[IL PORCOSPINO] Emma Bonino, i sopravvissuti e gli squartatori

riccio

 

Puntuto e insieme simpatico, il porcospino ficca il musetto nelle questioni scottanti e la sua livrea è refrattaria al politicamente corretto. Con piacere iniziamo questa collaborazione con Andrea Sandri, sotto forma di piccola rubrica. [RS]

 

di Andrea Sandri

 

Dopo la 194 gli italiani sono divenuti un popolo di sopravvissuti psicologicamente disturbati al cui confronto gli ammutinati del Bounty e i loro discendenti erano gente serena.

Anche quando tornano dal confessionale, quelli che ci vanno, tornano senza aver confessato il peccato più grave. In ogni istante devono guardare da un’altra parte e fuggire a paragoni indicibili: già fare un complimento a un neonato nella culla colma la bocca di schifo.

Il diritto penale è diventato la riserva del moralismo più abietto (la legalità, come è legale la 194). Il sodomita è uno simpatico. Lo squartatore ognuno di noi, purché non spari. È in carcere, forse uscirà, forse un po’ lo invidiano (e non possono dire perché), forse già protestano in cuor loro (già lo facciamo tutti i giorni).

Emma lo faceva prima di tutti (lo fa). Perché no? È una “grande italiana” e porta sacerdotalmente il turbante assolvitore.

 

 

 

Un commento a "[IL PORCOSPINO] Emma Bonino, i sopravvissuti e gli squartatori"

  1. #Stefano   1 marzo 2018 at 9:18 am

    Nelle omelie, che per me devono essere sempre sobrie e ben aderenti alle Scritture del giorno, si potrebbe tuttavia richiamare ogni tanto l’attenzione sul tema dell’aborto. Le grida mute di quei bambini (e non “tessuti fetali”) risucchiati da un aspiratore dovrebbero scuotere le nostre coscienze. Come ho già detto da qualche altra parte, io sono per la conquista della piena sovranità a cominciare da quella monetaria (anche se dubito di tutti coloro che a parole la invocano), perché solo realizzando un autentico stato sociale, potendo disporre di adeguate risorse finanziarie, noi potremmo assistere buona parte di quelle persone che per disperazione ricorrono a quella orrenda pratica. Esiste tuttora la possibilità di non riconoscere i figli, ma anche a coloro che fossero orientati a ricorrere a questo istituto bisognerebbe assicurare una adeguata assistenza. Qualcosa bisogna pur fare ed è una questione politica oltre che etica.

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