventi messi in atto per rispettare il diritto alla vita del concepito e permettere la prosecuzione della gravidanza. Associazioni di volontariato hanno documentato che, quando le donne vengono aiutate, il 73% sceglie di non abortire ([ix]).

Obiezione di coscienza. Nella Regione i medici obiettori sono soltanto il 49,8%. Tuttavia, grazie a una selezione feroce, nei Consultori e negli Spazi Giovani la percentuale si abbassa al 23,7%. Infatti, la Regione definisce “problema” l’obiezione di coscienza ([x]) e l’Assessore alla Sanità lo ha addirittura portato alla Conferenza delle Regioni ([xi]).

Fecondazione artificiale ([xii]). Se da una parte la Regione procura gli aborti, dall’altra favorisce la Fivet: sono ben 340 ([xiii]) i nati da quella che il Card. Caffarra ha definito una pratica «gravissima e aberrante». Sembra quasi che la vita nascente sia ostacolata in tutti i modi eccetto quello della produzione; ma «si producono le cose, non i bambini e questa è una produzione di bambini» ([xiv]).

Contraccezione. La Relazione evidenzia la prosecuzione delle pratiche di prevenzione attraverso i contraccettivi, rispetto alle quali un dirigente Ausl di ostetricia e ginecologia così si è espresso: «La semplice esposizione dei rischi legati a comportamenti a rischio, per vari tipi di problemi, non è assolutamente sufficiente per preservare da tali rischi [e] provoca una deformazione dell’atto sessuale stesso» ([xv]).

Educazione sessuale. L’assessorato conclude vantando di aver svolto «educazione alla sessualità» in 1.845 scuole: si tratta di attività svolte spesso all’insaputa dei genitori e nonostante manchi una legge nazionale che le autorizzi e regoli. Enfasi particolare viene data al progetto gender “W l’amore” ([xvi]), attivato in tutte le Ausl che a loro volta lo hanno portato in 138 classi. I progetti educativi della Sanità ER sono stati esaminati in una precedente campagna di informazione ([xvii])

Conclusione. È falso sostenere che in Emilia-Romagna gli aborti calano: la Regione nasconde i dati sulla distribuzione della pillola abortiva, che per giunta offre gratuitamente. Dall’insieme delle attività evidenziate si ha l’impressione di una prassi totalitaria ostile alla vita, alla libertà di coscienza, all’associazionismo pro-vita e al primato della famiglia.

 

 

Fonte: fattisentire.org per tramite Corrispondenza Romana

 


NOTE
[i] Cfr. www.fattisentire.org/db/Relazione_IVG_2016.pdf
[ii] A fronte di 157.911 aborti praticati dalla Regione negli ultimi 17 anni, nel 2016 ne sono stati registrati “solo” 7.688, in: www.fattisentire.org/db/IVGER_sintesi_2016.pdf
[iii] Cfr. M. L. Di Pietro e R. Minacori, La contraccezione d’emergenza, in Medicina e Morale, 1[2001], in www.difenderelavita.org/LA-CONTRACCEZIONE-DEMERGENZA/. Un recente articolo divulgativo: https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/abortiva-o-no-ecco-la-verit-sulla-pillola-del-giorno-dopo-. Per i cattolici: http://www.paginecattoliche.it/La-pillola-del-giorno-dopo/
[iv] Cfr. http://salute.regione.emilia-romagna.it/cure-primarie/consultori/consultori-familiari
[v] Cfr. http://salute.regione.emilia-romagna.it/news/regione/il-fatto/fertilita-e-salute-sessuale-spazi-giovani-spazi-giovani-adulti-e-contraccezione-gratuita-per-gli-under-26
[vi] Delibera Giunta Regionale del 6/11/2017, in: http://www.saperidoc.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/958
[vii]  Cfr. http://www.ilgiornale.it/news/cronache/record-vendite-pillola-dei-5-giorni-calo-numero-degli-aborti-1379602.html
[viii] Cfr. https://www.federfarma.it/Edicola/FiloDiretto/Filodiretto/marzo2017/31-03-2017-00-27-33.aspx
[ix] Cfr. http://www.apg23.org/it/post/a-bologna-presentato-l-aiuto-alla-vita-il-diritto-di-far-nascere-un-figlio.html
[x] Cfr. http://www.regione.emilia-romagna.it/affari_ist/Rivista_1_2015/Pioggia.pdf
[xi] Cfr. http://salute.regione.emilia-romagna.it/news/regione/giornata-mondiale-della-contraccezione-gli-assessori-petitti-e-venturi-incontrano-una-rappresentanza-delludi
[xii] Cfr. http://www.difenderelavita.org/A-chi-piace-la-nuova-legge-sulla-fecondazione-assistita/
[xiii] Cfr. http://salute.regione.emilia-romagna.it/siseps/sanita/cedap/files/Cedap_Allegato_dati_2016.pdf/view pag. 43
[xiv] Cfr. http://www.lanuovabq.it/it/i-bambini-non-si-comprano-scendiamo-in-piazza
[xv] Prof. Patrizio Calderoni, in Avvenire BO7 del 19 novembre 2017, che aggiunge: «contemplano soltanto una informazione sui metodi contraccettivi o sui metodi di barriera per la difesa dalle malattie sessualmente trasmissibili […] Una “educazione” sessuale tutta dedita alla preservazione da malattie e da gravidanze indesiderate, ma che di fatto elude il problema della ricerca della felicità e del compimento della personalità del giovane attraverso il rapporto con l’altro sesso e che tenda a considerare il sesso come mera attività psico-fisica volta alla soddisfazione di impulsi meramente corporei provoca una deformazione dell’atto sessuale stesso»
[xvi] Sintesi di tale progetto sono presenti in https://www.osservatoriogender.it/progettiscolastici/w-lamore/ e http://www.lanuovabq.it/it/w-lamore-ecco-il-modello-emilia-romagna
[xvii] Cfr. http://www.fattisentire.org/sanita-a-bologna-aborto-e-gender/

Rispondi