“La mia conversione alla Tradizione”

virgolette01Mi chiamo Francesco Vitiello, nato a Pompei (NA), abito a Scafati (SA) e ho 25 anni.

Sono un ragazzo che ama la tradizione, e che dalla prima volta che ho scoperto la fraternità di San Pio X non ho più smesso di partecipare al rito tridentino, abbandonando la messa novus ordo perché sentivo che qualcosa “non andava” in quella messa, ma non riuscivo a darmi delle risposte precise.

Sentivo sempre un vuoto spirituale e troppa superficialità, a tal punto che non vedevo più traccia di tradizione durante la liturgia. Sembrava ormai che tutto fosse diventato una sorta di democrazia: si vedevano fedeli che erano lì solo per ascoltare show sull’altare, fatti da sacerdoti che non avevano nulla di dottrinale, ma solo un buon senso dell’umorismo. E poi vedevi scenari pietosi come chierichette, comunione sulla mano, donne e uomini laici dare la comunione ai fedeli, chitarre invece dell’organo, canti protestanti e molto altro ancora.

Erano tempi difficili: la mia è una concezione molto più “antica” della fede cattolica e molti dicevano che ero in errore, che mi dovevo adeguare ai tempi, alle circostanze e “a quello che diceva Papa Francesco”. Ero in una crisi profonda; pregavo molto il rosario e usavo molto il breviario, ho fatto anche pellegrinaggi come Assisi e Lourdes, con tanta determinazione e preghiera. Ma ero ugualmente in una profonda crisi spirituale.

Quando ho scoperto la fraternità di San Pio X tutto è cambiato nella mia vita, perché ho trovato dei veri sacerdoti cattolici e una vera messa, che non ha nulla a che vedere con quella del Concilio vaticano II. E’ grazie agli scritti di Mons. Lefebvre e ai sacerdoti della fraternità che ho cambiato vita e che ho trovato la mia stabilità sprituale. Ho iniziato a vedere un vero cattolicesimo e la mia crisi spirituale è svanita: tanto che in me è nata la chiamata di diventare sacerdote della fraternità, e spero di raggiungere questo obiettivo attraverso il discernimento e gli esercizi ignaziani (che si tengono ad Albano Laziale).

Mi rendo conto che è un percorso difficile, ma con Gesù e Maria non temo nulla e quindi chiedo a tutti di pregare per me e per il mio cammino, affinché diventi sale della terra e luce del mondo.

 

 

Ringraziamo il nostro lettore per la sua testimonianza. [RS]

 

 

 

6 Commenti a "“La mia conversione alla Tradizione”"

  1. #lulo   3 Febbraio 2018 at 4:40 pm

    dove trovare le Sante Messe DI RITO TRIDENTINO celebrate in Toscana e gli orari aggiornati?

    Rispondi
  2. #Francesco Retolatto   4 Febbraio 2018 at 2:16 am

    Speriamo che con l’aiuto di Dio possa diventarlo ce n’è un grande bisogno di buoni sacerdoti.

    Rispondi
  3. #lister   4 Febbraio 2018 at 10:26 am

    @ lulo
    A Lucca:
    Cappella San Giuseppe – Via Angelo Custode, 18. Domenica e festivi alle 10.00 (per informazioni: 06.930.68.16 – albano@sanpiox.it).

    Rispondi
  4. #lister   5 Febbraio 2018 at 12:06 pm

    @lulo
    Non FSSPX:
    http://www.unavox.it/messa.htm#TOSCANA

    Rispondi
  5. #bbruno   7 Febbraio 2018 at 7:44 pm

    Tanti cari auguri, e mi raccomando: secundum “Sacramentum Ordinis” (Pio Xii, 1947) , e rottura completa con l’attuale chiesa vaticana…

    Rispondi
  6. #jb Mirabile-caruso   9 Febbraio 2018 at 5:19 am

    F. Vitiello: “Sono un ragazzo che ama la tradizione, e che dalla prima volta che ho
    ………………scoperto la Fraternità di San Pio X non ho più smesso di partecipare
    ………………al rito tridentino, abbandonando la messa ‘novus ordo’…”.

    Penso, signor Vitiello, che ancor prima della Tradizione Lei ami la Verità, e che la ragione che L’ha spinta ad allontanarsi dalla Messa Novus Ordo sia stata la distinta percezione della sua falsità.

    Va osservato, tuttavia, che la Verità NON ammette compromissioni di sorta, come noi Umani, purtroppo, siamo spesso proni a fare e come il nostro caro Trilussa ci mostra nella sua poesia sulla “Verità” caduta nel pozzo. Alla FSSPX è accaduto proprio questo: essere stata fondata sulla Verità “compromessa” dal suo stesso Fondatore, Arcivescovo Marcel Lefebvre: uomo dotato di straordinaria lungimiranza e di non comune coraggio, ma non sufficiente, quest’ultimo, per lasciare la Verità integra nel Suo splendore e per seguirLa sul sentiero che Essa indicava con la Sua Luce.

    Monsignor Lefebvre accettava, in privato, la Verità della non-cattolicità dei papi del Suo tempo, per rinnegarLa in pubblico, un momento dopo, in nome della ‘prudenza’. Il prezzo altissimo di questo Suo giocare con la Verità è stato duplice: -1. il lento ma inesorabile collasso della Sua Creatura in quanto costruita sulle non sicure fondamenta di una Verità ora accettata ora negata; -2. l’aver clamorosamente mancato – Lui, il lungimirante! – che se i papi NON erano cattolici…per inevitabile quanto logica conseguenza… la Chiesa Cattolica era senza Papa!

    Avviene proprio così quando ci si mette a giocare con la Verità: che la Luce che Essa ci dà quando noi L’accettiamo e La seguiamo, lascia il posto alla tenebra quando noi Le voltiamo le spalle. E in questo buio fitto, il nostro Monsignore non si accorse che la Sua amata Chiesa di Sempre – come conseguenza dell’esser rimasta senza Papa per manovra strategica della Sinagoga al Conclave del 1958 – in tale stato di vedovanza era stata ridotta alla condizione – come corpo senza testa – di non poter parlare, non poter agire, di non esistere: esattamente la condizione di cui la Sinagoga abbisognava per portare avanti il piano di creare una nuova religione mondialista e spacciarla, al mondo intero, come fosse la Chiesa Cattolica ‘rinnovata’, ‘aggiornata’ e ‘rappacificata col mondo’.

    Piano diabolico pienamente riuscito, senza che nessuno di noi Cattolici si sia reso conto della piena dinamica dell’inganno!

    Sessant’anni dopo, caro il mio Amante della Verità, nessuno mostra di essere consapevole di questa tragica condizione in cui langue, inutile a Se stessa, la Chiesa Cattolica. Nemmeno nei ranghi della cosiddetta ‘Resistenza Cattolica’ e dei cosiddetti ‘ Sedevacantisti’ – questi ultimi che più di ogni altro hanno seguito la Verità fin dove la Chiesa giace piangente –

    alcuno si è accorto di Essa.

    E avverrà, molto probabilmente, che la Sinagoga porterà, indisturbata, il suo piano diabolico a finale compimento al cospetto di tutti i cattolici ‘resistenti’ del mondo i quali, pregando, NON VEDONO la Chiesa che langue abbandonata a Se stessa!

    “Io sono la Via, la Verità e la Vita” disse il nostro Gesù. A Lei che esprime il desiderio di diventare Sacerdote, io auguro ogni bene. Ma soprattutto La invito a questa riflessione: il Sacerdozio implica la DISPONIBILITÀ di portare con determinazione la Sua VITA – per la VIA illuminata dalla Luce della VERITÀ – alla Croce. Nessun compromesso è possibile su queste tre Realtà che Gesù ha detto di essere, pena il fallimento della Sua Consacrazione.

    In Cristo nostro Signore. In Maria nostra Madre Immacolata.

    jb Mirabile-caruso.

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