[IL PORCOSPINO] Il “negro artificiale” e lo stomaco delicato della Germania

riccio

 

Puntuto e insieme simpatico, il porcospino ficca il musetto nelle questioni scottanti e la sua livrea è refrattaria al politicamente corretto. [RS]

 

di Andrea Sandri

 

Come si apprende da una breve lettera al suo agente Elizabeth McKee, nell’estate del 1958 Flannery O’Connor firmò il contratto per la pubblicazione dei suoi racconti in Germania. L’editore tedesco si riservava puntigliosamente di escludere “the stories … not suitable for the German public” (F. O’Connor, The Habit of Being, p. 289). E Flannery chiosava con la consueta ironia: “Didn’t know I was quite that vicious“. Ciò spiega non soltanto le sventurate origini postbelliche del politicamente corretto, ma anche ciò che purtroppo la Germania è divenuta per il devastato continente europeo. “The Artificial Nigger” forse ci avrebbe evitato la malattia morale che oggi porta in scena i volti di Angela Merkel e del fedele Schulz.

 

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.