a cura di Luca Fumagalli

Continua il nostro viaggio tra le pagine migliori di “Vieni ruota! Vieni forca!”, romanzo storico del 1912 a firma di mons. R. H. Benson.

Il veleno della Riforma è riuscito a penetrare nella cattolica Inghilterra grazie al subdolo sovvertimento liturgico operato da teologi compiacenti, docile strumento nelle mani del sovrano. La piccola chiesa del villaggio di Robin, protagonista del libro, è l’immagine più eloquente della rivoluzione in atto, e il luogo sembra ormai privo di ogni aura sacramentale.

Dentro, la chiesa risuonava di mormorii. Era già piena per due terzi e tutti i volti si giravano e rigiravano verso la porta a ogni passo o suono. Quando le campane tacquero salì un sospiro, come se un gigante prendesse fiato; poi, di nuovo, il mormorio riprese.

La chiesa era come la maggioranza delle chiese a quell’epoca. Era solo un piccolo posto, ma ai vecchi tempi aveva custodito tesori di bellezza. C’erano stati, fino a dieci o dodici anni prima, un paravento inciso che correva intorno all’arco del presbiterio, con il crocefisso sopra e Maria e San Giovanni sui due lati. L’altare maggiore, si ricordava, era di pietra, circondato da cortine sui tre lati, appese a colonne che avevano ognuna un angelo inciso, lutto dorato. Ora tutto era sparito, tranne le finestre dipinte (perché il vetro era costoso). Il coro era nudo come un granaio; dietro l’imbiancatura a calce, ben sopra il posto dove era stato steso il telo bianco, pallidi colori ancora baluginavano da dove, dodici anni prima, Cristo sedeva incoronando Sua Madre. L’altare era sparito e la sua sacra pietra serviva ora come pavimento dentro la porta occidentale, dove i superstiziosi si prendevano la briga di scavalcarlo. Il paravento non c’era più: in parte giaceva nella torre, parte era stata bruciata. La Croce di Cristo pendeva dal tetto del capanno dove il ministro teneva il cavallo; le tre figure erano state trasportate via a Derby per aiutare ad alimentare il falò protestante. L’acquasantiera prospiciente alla destra della porta principale era stata mezza spaccata via… Al postò di queste glorie ora stava, nel corpo della chiesa, davanti ai gradini del coro, una grande tavola, come richiedevano le rubriche del nuovo Libro di Preghiere[1], sulla quale era stesa una tovaglia bianca dove sopra erano posati ora due alti bottiglioni in peltro con il vino, un vassoio piano di peltro grande come un piattino e due coppe per la comunione in argento – tutto nuovo[2].

[1] Il Libro delle preghiere comuni (Book of Common Prayer) è il testo di riferimento della comunione anglicana. La prima edizione fu elaborata da Cranmer e promulgata da Edoardo VI nel 1549.

[2] Una descrizione analoga e altrettanto brillante della devastazione liturgica protestante è contenuta anche nelle prime pagine di Con quale autorità?.

(Brano tratto da: R. H. BENSON, Vieni ruota! Vieni forca!, Verona, Fede & Cultura, 2013)