Ma quanto piacciono Oltretevere gli abortisti?

Ploumen

di Massimo Micaletti

Che Papa Francesco parli chiaro sull’aborto non ci sono dubbi ; non ci sono neppure dubbi però che ne parli molto raramente, molto meno spesso di altre questioni che evidentemente gli stanno più a cuore. Il problema però non è (solo) quanto spesso egli parli della soppressione del concepito, il problema sono le azioni conseguenti ai rari proclami in merito, azioni in collisione frontale colle parole di condanna.
Il Lepanto Institute prima e Marco Tosatti poi rilanciano una notizia che ha dell’incredibile: la politica olandese Lilianne Ploumen, già Ministro olandese per il commercio, lo sviluppo e la cooperazione, è stata insignita dalla Santa Sede di una delle più alte onorificenze: la medaglia di cavaliere dell’Ordine Pontificio di San Gregorio Magno. C’è da restare attoniti.

Ora, il nome della Ploumen non dirà molto ai più, ma a chi segue il tema della difesa della vita della famiglia dice, eccome. Solo per dirne una, si è sempre impegnata sia per l’attuazione dell’agenda LGBT che per l’aborto (per evitare equivoci: si è impegnata a favore dell’aborto) tanto che, quando Trump ha tagliato i fondi c Planned Parenthood causando provvidenzialmente la chiusura di decine di abortifici in tutti gli USA, la Ploumen assieme ad altre “meritorie dame” ha fondato un’associazione denominata “She decides”, che in pochi mesi ha raccolto oltre trecento milioni di dollari per distruggere e fare a pezzi in grembo esseri umani concepiti. Presumibilmente, a casa sua la Ploumen affiancherà alla medaglia dell’Ordine Pontificio di San Gregorio Magno il premio “Aletta Jacobs” che le sarà conferito il 3 marzo prossimo dall’Università di Groenigen (sì, quella del “protocollo di Groenigen” per l’uccisione dei bambini malati: ripeto, bambini nati e con meno di dodici anni, non concepiti) proprio per le sue coerenti e fruttuose battaglie pro aborto.

Una sorta di Emma Bonino in salsa olandese, insomma. E come la Bonino è stata indicata da Bergoglio tra i grandi d’Italia, la Ploumen viene onorata da una medaglia che prima di lei è stata concessa a persone di ben altra caratura e ben altri (e ben veri) meriti per il cattolicesimo.

Già sento qualcuno che dirà che la medaglia – presumo – è stata assegnata per l’impegno nella cooperazione e nello sviluppo e non certo per l’impegno sui fronti abortista ed LGBT e che Lilianne Ploumen non ha fatto solo campagna pro aborto: sarebbe comunque gravissimo. Perché se davvero Francesco ritiene che l’interruzione di gravidanza è un omicidio, che l’aborto è “come la mafia” , allora chiunque lo promuova ha le mani macchiate di sangue perché coopera ad un atto che è “come la mafia”.

Non basta accogliere i barconi per mondarsi la coscienza dalla più grande strage da che l’uomo abbia messo piede sulla faccia della terra; non è possibile, non è giusto dimenticare i concepiti in nome di un impegno che riconosce la dignità solo di alcuni esseri umani e non di altri. Chi si adopera per l’accoglienza della vita non raccoglie fondi per l’affondamento dei barconi o lo sfruttamento delle popolazioni povere: perché invece esistono soggetti che mentre si impegnano per l’accoglienza dei migranti e la promozione dei Paesi in via di sviluppo raccolgono fondi per la distruzione degli esseri umani concepiti? E perché questi soggetti si trovano puntualmente elogiati, vezzeggiati, premiati Oltretevere? A mio parere, è quantomeno disarmante che a prese di posizione anche molto forti, a parole, seguano iniziative che vanno in senso diametralmente opposto ed antagonista.

La diluizione sempre maggiore del tema della Giornata per la Vita tra anziani, migranti, disagio quando essa è stata concepita (appunto!) come momento di riflessione sul concepito e non mancano nel calendario di eventi CEI altre occasioni di riflessione sulle povertà e sulle “periferie”; la gratificazione pubblica di persone che hanno fatto della distruzione del concepito un diritto e non provano alcuna pena per i milioni di esseri umani concepiti smembrati e gettati nei rifiuti nelle cliniche abortiste ogni anno in tutto il mondo; l’arruolamento in seno alla Pontificia Accademia pro Vita di studiosi eterodossi che ogni tanto regalano “perle” come recentemente ha fatto Don Maurizio Chiodi, teologo (ormai, quando si sente questa parola c’è solo da stringere i denti e prepararsi alla botta) in forze all’Accademia di Paglia che ha teorizzato addirittura l’esistenza in certi casi di “un dovere” di ricorrere alla contraccezione; l’evidente impossibilità di discernere una dottrina coerente in materia di famiglia e sacramenti (provate a chiedere se un risposato può fare la comunione: vi diranno che siete contro il Papa, ma non vi risponderanno); il magistero sempre più fumoso in tema di fine vita; il desolante silenzio che ha schiacciato il Family Day; sono tutti fatti che indicano con chiarezza e ben più dei proclami l’aria che tira.

E l’aria che tira è irrespirabile, ma non dobbiamo abituarci né rassegnarci: chi sostiene l’aborto sostiene la distruzione dell’essere umano concepito e rinnega la pari dignità di ogni persona dinanzi a Dio e agli uomini, legittima la sopraffazione del forte sul debole. E’ questo che non dobbiamo mai dimenticare: lo sguardo sul più indifeso degli indifesi, sul più bisognoso dei bisognosi.

E se qualcuno indica i “grandi d’Italia”, noi, ostinati, continueremo a guardare ai più piccoli d’Italia e del mondo intero.

7 Commenti a "Ma quanto piacciono Oltretevere gli abortisti?"

  1. #bbruno   13 gennaio 2018 at 12:54 pm

    a un aborto di papa piacciono le pompe che l’ hanno fatto tale!

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  2. #Federica   14 gennaio 2018 at 10:25 pm

    Scommetto che se al posto di Bergoglio ci fosse ancora quel nazista del suo predecessore sareste tutti lì a protrarvi alle sue scemenze

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    • #guelfonero   15 gennaio 2018 at 12:21 am

      Se Lei mette Ratzinger nel motore di ricerca interno di Radio Spada troverà decine e decine di articoli contro il liberale e modernista Ratzinger. Quindi possiamo dire che ha detto oggettivamente una sciocchezza.

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  3. #Diego   15 gennaio 2018 at 3:24 pm

    Federica, perché non ti informi prima di dire idiozie?

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  4. #Alessio   15 gennaio 2018 at 9:25 pm

    Guelfonero e Diego,

    siete proprio cattivi… ‘sta poraccia ci teneva tanto a fare la parte della capisciona e voi la martellate così. Cercate di apprezzare invece il lodevole, anche se infelice tentativo di utilizzare il verbo “prostrare”.
    Voialtri che siete “tutti lì a protrarvi a quel nazista” non avete proprio cuore!

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    • #lister   17 gennaio 2018 at 9:31 am

      E poi, a sentir definire “nazista” un tale di ascendenza ebraica, c’è da scompisciarsi dalle risate

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  5. #Massimo Micaletti   18 gennaio 2018 at 12:37 pm

    Bergoglio è la continuazione di Ratzinger con altri mezzi.

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