“Lo ius soli offende noi, figli di immigrati”

ius soli

 

di Giuseppe De Lorenzo

 

Papà albanese, mamma dell’Equador e lui, Josef Lushi, 18 anni, nato “nella mia Perugia”, sulle verdi colline dell’Umbria. Forse per rivolta ai luoghi comuni, si è avvicinato alla Lega Nord (“non sono razzisti, mi trattano bene e sono orgogliosi di me”) e dall’11 novembre scorso è ufficialmente un cittadino italiano senza bisogno di ius soli o ius culturae. E per questo si oppone con forza ad una legge che considera “offensiva verso chi, come me, ha faticato per imparare ad amare questo Paese”.

Perché sei contrario allo ius soli?
“Basta mantenere la legge così come è. Quando ho deciso di chiedere il passaporto italiano a 18 anni l’ho fatto per senso di Patria, non per ottenere vantaggi o diritti. Non è un pezzo di carta. Se fosse passato lo ius soli, avrei rinunciato alla cittadinanza”.

Sei italiano da poco meno di due mesi. Conosci la Costituzione?
“Sì”.

E quale articolo preferisci?
“Il 52: dice che bisogna difendere la Patria. L’esatto opposto di quello che fa la sinistra, impgnata a svendere l’Italia e a sabotarla”.

Perché secondo te sostengono a spada tratta lo ius soli?
“Devo essere volgare o civile?” (ride)

Come preferisci.
“Per ideologia. Basta togliersi dagli occhi il prosciutto per capire che è inutile. La legge va bene così come è: la cittadinanza va data a determinate condizioni”.

Quali?
“Lo straniero che nasce in Italia o arriva da bambino nel Belpaese deve seguire un percorso di integrazione. A 18 anni deve fare un giuramento sulla Costituzione e dimostrare di conoscere la storia e la cultura di questo Paese, culla della civiltà. Quando da ragazzo ho iniziato ad informarmi ho capito che senza gli italiani il mondo non sarebbe quello che è. Per questo ho scelto di diventare cittadino italiano”.

I sostenitori dello ius soli dicono che gli immigrati nati in Italia hanno meno diritti dei loro coetanei. È vero?
“Falso. Io non ho mai avvertito discriminazioni. Sono sempre stato trattato come uno della famiglia. Ho sempre usufruito di tutti i servizi, sono andato a scuola, ho tranquillamente girato l’Umbria e l’Italia”.

E soffrivi il fatto di non avere l’attestato di cittadinanza?
“No, da bambino non me ne fregava niente. I miei genitori mi hanno sempre detto che sarei diventato un cittadino migliore di tanti altri italiani per nascita, ma che avrei dovuto conquistare questo diritto”.

Eppure il Parlamento vorrebbe concedere il passaporto a chi è nato qui o ha fatto un intero ciclo di scuola.
“È un errore. Va consegnata solo una volta adulti, come è stato per me”.

Perché?
“Semplice: ci sono delle culture, soprattutto quella islamica, che portano avanti principi contrari alla nostra civiltà. Se hai il passaporto ma porti il velo, che italiana sei?”

Insomma: cittadinanza italiana come scelta e non come diritto. 
“Esatto: deve essere una conquista. L’approvazione dello ius soli la prenderei come un’offesa personale nei miei confronti. Ho faticato tutta la mia adolescenza per imparare la nostra cultura e partecipare alla vita della società. Non capisco perché altri debbano avere un percorso facilitato. Lo ius soli nei fatti esiste già: chi nasce qui, o vive nel Belpaese da molti anni, può diventare cittadino italiano. Deve solo aspettare 18 anni e presentare una semplice domanda. Il resto lo fa la burocrazia. Perché accelerare questo procedimento?”.

Dicono lo ius soli sia una “legge di civiltà”. 
“Allora sono molti gli Stati incivili, perché in gran parte del mondo le leggi sulla cittadinanza sono molto più severe che in Italia. Dove ogni anno viene assegnato il record di passaporti. Poi lasciami dire una cosa”.

Prego.
“C’è anche una questione di sicurezza nazionale: gli attentatori che hanno insanguinato la Francia erano cittadini francesi grazie al loro ius soli. E non potevano essere espulsi proprio per questo. Vogliamo accada anche da noi?”

 

 

Fonte

 

 

 

Un commento a "“Lo ius soli offende noi, figli di immigrati”"

  1. #lister   17 gennaio 2018 at 9:53 am

    “Quando ho deciso di chiedere il passaporto italiano a 18 anni l’ho fatto per senso di Patria…”

    Grande! Benvenuto tra noi…Italiani!
    Tu sei Italiano molto più di tanta gentaglia rossa, a partire da quelli che, perso il “senso di Patria”, volevano regalare l’Italia all’URSS.

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